Come prima, peggio di prima (forse)
Capire qualcosa della politica italiana era e resta un'impresa ardua, forse più inutile che impossibile. Vi ricordate un anno fa i commenti dei principali maitre a penser italiani? Dopo Monti, nulla potrà essere per la politica italiana come prima. Così annunciavano seriosi. E avevano ragione. Nulla come prima, tutto peggio di prima.
Il panorama politico italiano più che evolversi sotto il peso aspro della crisi, se possibile, si è ulteriormente frammentato e accartocciato su se stesso, tanto che i poveri elettori che vorrebbero decidere non in base ad un'appartenenza inossidabile ad ogni scandalo o insuccesso sono confusi più che mai, combattuti tra un esercizio del voto vissuto come un dovere patriottico e l'impossibilità di compiere una scelta per il meglio e non ancora una volta per il meno peggio.



