mercoledì, settembre 06, 2017

LE CARIATIDI COLLEGNESI

La commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Il primo appuntamento pubblico dopo la feria d'agosto a Collegno è la commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa,  trucidato dalla mafia il 3 settembre di 35 anni fa. Esserci è d'obbligo per chi come me ha ancora il vizio dell'impegno civile. Anche se come capita ogni volta il dubbio se partecipare o meno è forte. Onorare il generale caduto per mano della mafia o piuttosto evitare di sorbirsi il melenso cerimoniale e la retorica debordante del sindaco pro-tempore?
Di solito a ristabilire ogni anno un po' di equilibrio e di senso arriva il discorso dell'oratore ufficiale. Magistrati, giornalisti, personalità del mondo civile ... non hanno quasi mai deluso, evitando le banalità che ricorrenze simili possono generare.
Quest'anno il discorso ufficiale è stato affidato al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, presenza che ha richiamato come mosche gran parte dei sindaci della Zona Ovest di Torino con le loro brave fasce tricolori. Così dopo essersmi sorbito il solito elenco delle cariatidi politiche collegnesi, sempre uguale da 35 anni, tutte citate con nome e qualifica in ordine decrescente per poltrona occupata: onorevole  D'Ottavio, consigliera regionale Accossato, sindaco emerito Miglietti, sindaco ahimè defunto Manzi, presidente Patti Territoriali Bertolotto ... E
dopo aver ascoltato per l'ennesima volta lo stesso prolisso discorso del sindaco Francesco Casciano, tutto speranzoso mi predisponevo a rifarmi con la relazione di Chiamparino. Invece è stato come cadere dalla padella nella brace.
Infatti il nostro campione - che per qualche tempo è stato addirittura indicato come possibile leader nazionale del Pd - si è lanciato in una iperbole sull'uso della violenza "necessaria" degna davvero di miglior causa. Imperdonabile poi quando parlando del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha sostenuto che avesse avuto due nemici mortali, il terrorismo rosso e la mafia. Lo smemorato si è dimenticato del terzo, il nemico più subdolo e letale, quello dei politici.
Giovanni Lava

lunedì, maggio 22, 2017

LA BRECCIA DI CASCIANO


Quarant'anni di ex Op: dall'atto eroico alla farsa.
Salone del Libro al Lingotto di Torino. Ore 18 di venerdì scorso. All'Arena Piemonte va in scena Collegno con il sindaco Casciano e l'on. D'Ottavio. L'occasione è data dal quarantesimo anniversario della Riforma Basaglia e, per quanto ci riguarda più da vicino, dall'abbattimento del muro dell'ospedale psichiatrico di Collegno. Un anno prima della riforma, infatti, l'allora sindaco comunista Luciano Manzi fece abbattere dalle ruspe il muro di cinta del manicomio di Collegno. Alla testa di un corteo di collegnesi mise fine materialmente e simbolicamente all'isolamento dei degenti. La popolazione tra malati (?) e addetti ai lavori ammontava a circa 4 mila persone. Una città proibita. Una città nella città.
Iniziò allora il lungo e faticoso percorso che ha portato al superamento completo della struttura manicomiale e alla trasformazione di quel luogo di dolore nel luogo di relax preferito dai collegnesi di oggi. Da città proibita a parco cittadino aperto a tutti.
Bene hanno fatto il sindaco Casciano - che tra l'altro ha fatto un'ottima figura mediatica - e l'ex sindaco D'Ottavio a ricordare tutto ciò insieme al prof. Furlan e al dott. Venuti. Ottima l'idea di organizzare feste ed eventi in occasione del quarantennale, grazie anche al sostegno dell'assessore alla cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi, presente all'incontro al Lingotto.
Oltre ai festeggiamenti pare stia per essere istituita su proposta di Casciano  la giornata nazionale della dignità della persona il 13 maggio, il giorno in cui fu approvata la riforma Basaglia. Applausi.
Ma come capita a volte è nella coda che si nasconde il diavolo. Il sindaco Casciano nel concludere il suo infervorato e ispirato intervento ha annunciato di aver invitato il Presidente della Repubblica a Collegno affinchè in quella data il prossimo anno possa dare il primo colpo di piccone a quel che resta del muro dell'ex Op. Ora è apprezzabile che il nostro sindaco, in un mondo in cui si continua ad innalzare muri, voglia abbatterne qualcuno, ma il pezzo di muro lungo via Torino 40 anni fa non fu abbattuto volutamente per lasciarlo ai posteri come simbolo di ciò che aveva rappresentato per decenni, il muro di un lager. Ora io sono convinto che per "muro" da abbattere il sindaco intendesse solo un vecchio ingresso poi murato. Ne abbiamo già parlato e CIVICA ne ha fatto anche un'interrogazione (leggi). Quello che continua a sfuggirci è il senso di un simile gesto, se non quello di scimmiottare quello di Manzi di 40 anni fa. Solo che come per le tragedie, anche per i grandi gesti simbolici, vale la regola che la ripetizione rischia di essere solo più una farsa. Una vera e propria "cascianata" come quella delle navicelle spaziali in viale Certosa. D'altra parte la cultura non è acqua e come il coraggio se uno non ce l'ha non se la può dare.
Per noi di CIVICA la violazione di quel che resta del muro - che andrebbe piuttosto restaurato - è e rimane un gesto blasfemo. Il professor Furlan venerdì scorso ha paragonato i manicomi ad una sorta di lager nazisti. Nel nostro piccolo sarebbe come se per celebrare l'anniversario della liberazione di Auschwitz si abbattesse un pezzo di ciò che ne resta.
Sindaco Casciano & C., se proprio volete mimare Luciano Manzi, fate costruire un pezzo di muro di cartapesta e invitate il mite Mattarella ad abbatterlo simbolicamente. Siamo sicuri che lo apprezzerebbe di più, non fosse altro per la fatica e la polvere che eviterebbe.
Giovanni Lava

