mercoledì, maggio 20, 2015

COMITATI DI QUARTIERE RIDOTTI A CINGHIE DI TRASMISSIONE?

A Borgonuovo stravolta l'iniziativa di informazione sui rifiuti.
Come volevasi dimostrare. L'autonomia dei comitati di quartieri eletti da qualche mese pare sia solo una chimera, piuttosto come si temeva sono ridotti a ruota di scorta dell'amministrazione comunale. Magari non tutti, sicuramente sembra lo sia quello di Borgonuovo a voler ripercorrere la vicenda della serata informativa sulla gestione dei rifiuti.
Due nuovi eletti nel comitato, armati dell'entusiasmo dei neofiti, cercano di rendersi utili chiedendo di poter organizzare una serata informativa sui rifiuti. Dopo un iniziale incoraggiamento da parte degli altri membri del comitato pian piano hanno visto mettere nodosi bastoni tra le gambe. Il loro entusiasmo è andato a sbattere contro il patron del Pd del quartiere nonchè referente del comitato che non ammette deviazioni alla linea di totale subalternità all'amministrazione.
Così il prossimo venerdì sera vedrà una serata informativa a cura dell'assessore all'ambiente e di un rappresentante del CIDIU, mentre è stato escluso Pietro Cavallari del Carp, l'associazione che si batte per una gestione ecologica dei rifiuti. Alla faccia della democrazia e dell'autonomia.
Comprensibile a questo punto la rabbia dei due consiglieri del comitato di Borgonuovo che avevano proposto l'iniziativa e che si erano dati da fare per organizzarla. Venerdì sera si assisterà alla ennesima rappresentazione di quanto siano bravi ed efficienti a Collegno e al CIDIU nella gestione dei rifiuti, il miglior dei mondi possibili in materia.
Intanto però a Collegno la raccolta differenziata nel 2014 si è fermata al 56,93%, mentre per il 2015 non è disponibile alcun dato, e siamo già a maggio. Basta farsi un giro per la città e controllare, per esempio, la qualità della differenziazione della carta per capire come a poco a poco in assenza di campagne di informazione e di controlli la qualità sia andata scadendo di anno in anno.
Il processo della famigerata fusione tra CIDIU e COVAR 14 dopo più di un anno continua a restare avvolta nel mistero, se si continua così ci sono buone probabilità che possa battere i tempi del processo di pace tra Israele e Palestina!
Nel frattempo in Val di Susa è stato preso con le mani nel sacco il presidente della locale azienda rifiuti, la ACSEL SPA, già amministratore in passato anche del CIDIU, secondo la regola che una poltrona non la si può negare agli amici del partito e affini. L'accusa è di aver usato allegramente la carta di credito messagli a disposizione dall'azienda, ben 92 mila euro l'importo utilizzato. Pare che lo stesso Zandonatti abbia ammesso di aver sbagliato dando le dimissioni dalla carica. Ora ci si chiede se anche il CIDIU mette a disposizione dei suoi amministratori come benefit oltre a delle fiammanti Fiat Freemont (così si dice in città) anche delle carte di credito.
Forse sarebbe utile che di questo mondo dorato andassero a parlare venerdì i rappresentanti del CIDIU!
Intanto CIVICA ha presentato due interrogazioni che allego sotto.
Giovanni Lava


Al Sindaco di Collegno

1) Interrogazione con risposta scritta e orale

Oggetto: Serata informativa sulla gestione dei rifiuti organizzata dal Comitato di quartiere di Borgonuovo.
Considerato che:
·        Venerdì 22 Maggio presso la sede del comitato di quartiere Borgonuovo è stata organizzata una serata informativa sui rifiuti con la presenza dell’assessore all’ambiente e di un rappresentante del CIDIU:
·        La serata era stata proposta e organizzata con la presenza di Pietro Cavallari allo scopo di avere un’informativa sullo stato della gestione dei rifiuti nel mondo;
·        Che il referente del comitato di quartiere ad organizzazione già avvenuta ha impedito che la serata si realizzasse nella versione originale imponendo la presenza dell’assessore e del Cidiu, adducendo motivi di opportunità e di concessione di patrocinio da parte del Comune;
Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e l’assessore competente per sapere:

  1. Se davvero l’”apostolo”  dei Rifiuti Zero Pietro Cavallari faccia così paura al Comune di Collegno e al Cidiu;
  2. Se  davvero non è possibile organizzare da parte dei comitati di quartiere serate informativa senza la presenza degli amministratori comunali;
  3. Se la concessione del patrocinio sia o no subordinata ad un atto ufficiale di ubbidienza cieca all’amministrazione comunale.
Collegno, 20 Maggio 2015
Giovanni Lava  


INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE GIOVANNI LAVA DEL GRUPPO CONSILIARE CIVICA MOVIMENTO DEMOCRATICO PER COLLEGNO IN MERITO A SERATA INFORMATIVA SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI ORGANIZZATA DAL COMITATO DI QUARTIERE DI BORGONUOVO. [iride]913844[/iride] [prot]2015/25743[/prot].


2) Interrogazione con risposta scritta e orale

Al Sindaco di Collegno

Oggetto: Benefit a disposizione degli amministratori di CIDIU Spa e Cidiu Servizi 
·       A seguito della denuncia da parte del Sen. Esposito dello scandalo delle carte di credito di cui si è reso protagonista il presidente di Acsel Fabrizio Zandonatti di cui hanno parlato tutti i giornali;
·       considerato che il signor Zandonatti è stato amministratore negli anni scorsi anche del CIDIU:
Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e l’assessore competente per sapere:
  1. Di quali benefit godono gli amministratori e i dirigenti del CIDIU;
  2. Se  hanno o meno a disposizione carte di credito intestate all’azienda;
  3. Se corrisponde al vero che molti di loro possono contare su auto Fiat Freemont anche ad uso privato.
Collegno, 20 Maggio 2015
Giovanni Lava  

domenica, maggio 17, 2015

La valle della Dora: ad ovest di Torino un cuore verde da salvare e tutelare


Convegno pubblico sulla proposta d’inserimento del corridoio ecologico del basso corso della Dora Riparia nel sistema delle aree naturali protette della Regione

Giovedi 21 maggio 2015 alle ore 20.45 il circolo di Legambiente di Collegno “DORAinPOi organizza un Convegno per rilanciare la proposta di costituzione di un’area protetta.  

 

Ne parleranno: esponenti dei circoli territoriali di Legambiente, il Presidente del Patto Territoriale Zona Ovest Ezio Bertolotto, l’Assessore all’ambiente del Comune di Collegno Enrico Manfredi, il Sindaco del Comune di Avigliana Angelo Patrizio, l’Assessore all’ambiente del Comune di Torino Enzo Lavolta, il Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Fabio Dovana, il Vice Sindaco metropolitano della Città Metropolitana di Torino Alberto Avetta, la Presidente della Commissione Ambiente della Regione Piemonte Silvana Accossato, l’Assessore all'Ambiente e ai Parchi della Regione Piemonte Alberto Valmaggia.

L’incontro sarà moderato da Gianni Pesce del circolo Legambiente di Collegno “DORAinPOi  e le conclusioni saranno affidate a Francesco Casciano, Sindaco del Comune di Collegno.

Nell’ampio dibattito in corso per la revisione della legge regionale che disciplina la tutela delle aree naturali, torna in auge la trentennale proposta di valorizzazione dell’importante corridoio ecologico costituito dall’asta fluviale della Dora e dai territori agricoli e boscati che l’affiancano.
Nel 2011, su istanza dei Comuni della Bassa Val Susa e della Zona Ovest, la Regione Piemonte aveva riconosciuto la «Zona Naturale di Salvaguardia della Dora Riparia». Essa rappresenta il naturale collegamento tra ambiti di significativa rilevanza naturalistica e paesaggistica, quali il Parco naturale dei Laghi di Avigliana, il Sito di Interesse ComunitarioMonte Musinè e i laghi di Caselette”, il Sito di Interesse Regionale “M. te Cuneo”, il lago di Fontanej in Comune di Pianezza ed altri territori boscati.