mercoledì, aprile 26, 2017

DIVORZIO DEFINITIVO TRA CIDIU E COVAR 14

Interrogazione di CIVICA sul fallimento di un matrimonio tanto annunciato.
Se in principio avevano suonato le trombe annunciando le magnifiche sorti del matrimonio tra CIDIU e COVAR 14, ora che tutto è fallito, è sceso come un macigno un silenzio tombale. Zitti zitti, quatti quatti il 31 marzo scorso i sindaci che compongono l'assemblea del CIDIU hanno deciso di mettere la parola fine alla telenovela del matrimonio tra le due realtà, una telenovela durata circa cinque anni e costata al contribuente più di 100 mila euro. Un fallimento politico oltre che societario enorme. Così per l'ennesima volta a CIVICA è toccato presentare una interrogazione nel vano tentativo di stanare i nostri eroi per saperne di più. Nell'ultima chiedevamo conto della gara andata deserta a cui erano andati incontro nel tentativo di trovare un socio privato che togliesse loro le castagne dal fuoco. Come si legge nella risposta dell'assessore Manfredi, che potete leggere qui, nonostante la gara deserta il matrimonio tra CIDIU e COVAR 14 si sarebbe fatto lo stesso. Evidentemente a un fallimento se ne è aggiunto un altro.
Chi volesse rinfrescarsi la memoria, trova su questo blog tutti i capitoli della vicenda. In particolare esaustivo è l'articolo "Il grosso,grasso matrimonio tra Cidiu e Covar 14" .
Se ripenso alla boria del sindaco Accossato o a quella dell'allora dirigente di ATO.R , l'associazione d'ambito dei rifiuti della ex Provincia di Torino, architetto Paolo Foietta che ci annunciavano il futuro radioso che aspettava la gestione dei rifiuti in provincia di Torino, mi viene in mente il proclama del generale Armando Diaz che annunciava la vittoria dell'Italia sull'Austria alla fine della Prima guerra mondiale. "I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza". Nel nostro caso il potente esercito che disordinatamente risale le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza è quello del Pd che dopo la cocente sconfitta di Fassino a Torino si appresta a subirne altre. Il fallimento del matrimonio tra Cidiu e Covar 14 è solo l'ultimo frutto avvelenato di un quadro politico di gestione del potere nell'area di Torino che non regge più.

Sotto l'interrogazione presentata oggi al sindaco Casciano.
Giovanni Lava


Lista CIVICA Movimento Democratico per Collegno
Interrogazione con risposta scritta e orale

Al Sindaco di Collegno


Oggetto: Fallimento della fusione tra CIDIU e COVAR
Considerato che:
·         In data 31 marzo 2017  l’assemblea dei sindaci del Cidiu ha deciso di mettere la parola fine al progetto di fusione tra CIDIU e COVAR 14 dopo il fallimento della gara per trovare il socio privato;
·          Da quell’operazione sarebbero dovuti venire tutta una serie di vantaggi per i cittadini, dalla tariffa puntuale alla riduzione dei costi della gestione dei rifiuti;
il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco per sapere:
1)      Se il Sindaco non ritiene opportuno venire in Consiglio Comunale a spiegare i motivi della decisione dell’assemblea dei sindaci del CIDIU;
2)      Quali saranno ora le soluzioni per ovviare ad una serie di problemi annosi, quali per esempio quello della ristrutturazione di Punto Ambiente o dell’applicazione della tariffa puntuale.
Collegno, 26 Aprile 2017
Giovanni Lava
Il giorno 26/04/2017 alle ore 12:04:53 (+0200) il messaggio "Prot.N.0022745/2017 - INTERROGAZIONE IN MERITO A FALLIMENTO DELLA FUSIONE TRA CIDIU E COVAR PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE GIOVANNI LAVA DEL GRUPPO CONSILIARE CIVICA MOVIMENTO DEMOCRATICO PER COLLEGNO." è stato inviato da "posta@cert.comune.collegno.to.it"  


domenica, aprile 02, 2017

A COLLEGNO E' NATA L'UNICA VERA OPPOSIZIONE!

In consiglio vanno in scena un bilancio e un sindaco fotocopia.
La maggioranza di governo della città giovedì scorso ha approvato il bilancio preventivo per il 2017, ma ha anche trovato minacciosa sulla sua strada la nascita dell'UNICA VERA OPPOSIZIONE! Un'opposizione che per bocca del suo portavoce, il consigliere del centrodestra Boetti Villanis, farà vedere i sorci verdi a Casciano, che infatti alla notizia è apparso tutto tremante. I quattro moschettieri dell'opposizione sono, oltre al già citato portavoce, il consigliere della Lega Bardella, il consigliere Di Filippo e l'ex membro della maggioranza nonchè ex vicesindaco e assessore Zurlo.
Nella realtà il sindaco Casciano si è esibito nell'usuale atteggiamento da gran cerimoniere ottimista ed ecumenico, passando in rassegna in un'abbondante ora di relazione tutte le solite meraviglie della sua amministrazione che hanno fatto di Collegno, già straordinaria grazie alla bontà dei governi passati, una città che ce la invidiano non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.
Collegno come tutte le città presenta luci ed ombre e come tutte le città italiane risente della crisi e dei tagli effettuati alle risorse a disposizione ormai da almeno un decennio. Un bilancio talmente fotocopia nelle entrate e nelle uscite rispetto a quello precedente che la giunta esecutiva potrebbe senza grandi inconvenienti essere sostituita da un pilota automatico. Tutto ciò si trasforma nella narrazione del sindaco Casciano in un sogno luccicante tale da lasciare ogni volta a bocca aperta. Un esempio? Come i famosi mulini a vento si trasformano per don Chisciotte in terribili giganti, cosi per il sindaco Casciano il parco Dalla Chiesa si trasforma nel Central Park di New York.
Nel corso del mio intervento in consiglio comunale ho cercato inutilmente di metterlo in guardia da un possibile rovinoso brusco risveglio. La minaccia per il nostro sindaco non viene però dalla compagnia smandrappata delle opposizioni, a partire dalla neonata UNICA VERA OPPOSIZIONE, quanto - e non potrebbe che essere così - proprio dal suo stesso partito che al di là della facciata di un gruppo coeso e solidale comincia a dare qualche segno di insofferenza verso un'amministrazione che ha fatto dell'immobilismo la sua cifra dominante. Complici anche le scissioni e le divisioni congressuali, all'interco del Pd c'è già chi affila i coltelli per contendere tra due anni lo scettro a Casciano.
Giovanni Lava

martedì, marzo 14, 2017

MIGRANTI A COLLEGNO: IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO.