Sotto l’aspetto della fruizione ricreativa essa rappresenta un potenziale raccordo tra il sistema dei parchi urbani di Torino, il Parco della Mandria e la Val Susa e consentirebbe il completamento l’itinerario pedonale transfrontaliero della Via Francigena. I pellegrini che percorrono la Valle, giunti ad Alpignano potrebbero proseguire lungo un tragitto a misura di viandante al margine delle aree urbanizzate.
Legambiente propone ai comuni della zona di cooperare per rendere possibile la realizzazione di una via d’accesso pedonale a Torino lungo percorsi extraurbani, sino al Parco della Pellerina, valorizzando il pregevole complesso della Certosa di Collegno e le altre emergenze storico-architettoniche della zona.

La proposta d’inserimento della fascia fluviale della Dora Riparia nel sistema delle aree naturali protette muove, quindi, dal duplice obiettivo di tutela ambientale e di messa in valore per finalità turistico-ricreative delle aree agricole e degli edifici storici.
Legambiente, quindi, propone alla Regione Piemonte di accreditare l’importanza di questo fragile ecosistema e ai Comuni interessati di rinnovare l’impegno profuso negli scorsi anni per la creazione di un Parco lungo l’asta della Dora Riparia. 


Il convegno è realizzato con il patrocinio del Comune di Collegno.

venerdì, maggio 15, 2015

CARO LAVA, NON SONO D'ACCORDO CON TE.

L'Italicum non è la medicina giusta.
Vorrei fare alcune riflessioni sull'articolo "A chi piace la melassa istituzionale" (blog di CIVICA, 29/04/2015) di Giovanni Lava..
In primo luogo desidererei sapere che cosa ne pensano i sostenitori di CIVICA, che inviterei ad esprimersi pubblicamente, utilizzando, se possibile, il blog.
Per quanto mi riguarda, non condivido le opinioni espresse da Giovanni in questo articolo.
Premetto che la mia cultura in campo istituzionale è modesta e l'informazione che ho dell'"Italicum" e della proposta di legge sulla scuola è tecnicamente carente; tuttavia sento di dover esprimere alcune opinioni.
Forse non sarà l'"Italicum" ad ammazzare la democrazia. Fatto è che questa sta già abbastanza male e la nuova legge elettorale non fa da medicina. E' piuttosto un sintomo grave di malattia. Ci vuole una bella faccia tosta per proporre una legge
che ricopia e riesce a peggiorare l'incostituzionale "Porcellum". Piuttosto che proporre avrei dovuto dire imporre, visto come si è sviluppato l'iter di approvazione.
La faccia tosta comunque non è mai soltanto il modo di comunicare di un singolo personaggio spregiudicato, è anche il frutto della favorevole condizione che gli permette di esprimersi così.
Condizione di grave crisi della rappresentanza. Checchè si possa dire (a ragione) sulla qualità scadente di molti nostri rappresentanti, io sono fermamente convinto del valore fondamentale del Parlamento. La nostra è una democrazia rappresentativa e il Parlamento ne è l'Istituto cardine.Non mi fanno cambiare idea quelli che, frustrati dalle lungaggini istituzionali o dalle difficoltà che derivano dalla ricerca di accordi, si arrendono all'idea di scorciatoie e approvano la legislazione per decreto, i premi di maggioranza, la facilità del governare, a scapito della qualità.
Qualcuno mi sa dare una ragione di come quella che veniva attesa come la madre di tutte le riforme costituzionali, e cioè l'abolizione di una delle due Camere, si sia trasformata nella creazione di un senato di persone nominate? Altra bella mazzata al principio di rappresentanza.
Di una cura alla Thatcher questo paese ha sì bisogno, ma al contrario. Detto un pò banalmente, sarebbe ora che invece di togliere risorse ai poveri per dare ai ricchi, come scrupolosamente fece la lady, si cambiasse verso.
Questo concetto torna a fagiolo parlando di scuola, nel senso del bisogno insoddisfatto di attenzione e di rispetto 
soprattutto per le fasce più deboli e vulnerabili che questa evoca . Una richiesta di attenzione che dovrebbe essere 
immediatamente considerata, se non altro per evitare che il paese vada definitivamente in malora, travolto
dall'individualismo, dall'ignoranza e dal crollo fisico dei soffitti. E invece si pensa alla scuola pubblica come azienda,tenendo i cordoni della borsa il più chiusi possibile, per non togliere ossigeno alla scuola privata (alla faccia della Costituzione) e soprattutto per non deludere le aspettative delle forze armate. Mi rifiuto di considerare i docenti e tutti i lavoratori della scuola come una massa di privilegiati pelandroni. Se c'è stato un tempo in cui nel pubblico impiego si poteva giustamente parlare di privilegi, quel tempo è passato da un pò e lo spirito corporativo e poco educato politicamente degli insegnanti sta rapidamente cambiando, perchè stanno sperimentando a proprie spese condizioni di lavoro sempre più restrittive (i fortunati col posto fisso) o un feroce precariato tutti gli altri, che sono la maggioranza. Certo che è un pò difficile restituire il lavoro a tutti i precari che si sono voluti creare in questi tempi selvaggi, ma come si fa a liquidare una persona che ha lavorato consecutivamente per più di dieci anni, dicendogli adesso basta il tuo turno è finito?
Per chiudere, quello che ho espresso sono opinioni sorrette più dal sentimento (e anche dalla rabbia) che dalla competenza. 
Non per questo indegne di di essere espresse; non credo d'altra parte che un'argomentazione sia valida solo in quanto basata sulla fredda logica. La logica mi suggerirebbe di lasciare ogni speranza, visto il materiale umano e sociale che gestisce la politica e i propri interessi; visto il degrado in cui versano i partiti e il degrado verso cui sono trascinate le Istituzioni. Ma la mia voglia di vivere mi suggerisce la possibilità che, col tempo, tanta pazienza e tanta fatica, si possa costruire una forza sociale che esprima finalmente gli interessi di tutti i non privilegiati, cioè della stragrande maggioranza di noi; senza buttare all'aria le regole, semplicemente applicandole; facendo finalmente funzionare quella macchina che abbiamo avuto in regalo e rischiato di rovinare.
Fulvio Salza*
* Fulvio Salza è uno dei più attivi amici di CIVICA. Il suo ragionamento è la dimostrazione che CIVICA non ha posizioni ideologiche predefinite, trattandosi di una lista civica che si pone solo obiettivi di buona amministrazione cittadina, un movimento civico dove ognuno è libero di professare le proprie idee, anche molto distanti e allo stesso tempo lavorare insieme nel rispetto reciproco.
Solo una precisazione rispetto alla "cura Thatcher", era intesa non nel senso che gli ha dato Fulvio, ma piuttosto nel senso di una politica capace di rimuovere le incrostazione ad una società, quella inglese, che da decenni era paralizzata e che continuava a perdere colpi.
g.l.

martedì, maggio 12, 2015

LE DUE STRAGI DEL 1945 A COLLEGNO.

Il Pd per la prima volta pone il problema della memoria.
"Se ci fosse ancora Luciano, non lo avreste fatto". Questa frase colta al volo nel corso dei lavori dell'ultimo consiglio comunale da un gruppetto di persone di SEL che assediava il segretario cittadino del Pd Mellace, mi ha incuriosito. Chi fosse il Luciano non c'erano dubbi. Che cosa Mellace non avrebbe osato se fosse stato ancora vivo il sen. Manzi?
Non c'è voluto molto per scoprire a che cosa si riferissero. Il loro disappunto era dovuto al documento apparso sul profilo Facebook del Pd di Collegno (leggi) in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Potete leggerlo anche direttamente su Facebook. 
A molti anni di distanza distanza di quel 30 aprile 1998, quando da direttore del Corriere pubblicai la verità su quei tristi giorni. un partito della sinistra collegnese ha osato sdoganare il ricordo della efferata vendetta successiva alla strage nazista non nel modo rituale con il quale era stata affrontata obtorto collo qualche anno fa. Nel documento infatti si legge: "Il trenta aprile apriva una profonda ferita, forse la più profonda proprio perché vicina a quello che doveva essere un respiro di libertà, trasformato in una angoscia terribile per tutta la cittadinanza. Ma nel risvolto della memoria, che ormai celebra come martiri i morti dell’estrema carneficina, si nasconde un altro ricordo, nato dalla rabbia di quei momenti, quello dell’uccisione di uomini, che avevano il torto di stare dalla parte sbagliata, dalla parte del sostegno a un regime oppressore e a un esercito criminale. In due giorni, due stragi". E poi pone la questione centrale della memoria.
Su quei fatti, grazie al Corriere e al successivo libro dello storico  Bruno Maida "Prigionieri della memoria" non ci sono più misteri. Ma la sinistra collegnese che per 70 anni ha rimosso volutamente quel ricordo non ha ancora fatto davvero i conti con la memoria collettiva. Ecco perchè assume grande importanza il contributo di don Testa pubblicato sul sito del Pd. Può essere l'inizio di quel percorso condiviso  per il recupero della memoria che da molti anni chiedo senza successo. Anche quest'anno, in occasione del 70° anniversario della Liberazione ho posto il problema al sindaco e al presidente dell'Anpi, senza avere risposte. Ho taciuto pubblicamente perchè non ho voluto creare ancora una volta polemiche sterili. Sono anni che sostengo che solo la sinistra collegnese, responsabile del lungo silenzio, avrebbe potuto e dovuto risolvere il problema della memoria nelal sua interezza. E', invece, proprio quella memoria che i militanti collegnesi di SEL, a partire dall'assessore e dalla consigliera comunale, vogliono continuare a tenere monca come si è fatto per molti decenni. 
Sarebbe bello se ora finalmente si aprisse un confronto vero tra chi vuole ricordare e chi vi si oppone in modo da rimuovere questo tappo antistorico che oggi non ha ragione di essere, se mai ne ha avuto una.
Giovanni Lava

Per chi ne volesse sapere di più legga su questo blog il post del 2011 (leggi) oppure digiti nel motore di ricerca del Blog di CIVICA "I fatti del 1945" e davvero ne avrà da leggere.

venerdì, maggio 08, 2015

CASCIANO: LA MIA PIANIFICAZIONE URBANISTICA DELLA CITTA'.

CIVICA ha incontrato il sindaco.
Eppur si muove! A sentire ieri pomeriggio il sindaco Francesco Casciano nel corso dell'incontro con la delegazione di CIVICA qualcosa bolle in pentola circa la pianificazione urbanistica della città. Dopo un anno di governo per la prima volta abbiamo sentito parlare di nuovo di Campo Volo, di via De Amicis, del Pip.
L'incontro era stato chiesto da CIVICA con una lettera protocollata il 26 marzo scorso all'interno di quella azione di confronto con l'amministrazione che era partita con l'assessore Antonio Garruto sulle politiche del lavoro per i giovani e proseguita con l'assessora Grazia De Nicola sulle politiche assistenziali. Al sindaco abbiamo chiesto in primo luogo che il Comune si attrezzi per assistere i cittadini che hanno bisogno nel rapporto con la burocrazia pubblica di un "difensore civico", figura non più prevista dalla legge a livello comunale ma solo a livello regionale. Su questo tema il segretario generale ci ha dato assicurazione di studiare la cosa rispetto alle altre amministrazioni. Per quanto riguarda il Comune di Collegno, infatti, per qualsiasi controversia  è già attivo un servizio di tutela del cittadino.
Ma l'argomento che ci stava più a cuore era proprio la politica urbanistica, al momento un oggetto misterioso a cui però il sindaco in più di un'occasione ha fatto accenni che ci avevano incuriositi.
Assistito dall'assessora alla pianificazione territoriale e alla innovazione urbana Barbara Martina,
il sindaco dopo aver molto insistito sulla scelta per lui irrinunciabile di un percorso partecipativo che coinvolga tutti, ci ha consegnato una copia della traccia di lavoro datata proprio 7 maggio e che a suo dire è la stessa consegnata alla sua maggioranza. Sicuramente un gesto impensabile nello scorso mandato, quando spesso i documenti importanti non venivano consegnati neppure a tutti i consiglieri di maggioranza. Una scelta, quella del sindaco, che sotto traccia abbiamo avvertito come non condivisa da tutti i suoi. Casciano l'Ecumenico pare però  proprio deciso a non demordere dalla sua linea di condotta se si è spinto a dire che saranno i cittadini a giudicare alla scadenza del mandato. "Il percorso partecipativo all'apparenza sembra far perdere tempo, ma alla fine si dimostra più veloce" ha chiosato il sindaco.
Certo se si guarda ai dieci anni precedenti, le forzature e l'assenza di partecipazione non è che si sono rivelati molto produttivi. Va pur detto che ci troviamo in una fase di crisi economica tale, che a differenza del passato nessuno dei cementificatori sta con il fiato sul collo degli amministratori, anzi ...
Ma cosa dice il promemoria del sindaco? Quattro sono i punti elencati. il  Piano strategico partecipato comunale "COLLEGNOmetroPOLIS 20125" sulla scorta del Terzo Piano strategico "Torino Metropoli 2015"; Delibera di indirizzi di via DeAmicis e Campo Volo; Programma di rigenerazione urbana e infine il Riordino delle aree industrialòi e commerciali comprese tra il confine di Pianezza, la ss 24 e la tangenziale (ex macello), Pip). Quattro titoli e poco più.

Su questi temi come CIVICA abbiamo detto al sindaco che siamo pronti al confronto, ovviamente partendo da quelle che sono le nostre posizioni e se il percorso sarà seriamente partecipato come si afferma. Abbiamo espresso intanto la nostra soddisfazione per il fatto che a quanto pare la famigerata APEA che si sarebbe mangiato altri 600 mila metri quadrati di terreni agricoli sia andata in soffitta e non se ne farà più nulla.
Molto ci sarà invece da dire sulle ipotesi di soluzioni per via De Amicis e Campo Volo. Partire dall'ennesima delibera di indirizzi non ci pare una cosa seria, visto il fallimento di quelle precedenti. Noi siamo per un progetto di variante che chiarisca subito dove si vuole andare a parare e che costringa tutti a confrontarsi con le norme urbanistiche in vigore.
Abbiamo anche chiesto due cose precise: che i consiglieri comunali e le forze politiche presenti in consiglio vengano considerati almeno alla stregua degli altri portatori di interessi e quindi coinvolti negli incontri che si organizzano; la seconda che i neonati comitati di quartiere si facciano carico di organizzare incontri pubblici con la popolazione per coinvolgere i cittadini sulle scelte da farsi.
In ogni caso l'incontro dal nostro punto di vista è stato positivo ed interessante. Staremo a vedere se alle parole poi seguiranno i fatti e se chi nella maggioranza preferisce i comportamenti muscolari avrà la meglio o meno.
Giovanni Lava

lunedì, maggio 04, 2015

ASCIA SELVAGGIA COLPISCE ANCORA.

Presentata un'interrogazione di CIVICA contro la potatura degli alberi in piena vegetazione primaverile.
Le amministrazioni comunali passano, gli assessori all'ambiente e ai lavori pubblici anche, ma l'accanimento verso gli alberi della città resta.
Chi non ricorda la strage compiuta qualche anno fa lungo le sponde della Dora? Oppure il tentativo di radere al suolo gli alberi di via Trieste? Per citare solo qualche episodio.
L'altro giorno mi è arrivata la segnalazione di un cittadino che vi riporto: 
"Buongiorno,
le invio le foto scattate presso i giardini di via De Amicis angolo corso Antony.
L'addetto alle potature della cooperativa mi ha detto che è stato incaricato dal Comune: lui ha fatto presente che potare con i rami già pieni di foglie è  un danno per la pianta, si indebolisce, ma pare che non abbiano voluto sentire ragioni.
Stessa cosa mercoledì scorso all'interno del Parco della Certosa: ho chiesto a degli addetti che stavano potando alberi a basso fusto con gemme e fiori, loro hanno fatto presente che non è il momento giusto per effettuare certe potature, ma pare che tutti facciano quello che gli dice il Comune.
Io resto sempre più sbalordito e amareggiato.
Le ultime due foto sono state scattate al campo di calcio di corso Antony: queste potature estreme sono state fatte un paio di mesi fa, e io mi chiedo chi abbia dato il via libera, la società di calcio o il Comune?" Lettera firmata.
Per la "potatura" degli alberi del campo di calcio  ce n'eravamo già occupati qualche mese fa quando fummo informati dai cittadini che abitano nei palazzi di fronte. 

L'assessore se ne dolse, ma intanto ora la cosa si ripete ad opera del Comune stesso.
Siccome non posso pensare che vi siano chissà quali interessi dietro, la cosa più probabile è l'incultura ambientalista che nonostante tutto continua ad albergare negli uffici dei lavori pubblici responsabili della cura del verde. Nè pare che quelli dell'ambiente che pure quella cultura dovrebbero possederla d'ufficio siano in grado di incidere più di tanto sui loro colleghi alloggiati nel parco Dalla Chiesa. Intanto è trascorso un anno dalle elezioni, ma della Consulta per l'Ambiente neppure l'ombra.
Confesso che c'è di che farsi cascare le braccia e non solo quelle.
Per intanto questa mattina ho fatto protocollare l'ennesima interrogazione in merito, che vi allego.
Giovanni Lava


Al Sindaco di Collegno 

Interrogazione con risposta scritta e orale

Oggetto: Potatura alberi fuori stagione.
A seguito della segnalazione di un cittadino che così mi scrive: “Buongiorno,
le invio le foto scattate presso i giardini di via De Amicis angolo corso Antony.
L'addetto alle potature della cooperativa mi ha detto che è stato incaricato dal Comune: egli ha detto di aver fatto presente che potare con i rami già pieni di foglie è  un danno per la pianta, perchè si indebolisce, ma pare che in Comune  non abbiano voluto sentire ragioni.
Stessa cosa mercoledì scorso all'interno del Parco della Certosa: ho chiesto a degli addetti che stavano potando alberi a basso fusto con gemme e fiori, loro hanno fatto presente che non è il momento giusto per effettuare certe potature, ma pare che tutti facciano quello che gli dice il Comune.
Io resto sempre più sbalordito e amareggiato.
L’ultima foto è stata scattata al campo di calcio di corso Anthony: queste potature estreme sono state fatte un paio di mesi fa, e io mi chiedo chi abbia dato il via libera, la società di calcio o il Comune?”
Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e agli assessori competenti per sapere: 
  1. I motivi di questo ulteriore attacco agli alberi della città;
  2. Se  esistono delle norme nelle potature che impedisca al Comune, ma anche ai privati di compiere azioni del genere;
  3. Se si intende una volta per tutte adottare un severo protocollo che eviti tali interventi;
  4. Chi sono i responsabili dello scempio e se individuati come saranno sanzionati.
Collegno, 4 Maggio 2015
Giovanni Lava  


P.S. Si allegano le foto del cittadino.

mercoledì, aprile 29, 2015

A CHI PIACE LA MELASSA ISTITUZIONALE?

I romani si sono portati avanti con il lavoro e hanno già dedicato una piazza a Renzi.
La sfida di Renzi, un momento di chiarezza (forse).
Oggi il campo degli opinionisti si è diviso tra chi ritiene che Renzi con la fiducia sull'Italicum ha messo in atto una prova di forza e chi invece ritiene trattasi di una prova di debolezza. Io propenderei per la seconda (se fosse sicuro della propria forza non avrebbe avuto bisogno di mettere la fiducia), ma sinceramente mi sembra una di quelle questioni di lana caprina su cui il complesso politico-giornalistico ama spendere il proprio ben remunerato tempo con atteggiamento sempre molto serioso.
Che si tratti di una resa dei conti finale all'interno del Pd è indubbio, tra Renzi e i suoi avversari interni è diventata una questione di vita o di morte politica. L'Italicum per entrambi c'entra poco, è solo il pretesto. Io penso che sia un bene farla finita con l'uno o con l'altro, piuttosto che ripiombare nella paralisi storica a cui ci hanno abituato, mentre il paese continua ad andare a ramengo. L'Italia ha invece proprio bisogno di una sorta di cura Thatcher. L'unico timore è che neppure Renzi sia all'altezza del compito. So di scandalizzare molti miei amici, ma proviamo ad immaginare che cosa succederebbe se solo uno degli emendamenti venisse approvato, oppure che Renzi avesse accettato le modifiche che la minoranza dem propone. La legge tornerebbe al Senato e lì morirebbe e con lei il governo Renzi. La stessa cosa se il governo andasse sotto su uno dei voti a scrutinio segreto.
Renzi non è forte come vuole apparire, ma con il voto di fiducia cerca di evitare di essere impallinato e sepolto. Come dargli torto. L'Italicum non sarà quella legge eccelsa che Renzi dice, ma neppure la morte della democrazia come urlano i soliti "rivoluzionari" da salotto vecchi e nuovi di cui il nostro paese ha sempre abbondato.
Ammiravo Letta e Prodi per il silenzio mantenuto dopo il loro siluramento, potevano essere una risorsa in caso di ennesimo naufragio, invece con il loro unirsi al coro di chi strilla al pericolo fascista prossimo venturo, hanno sbracato e buttato a mare il credito che avrebbero potuto vantare. Oggi tutti sostengono che la legge migliore fosse il Mattarellum. Perchè quando sono stati al governo non hanno proposto un ritorno secco a quella legge? Prodi andò al governo nel 2006 e vi rimase per ben due anni, ma di cambiare il tanto vituperato Porcellum non ci provò neppure. Ora parla di ritorno all'Ulivo ... perchè non al governo del CLN del 1946?  ma non è stato l'Ulivo a naufragare penosamente per ben due volte aprendo ogni volta la strada al ritorno di Berlusconi?
Sono più di trent'anni che assisto al pianto greco circa la necessità di rendere più stabile il governo del paese, quanti lamenti per il fatto che le maggioranze fossero precarie e contenessero al loro interno tutto e il contrario di tutto, ma evidentemente per buona parte della classe politica e per i loro fans questa è la situazione ideale, una situazione in cui tutti possono condizionare se non ricattare  gli altri, una situazione in cui la più sparuta minoranza può aspirare ad avere se non una poltrona almeno uno strapuntino al tavolo del governo. Se lo strappo di Renzi dovesse mettere fine a tutto questo e dare avvio ad una nuova fase politica nel nostro paese, ben venga, perchè di questa davvero non se ne può più. Basta con la melassa che impasta tutto e tutti da una eternità.
Non credo che ciò di per sè riduca il pluralismo o la democrazia, fino a che ad ognuno è consentito di diventare maggioranza e conquistare il governo del paese. Questo non significa che le minoranze non abbiano un grande compito da svolgere sia come portatrici di ideali e obiettivi che per l'esercizio del controllo di chi governa. Basta con la situazione attuale dove tutti sono maggioranza e minoranza allo stesso tempo.
Per chiudere una battuta sulla scuola: non so se la riforma proposta sia buona o cattiva, so per certo che una riforma che vada bene a sindacati ed insegnanti non esiste. Due sono le cose che interessano davvero: che nulla cambi e che si assumano tutti i precari di questo e anche di un altro mondo. Circa la partecipazione, ricordo che Luigi Berlinguer nel primo governo Prodi ci provò coinvolgendo non solo la base ma anche mettendo al lavoro un gruppo di studio ampio che rappresentava il mondo della scuola. Fu silurato per le proteste degli insegnanti, eppure il suo fu un tentativo serio di riformare la scuola.
La riforme perfette non esistono nè elettorali nè scolastiche, nè di altro genere , in Italia poi è più facile che un asino voli che vengano accettate senza strilli e accuse di fine del mondo.
Giovanni Lava

domenica, aprile 26, 2015

IL PRIMO 25 APRILE DI CASCIANO L'ECUMENICO.

Solidarietà agli ebrei italiani.
Per la prima volta dopo 70 anni Collegno ha festeggiato il 25 aprile insieme a Grugliasco e per la prima volta lo ha festeggiato senza Manzi. E la differenza si è vista e sentita. Con Manzi vi era certo la retorica, ma qualcosa del pathos originale di chi la Resistenza l'aveva vissuta sulla propria pelle si avvertiva con forza. Anche quando non si condividevano alcune affermazioni un po' datate, il sen. Manzi incuteva comunque rispetto.
Ieri ad ascoltare i suoi epigoni mi è tornata in mente la frase del Principe di Salina nel Gattopardo: "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene ...". A vederla là sul palco schierata in pompa magna a spintonarsi per un posto in prima fila, a distribuirsi vicendevolmente e a distribuire patenti di incarnazione dei valori della Resistenza, questa nostra inamovibile classetta politica locale, attaccata all'unico valore che davvero interessa, la poltrona, il pensiero è corso ai Martiri della Libertà che senz'altro non fu per questo che donarono il loro sangue. Ma tant'è! Questo è quanto passa il convento.
Ad impressionare è stato il discorso del neo sindaco di Collegno Francesco Casciano tutto proiettato verso le sorti magnifiche e progressive che attendono la nostra città e tutta la Zona Ovest. Un discorso letto con voce che chiamava applausi che stentavano ad arrivare.
A sentire i mugugni e le battute grevi a commento del discorso di Casciano l'Ecumenico, alcuni "eminenti" del Partito democratico collegnese sembra che abbiano già consumato l'ardore con il quale lo hanno sostenuto un anno fa fino a farlo eleggere trionfalmente e che scoprano solo ora i limiti del personaggio. Ebbene la cosa ci fa quasi solidarizzare con il sindaco. Possiamo dire che troviamo questo atteggiamento serpeggiante nel Pd disgustoso?
Se il discorso di Casciano molto studiato a tavolino comunque tentava di dire qualcosa nel suo consueto ecumenismo, quello spavaldo e a braccio del sindaco di Grugliasco suonava ancor più vuoto e retorico. Tanto fumo e niente arrosto. Degli altri oratori, se ce ne sono stati, non posso dir nulla perchè a quel punto non ce l'ho fatta più e me ne sono andato a casa. Con tutta la buona volontà, quando è troppo è troppo.
W il 25 Aprile, W la Resistenza, W l'Italia.
Giovanni Lava
P.S.
Colgo l'occasione per esprimere tutta la mia solidarietà agli ebrei italiani che dopo aver pagato il prezzo che sappiamo, dopo aver combattuto in gran numero nella Resistenza, a 70 anni di distanza sono costretti a disertare le manifestazione del 25 Aprile, vedi Roma, e se partecipano vengono contestati, vedi Milano, da alcune teste di c. che si fanno passare per filo-palestinesi. Che si permetta tutto ciò da parte degli organizzatori e delle forze dell'ordine lo trovo indecente. Il sempre citatissimo Primo Levi, ebreo, si rivolterà nella tomba e come lui tutte le altre vittime ebree del nazismo e del fascismo.

lunedì, aprile 13, 2015

TERMOVALIZZATORE SI', STRATEGICO NO!

Lettera a Chiamparino sulla modica quantità di inceneritore.
Per la prima volta sull'inceneritore c'è unità di tutto il consiglio comunale di Collegno. Basta un po' di ipocrisia e l'accordo è fatto. Come tutti sanno sull'inceneritore del Gerbido ci sono sempre stati due partiti, quella dei contrari senza se e senza ma e quella dei favorevoli a prescindere. Tra i primi si colloca anche la nostra lista CIVICA. Le motivazioni sono note. L'incenerimento dei rifiuti checché se ne dica produce inquinamento e manda in fumo rifiuti che potrebbero essere riciclati. I favorevoli sostengono invece che al momento non ci sarebbero soluzioni adeguate per eliminare i rifiuti. Mentono sapendo di mentire. Il fatto è che dietro gli inceneritori vi è un business notevole, una gallina dalle uova d'oro.
Ad unire i due "partiti" contrapposti nel nostro caso è stato il decreto "Slocca Italia" di Renzi, che tra le tante cose sfavorevoli all'ambiente prevede anche un sistema integrato a livello nazionale dei termovalorizzatori. In soldoni vuol dire che se in una regione italiana non sanno come gestire i rifiuti possono spedirli in un'altra dove vi sia un inceneritore sottoutilizzato. E per rendere gli inceneritori sottoutilizzati il decreto prevede anche che si possa utilizzarli al limite massimo delle loro capacità. In sostanza far bruciare più rifiuti di quelli previsti dal protocollo di sicurezza di ogni inceneritore.
Bene a Collegno il M5S e il Centro Destra Uniti per Collegno avevano presentato due mozioni che chiedevano di non inserire l'inceneritore del Gerbido nell'elenco nazionale degli inceneritori disponibili. Va detto che anche senza il decreto "Slocca Italia" è già accaduto che i rifiuti di Genova alluvionata siano finiti a Gerbido, mentre quelli di Torino nel frattempo sono stati riportati a Cassagna. Quella però era un'emergenza. Ora l'emergenza diventerebbe strutturale.
A questo punto il Pd collegnese, bontà sua, considerato che lo stesso Chiamparino si era espresso contro l'inserimento del Gerbido nell'elenco, ha proposto invece che discutere le due mozioni far scrivere una lettera (leggi) dall'assessore e dal sindaco a nome di tutto il consiglio comunale al presidente della Regione Piemonte. Anche CIVICA si è adeguata, visto la comunanza di intenti, ma noi non possiamo non denunciare che si tratta di una bella ipocrisia che fa fine e non impegna.
Ci pare contraddittoria soprattutto la posizione del Pd e del Centro Destra che sono sempre stati a favore dell'inceneritore, i quali hanno sempre negato che vi siano rischi per la salute. ma se non vi sono rischi per la salute, perchè dovrebbero essercene se si bruciassero un po' di rifiuti in più? Il fatto è che con poca spesa hanno aderito ad una iniziativa che può essere venduta come ambientalista, tanto a decidere non sarà neppure Chiamparino. Voi che dite, saliranno sulle barricate se invece il loro governo inserirà anche l'inceneritore del Gerbido nel famigerato elenco?
Giovanni Lava

venerdì, aprile 10, 2015

RISCHI PER LA SALUTE: L'UTILIZZO DEL GLIFOSATE.

Un diserbante in città.
Di glifosate ci eravamo già occupati su questo Blog nel giugno dello scorso anno (leggi). Il glifosate è un prodotto chimico ampiamente utilizzato in agricoltura, ma anche per diserbare i cigli stradali, ferroviari e i bordi dei giardini (quando si vede l'erba secca e giallastra lungo i marciapiedi).
A Collegno in passato è stato ampiamente usato per diserbare strade e piazze e qualche volta anche i piedi dei cittadini (rileggi)
Finora erano già noti i rischi per la salute come  malformazioni neonatali, squilibri ormonali, Parkinson, ecc. compreso il cancro. Ora dopo i primi studi viene una conferma.  L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, organo di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito il glifosate nel gruppo 2 A, cioè sostanze probabili cancerogene per l'uomo. Si ricorda che la IARC classifica i prodotti in cinque categorie. La 1 cancerogeno certo per l'uomo, la 2A come probabili cancerogene, la 2B come possibili cancerogene, la 3 non classificabili e la 4 come probabilmente non cancerogeni. Quindi il glifosate rientra tra gli agenti chimici che sono probabilmente la causa di tumori, ma anche di disfunzioni al fegato e ai reni.
Nonostante i produttori del glifosate sostengano che il prodotto sia velocemente degradabile, si ritrova con frequenza nelle acque superficiali e nel 10 per cento dei campioni alimentari a livello europeo.
Ora CIVICA chiede con un'interrogazione (vedi allegato sotto)  all'amministrazione di Collegno di vietare l'uso del glifosate per il diserbo delle vie, giardini e piazze cittadine. Sappiamo tutti che esistono altri sistemi, magari più tradizionali e meccanici per raggiungere lo stesso scopo.


Lista CIVICA Movimento Democratico per Collegno

Al Sindaco di Collegno

Interrogazione con risposta scritta e orale

Oggetto: Utilizzo del glifosate in città.
Considerato che:
·       Il glifosate è un prodotto chimico utilizzato ampiamente in agricoltura e anche nelle città come diserbante;
·       L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, organo di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito il glifosate nel gruppo 2 A, cioè sostanze probabili cancerogene per l'uomo;

Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e l’assessore competente per sapere:

·       Se l’amministrazione è al corrente dei rischi che si corrono per la salute venendo a  contatto con questo agente chimico;
·       se anche a Collegno viene ancora utilizzato questo prodotto, visto che un anno fa lo era;
·       se per salvaguardare la salute dei cittadini intendono vietarne l’uso da parte delle ditte a cui è affidato la cura del verde pubblico e della pulizia delle strade.

Collegno, 10 Aprile 2015
Giovanni Lava  

mercoledì, aprile 01, 2015

IL SOTTOPASSO DEGLI ORRORI

Riceviamo e pubblichiamo
Buongiorno,
forse potrà interessare alcuni Vs (e)lettori dare uno sguardo allo stato del sottopasso pedonale di Via San Massimo, a Collegno.
Ma meglio farlo attraverso un video, perchè di persona non è proprio piacevole.
Certo di giorno un po' di luce filtra tra un graffito ed un altro, ma di sera non osiamo immaginare come deve essere vista la scarsa illuminazione, forse un'ottima scenografia per il prossimo film di Dario Argento?

Allora buona visione:


mercoledì, aprile 01, 2015

LA SCIENZA PRODOTTA NEI TRIBUNALI

FALSI DI STAMPA, PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ALBERTO GAINO.

lunedì, marzo 30, 2015

BILANCIO 2015: LA TASSA SUL LUSSO!

Bocciato l'emendamento di CIVICA che aboliva la tassa sui passi carrai.
Che i partiti che governano Collegno dal 1945 non amassero le casette uni/bifamiliari lo sapevamo già. Non a caso negli anni hanno fatto di tutto per  raderle al suolo per costruire palazzoni su palazzoni al loro posto. Ma che ora usassero le tasse per punire i cittadini che hanno resistito negli anni, non si era ancora visto.
Nel corso del consiglio comunale di giovedì scorso che ha approvato il bilancio di previsione 2015, la lista CIVICA ha presentato un emendamento per cancellare la tassa sui passi carrai. Una tassa iniqua perchè colpisce solo le casette e che oltretutto viene calcolata facendo pagare più dello spazio reale occupato dai passi carrai, visto che si arrotonda al metro superiore anche se c'è un solo centimetro in più. Una vera tassa di "classe" se è vero che in base al regolamento si paga di più in Terracorta che nel centro della città. Infatti secondo il capogruppo del Pd chi vive in una villa (?) è giusto che paghi di più di chi vive in un condominio. Il passo carraio un lusso da penalizzare!
Secondo noi invece a chi rende possibile a proprie spese che Collegno in una percentuale importante sia una città ancora a misura d'uomo andrebbe un premio e non una punizione. In termini ambientali le casette storiche di Collegno tutte con giardino e qualcuna anche con un orto rendono ancora un po' respirabile l'aria della città. consentono rapporti meno anonimi tra i loro abitanti. Conservano in parte la  Collegno che fu.
Mediamente un passo carraio costa 50/60 euro. E' evidente che se a pagarlo sono 20/30 condomini, la spesa procapite è risibile. Come dice il capogruppo del Pd, amministratore del gruppo consiliare e di innumerevoli condomini a Collegno, i cittadini manco se ne accorgono. Se a pagarlo è una sola famiglia se ne accorge eccome.
La proposta di CIVICA, di fronte ad un'amministrazione che ha fatto il pianto greco per i tagli di 2 milioni e 600 mila euro da parte dello Stato e quindi sull'impossibilità di ulteriori tagli, è stata quella di spalmare l'introito di 130 mila euro previsto dalla tassa sui passi carrai sui 4 milioni e 900 mila euro previsti della TASI. In sostanza l'idea era quella di togliere una gabella dal sapore medioevale (passi, dunque paghi) che incide sulla proprietà della casa indipendentemente dal valore della stessa e dal reddito dei suoi proprietari per spalmarla su tutte le abitazioni. Certo avremmo preferito che la tassa sparisse del tutto, ma da quell'orecchio l'amministrazione finora non ci ha sentito da quando è stata reintrodotta tre anni fa.
La cosa incredibile che l'emendamento è stato bocciato non solo dalla maggioranza ma anche dalle altre opposizioni, ad iniziare dal M5S che ha votato contro nonostante di passi carrai pareva essersene interessato. La cosa grave è che non si sono neanche preoccupati di motivare la la loro scelta. Bah, è la nuova politica solo chiacchiere e distintivo. Ovviamente che la maggioranza bocciasse l'emendamento era previsto e prevedibile. Una maggioranza muscolare come quella rappresentata dal capogruppo del Pd Molinari non avrebbe mai e poi mai accettato polititicamente che il bilancio comunale potesse essere emendato da CIVICA. La cosa che ho trovato stupefacente è stata la motivazione: chi vuole abitare in villa paghi.
Così alla fine l'abolizione della tassa sui passi carrai l'ha votata solo CIVICA.
Giovanni Lava

giovedì, marzo 26, 2015

NOVITA' A COLLEGNO: UNA PISTA CICLABILE PER NON VEDENTI!

Segnaletica e viabilità, tutto fa brodo.
Che a Collegno fossero dei precursori lo si sapeva, che fossero esperti di eccellenza nella realizzazione di piste ciclabili anche, ma che riuscissero a realizzare una pista ciclabile per ciechi ha del portentoso. Come si può vedere dalla foto (cliccarci sopra) quando la pista ciclabile incrocia una strada viene delimitata da una pavimentazione tattile per non vedenti (sistema loges). Tutto ciò accade nel cuore più moderno della città, quello del nuovo centro commerciale Paradiso di via Fermi. Incredibile ma vero, dopo aver realizzato una pista ciclabile a zig-zag che finisce nel vuoto di cui abbiamo già parlato in passato (clicca qui), si sono superati con la pavimentazione tattile.
In realtà più che di avanguardia si tratta solo di confusione "progettuale". Infatti, dopo aver realizzato una pista ciclabile del tutto inutile, hanno pensato bene di dotarla di pavimentazione tattile, di strisce pedonali, ecc. Chi ha una certa età ricorderà la pubblicità di Carosello per il brodo Lombardi, dove alla fine dello spot arriva l'omino primitivo con la clava che al vigile che gli chiede se concilia, risponde che per lui triangoli, cerchi, strisce tutto fa brodo (clicca qui). Cosi è per i progettisti e i tecnici collegnesi: piste ciclabili, passaggi pedonali, sistema Loges per ipovedenti, tutto fa brodo ...
Giovanni Lava

mercoledì, marzo 18, 2015

LUPI? INNOCENTE.

La politica o del trionfo dell'ipocrisia.
A seguito dell'ultimo o penultimo scandalo (come si fa più a tenerne il conto?) si è affacciato alla mia sempre più debole mente un ragionamento che può essere paradossale ma anche forse no.
Il ministro Maurizio Lupi del dopo scandalo Incalza è o non è lo stesso di prima dello scandalo? Se poteva tranquillamente fare il ministro onorato e riverito prima, perché non dovrebbe continuare a farlo anche dopo. Può bastare un semplice incidente di percorso a renderlo inadatto al ruolo? Forse che i meriti politici e gli interessi che lo hanno portato a ricoprire la carica di ministro non sono gli stessi espressi da quel sistema corrotto che oggi i magistrati hanno portato allo scoperto? Forse che chi lo ha promosso alla carica più volte di seguito ignorava l'humus da cui veniva? Anzi non era proprio il riconoscimento di tutto ciò a rendere possibile la sua nomina?
Ora in molti suggeriscono al ministro di dimettersi pee sua scelta. Io immagino il povero Maurizio che si scruta allo specchio per cercare un qualche segno differente nel suo volto rispetto a prima e per quanto si sforzi non riesce proprio a trovarne. È proprio quella la faccia di un ministro. È quella che ha sempre avuto. È proprio quella che gli ha consentito di diventarlo. È quella che tutti conoscevano e dunque perché improvvisamente non va più bene?
Lo scandalo a mio avviso, se di scandalo si può ancora parlare a fronte di quella che è la norma a Roma come in periferia, sta nel fatto che per meritare la poltrona di ministro come quella di assessore occorre avere un determinato pedigree noto a tutti.
Quando la magistratura ci mette lo zampino improvvisamente tutti cascani dal pero,  ma fino a quando ciò non accade non c'è problema.  Allora basta con l'ipocrisia delle dimissioni consigliate. Che Lupi resti al suo posto così degnamente guadagnato.
Giovanni Lava

martedì, marzo 17, 2015

UN BILANCIO LACRIME E SANGUE (PER I PROPRIETARI DI CASE).

La TASI aumenta dal 2,5 al 3 per mille.
La prossima settimana arriva in consiglio comunale il bilancio di previsione per il 2015. Il pareggio si avrà su 72 milioni di euro con un aumento di ben 11 milioni sull'anno precedente. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno. L'aumento rispetto al 2014 è solo virtuale, frutto di nuove disposizioni in materia. Per fare un esempio gli introiti dalle violazioni al codice della strada passano da 6 a 12 milioni di euro circa. Ciò non è dovuto ad una previsione di incremento delle multe, ma ad un diverso obbligo di conteggio. Fino all'anno scorso in bilancio si mettevano le cifre realmente incassate, ora è d'obbligo iscrivere le cifre delle multe emesse. Per evitare che si spenda denaro che non verrà incassato, in uscita viene istituito un fondo  di svalutazione creďiti che nel caso ammonta a 6 milioni abbondanti. Ma in ogni caso da una parte l'amministrazione comunale lamenta ancora tagli nei trasferimenti da parte dello Stato di più di 2 milioni e 300mila euro e dall'altra assicura di mantenere intatti i servizi di cui mena vanto. Un vero miracolo. Il miracolo è reso possibile da un ulteriore spremitura dei contribuenti. La famigerata TASI (tassa sui cosiddetti servizi indvisibili) passa dal 2,5 al 3 per mille, un 3% di aumento registra quella sui rifiuti, resta la tassa sui passi carrai e altri balzelli simili. Come per iĺ bilancio dello Stato più si taglia più cresce. Misteri italiani!

Giovanni Lava

martedì, marzo 10, 2015

METRO' A CASCINE VICA SI FARA' (FORSE).

Il progetto c'è, i primi finanziamenti anche. Poi si vedrà.
La metropolitana da Fermi a Cascine Vica è cosa fatta. Quasi fatta. Forse fatta. Forse. E' quanto è emerso giovedì scorso dalla commissione lavori pubblici di Collegno. In realtà più che di una commissione si è trattato della solita passerella del circo Barnum del Pd di Collegno e dintorni, onorevole Bragantini compresa. Una presenza inattesa la sua. Stupidamente noi soliti moralisti pensavamo che l'essere indagata per la gestione della circoscrizione 5 di Torino fosse motivo sufficiente a tenersi per un po' in disparte in attesa delle conclusioni della magistratura.
In mezzo a un diluvio di chiacchiere, complimenti reciproci e applausi a scena aperta bisogna dir grazie agli interventi del progettista e dell'on. D'Ottavio se siamo riusciti a capire qualcosa di come e se sarà costruita la metropolitana fino a Cascine Vica.
Va detto subito che, rispetto al progetto che ci era stato presentato l'anno scorso, sono state apportate modifiche migliorative importanti. L'idea di scavare tutta la tratta in superficie è stata abbandonata. Si scaverà a cielo aperto solo nel tratto di via De Amicis fino all'angolo di corso Pastrengo, da lì in poi a foro cieco, cioè in sotterranea, cosa che comporterà tutta una serie di vantaggi. Intanto si spera in meno disagi in fase di costruzione (polveri, rumore, viabilità, ecc.) e poi in fase di utilizzo si potrà accedere alla metropolitana da entrambi i lati del Corso Francia e il sottopasso potrà essere utilizzato anche solo per attraversare corso Francia. Chi volesse saperne di più clicchi qui.
Per quanto riguarda il tracciato il prolungamento da Fermi a Cascine Vica la linea correrà lungo via De Amicis fino alla rotonda, qui piegherà a sinistra, passando proprio davanti all'ingresso del parco Dalla Chiesa di via Torino, qui tra via Torino e la ferrovia ci sarà la prima fermata - Certosa - l'unica ad avere l'atrio di accesso a livello stradale (Vedi foto in alto).Si prosegue sotto la ferrovia e si sbuca in via Risorgimento lungo la quale si arriverà ad incrociare corso Francia. Qui si farà la fermata Collegno Centro. Il tracciato prosegue fino a Cascine Vica con l'ultima fermata all'altezza del Bonadies con il parcheggio sotterraneo da 350 posti auto. All'altezza di via Condove sarà realizzata la stazione Leumann. Chi volesse saperne di più sul tracciato e sulle stazioni clicchi qui. I tempi di realizzazione sono quantificati in tre o quattro anni.
Tutto bene, tutto a posto? A ridimensionare un po' l'ottimismo dilagante che vuole il prolungamento del metrò già cosa fatta, ci ha pensato l'on. Umberto D'Ottavio che si è assunto il compito di chiarire gli aspetti finanziari tutt'altro che certi dell'opera.
Intanto ha precisato due aspetti: uno che se il prolungamento si realizzerà come tutti auspicano e ciò non costerà nulla ai comuni, il merito è tutto del senatore Esposito. E' stato lui che nello Sblocca Italia ha "sfilato" l'opera dall'elenco di quelle solo parzialmente finanziate dallo Stato e l'ha inserita nell'elenco di quelle a totale carico dello Stato. Il gioco di prestigio rappresenta per Collegno un risparmio secco di 20/23 milioni di euro! A tanto sarebbe ammontata la sua quota parte stando alla situazione precedente. Per una volta il tanto vituperato Esposito merita un bravo. Ma lo Slocca Italia mette a disposizione solo 100 dei 304 milioni del costo previsto dell'opera. Perciò il secondo aspetto è che i finanziamenti per il completamento dell'opera al momento sono tutti da conquistare. D'Ottavio non ha mancato di sottolineare il fatto che tutti i parlamentari torinesi e dintorni compresi Castelli e Della Valle del M5S sono mobilitati a favore del raggiungimento dell'obiettivo.
I 100 milioni vanno spesi entro il 2015 e non è pensabile che i cantieri inizino prima del 2016, perciò saranno utilizzati 10 milioni per la progettazione della linea 2 e il resto per l'acquisto dei treni. Per poter aprire davvero i cantieri occorre "conquistare" nuovi finanziamenti a partire dalla prossima legge di stabilità e via via per quelle successive. Dunque forse è il caso di ricordare il detto "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco", ma allo stesso tempo bisogna essere tutti obbligatoriamente ottimisti circa il risultato finale.
Giovanni Lava

giovedì, marzo 05, 2015

SI E' SVEGLIATA DAL LETARGO LA GIUNTA CASCIANO?

Cambia la gestione della Lavanderia a Vapore e il pagamento della mensa scolastica.
Dopo otto mesi e passa di letargo pare che la Giunta Casciano cominci a dare qualche segno di vita. Il timido segnale è stato avvertito dagli osservatori più attenti nel consiglio comunale di giovedì scorso. A rompere il ghiaccio è stato l'assessore Matteo Cavallone con due delibere, una ha a che fare con la gestione della Lavanderia a Vapore e l'altra con la mensa scolastica. In entrambi i casi, a quanto si è potuto sapere, cambiare è stata più che una scelta una necessità, ma pur sempre di novità si tratta.
Nel primo caso la delibera sulla gestione della Lavanderia a Vapore prende atto che dopo sei anni di onorato servizio il modello precedente non aveva più un futuro. L'affidamento del centro per la danza al Balletto Teatro di Torino di Loredana Furno cesserà a maggio 2015 soprattutto per il venir meno dei finanziamenti regionali. A sostituire il precedente rapporto sarà un diverso gestore da reperire sulla base di quanto previsto dal Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte e il Comune di Collegno che garantirebbe a detta dell'assessore una maggiore certezza di finanziamenti regionali.
La Lavanderia a Vapore dovrà essere un centro per la produzione, ospitalità e promozione della danza aperta al mondo e non esclusiva di una sola compagnia come è stato finora. Compito del nuovo gestore dovrà essere quello di approntare programmi annuali di spettacoli di danza ma non solo, anche di altre attività artistiche.
Più rilevante dal punto di vista dell'interesse per i cittadini è stata poi l'approvazione della delibera che rivoluziona la gestione delle prenotazioni e del pagamento della mensa scolastica.
Il punto più discusso che cambierà le abitudini della famiglie con figli in età scolastica sarà il passaggio dal post al pre-pagato grazie all'informatizzazione di tutte le operazioni. Finora si pagava dopo aver usufruito della mensa, ora si pagherà prima, un po' come accade con i gestori telefoni cellulari. I vantaggi per l'amministrazione stanno nell'incassare prima le quote mensa e di veder ridurre la percentuale di insoluti, per i cittadini i vantaggi vanno cercati nella più flessibile possibilità di pagamento e nel pagare il numero effettivo dei pasti consumati e non sulla base di un consumo presunto con conguagli in ritardo con un conseguente più facile e immediato controllo.
A sentire l'assessore si è trattato in primo luogo di una scelta obbligata. La banca Unicredit che svolge le funzioni di cassa per il Comune finora ha garantito la bollettazione gratuita del pagamento dei pasti. Dal prossimo 31 dicembre non svolgerà più questo servizio gratis. Il suo pagamento sarebbe troppo oneroso e insostenibile per il Comune e finirebbe sulle spalle delle famiglie. Dall'altra vi sono ormai sia leggi che tanti buoni propositi che vogliono la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione. Con il progetto approvato si va nella direzione da tutti auspicata. I dettagli si trovano nella delibera (leggi).
CIVICA ha votato a favore di entrambe le delibere dando credito alle garanzie che ha fornito l'assessore circa i benefici che ne verranno per la città. In particolare abbiamo poi apprezzato il fatto che per quanto riguarda le operazioni di prenotazione mattutina dei pasti sulla base alle presenze per un anno al canale digitale si affiancherà il vecchio sistema cartaceo in modo da rodare il sistema e evitare spiacevoli sorprese. Soprattutto abbiamo apprezzato il fatto che l'assessore abbia garantito che nessun bambino sarà escluso dalla possibilità di consumare il pasto se i pagamenti dovessero risultare non in ordine e che il mancato pagamento rientrerà nel rapporto privato tra cittadino e amministrazione e quindi resterà fuori dalle aule scolastiche che devono restare finalizzate esclusivamente al rapporto educativo.
Giovanni Lava.

martedì, marzo 03, 2015

VICEPRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE: DOPO LA COMMEDIA LA FARSA.

Domenico Monardo si è dimesso dalla carica.
Quattro giorni. Tanto è durata la vicepresidenza di Domenico Monardo. Eletto giovedì scorso, oggi sono state protocollate le sue dimissioni presentate dopo essere stato "processato" e condannato dai suoi compagni del movimento Cinquestelle. Così siamo passati dalla commedia alla farsa in meno di una settimana. Come CIVICA non possiamo che condannare tutta la vicenda sia dal punto di vista politico che istituzionale. Di tutto avevamo bisogno come oppositori della giunta Casciano tranne che di queste figuracce. Riteniamo poi che non si dovrebbero mai usare le istituzioni per regolare i conti all'interno del proprio gruppo, per il motivo molto semplice che le istituzioni non appartengono a questo o quel gruppo, ma sono di tutti, anche nostre.
Forse ai nostri amici pentastellati sfugge un particolare importante. Per quanto simbolica la carica di vicepresidente - ancora meglio sarebbe stata quella più sostanziosa di presidente - era stata assegnata all'inizio di questa consiliatura alle opposizioni, non al M5S. Personalmente mi ero impegnato affinché la maggioranza la riconoscesse alla minoranza. Se era stato eletto uno del M5S, ciò era un riconoscimento del consenso che aveva raccolto. ma non un obbligo di legge. Invece la vicepresidenza dopo le dimissioni di Sansoni è stata utilizzata da una parte per farsi la guerra consentendo  al Pd di scegliersi il vicepresidente e dall'altra ignorando completamente gli altri quattro consiglieri di minoranza, come se la vicepresidenza fosse cosa loro.
Questo tra l'altro non è un episodio isolato. Sono otto mesi che il M5S agisce come se ci fossero solo loro all'opposizione. Mai infatti si sono impegnati a costruire iniziative comuni con le altre minoranze, mai hanno chiesto quando si trattava di nominare qualcuno della minoranza in qualche commissione il parere degli altri consiglieri di opposizione. Si critica tanto il Pd per la pratica di asso pigliatutto per poi comportarsi allo stesso modo nel recinto della minoranza.
Visto che il cammino è ancora lungo ci si augura che questa figuraccia della vicepresidenza possa servire come bagno di umiltà e rappresentare un nuovo inizio anche nei rapporti con gli altri gruppi politici presenti in consiglio comunale.
Giovanni Lava