Il sindaco ecumenico e la solita demagogia.
E' possibile affrontare il tema dell'immigrazione in modo civile? E' stata la domanda che mi sono posto ieri sera all'inizio del dibattito del consiglio comunale aperto su di un tema così spinoso. La risposta alla fine è stata: no, non è possibile.
E' stato un consiglio comunale utile o inutile? Dipende.
Utile lo è stato sicuramente per le persone di buona volontà che hanno potuto farsi un'idea più precisa del fenomeno se hanno avuto l'umiltà di prestare orecchi alla messe di dati che sono stati forniti dai relatori (la dottoressa Donatella Giunti della Prefettura di Torino, don Fredo Olivero, ex responsabile della Pastorale dei migranti della Curia di Torino, e Ignazio Schintu, responsabile del centro di accoglienza della Croce Rossa di Settimo).
E' stato perfettamente inutile sicuramente per i "cittadini" leghisti che sono intervenuti, a partire dal militante tutto d'un pezzo che dice di essersi letto il Corano, ma che non legge i giornali se arriva ad affermare che in Africa non vi sono guerre, per continuare con un consigliere comunale di Pianezza che vuole sapere cosa fa la Prefettura contro la prostituzione nell'area industriale della sua città, al futuro sindaco leghista di Grugliasco che vede solo più vecchietti che rovistano nella spazzatura, per finire all'onorevole Stefano Allasia che sostiene che le cifre fornite non sono corrette, senza spiegare perchè.

Inutile sarà stato anche per la "cittadina" che è intervenuta solo per farci sapere che il consiglio comunale aperto era stato richiesto dal M5S e che questo movimento alle elezioni ha preso il 25% dei voti. Informazione fondamentale che era indispensabile ribadire e che ci aiuterà molto nella soluzione dei problemi legati all'accoglienza dei migranti.
Non sono mancate le testimonianze positive, come quella del dottor Federico Maria Savia che ci ha parlato  di come insieme a sua moglie siano protagonisti di un affido temporaneo di un minore non accompagnato; o di Claudia Boetto che ci ha raccontato del lavoro che stanno facendo come Tavola della Pace per poter accogliere una famiglia siriana tra quelle rifugiate in Libano.
Le persone di buona volontà sulla base delle cifre dell'immigrazione hanno potuto meglio rendersi conto che il fenomeno è imponente ma tutt'altro che ingestibile al momento se i comuni, le associazioni, le persone si rendono disponibili. Per conoscere le cifre dell'immigrazione clicca qui .
Per quanto riguarda Collegno al momento ospitiamo una ventina di persone in due strutture gestite da cooperative. Sulla base del nuovo piano di ripartizione della Prefettura la quota spettante a Collegno, almeno sulla carta, è di un centinaio di persone che su 50 mila abitanti appaiono come numeri assolutamente non preoccupanti.
Ieri sera ancora una volta abbiamo potuto assistere ad un'esibizione  superlativa di Casciano l'Ecumenico. Un vero e proprio muro di gomma sul cui sorriso pacioso è rimbalzata ogni genere di provocazione, dall'invasione di campo del consigliere pianezzese,  alla rivendicazione ribadita più volte dai Cinquestelle del merito rivoluzionario di aver richiesto un consiglio comunale aperto per dare finalmente la parola ai "cittadini", cittadini di cui in verità pur in una sala strapiena ad intervenire se n'è visti poco o nulla. Un modo come un altro per fare un po' di demagogia a buon mercato in assenza di uno straccio di proposta politica se non quella che ormai è diventata la panacea a tutti i mali del famigerato reddito di cittadinanza che una volta realizzato miracolosamente farebbe superare agli italiani la paura dell'immigrato e il razzismo che l'accompagna. Con la pancia piena tutti diventerebbero più buoni e disponibili.
A difendere l"onore" e la storia dell'amministrazione di centrosinistra è dovuta intervenire in zona Cesarini Tiziana Manzi, visto il mutismo del sindaco e quello ormai consueto del Pd.
A fronte della melassa cascianesca, per fortuna è arrivato l'insulto di Don Fredo Olivero che alle solite stupidaggini ha reagito con un salutare e sonoro "imbecilli". Poco ecumenico, ma efficace a ristabilire un po' di equilibrio in campo.
Giovanni Lava

lunedì, marzo 06, 2017

IL CAMPO VOLO ANCORA IN PERICOLO

La speculazione è sempre in agguato.
Chi si fosse illuso che le mire speculative sul Campo Volo fossero sparite, si è sbagliato. Dopo un silenzio di qualche anno, giovedì scorso del suo destino si è tornato a parlare in Consiglio Comunale.
In discussione una delibera  (leggi) che lo vede di nuovo protagonista. La delibera riporta la lettera con la quale il sindaco aveva risposto circa un anno fa alla Società Sviluppo Comparto 8 Srl, proprietaria del terreno, la quale con un'istanza tornava alla carica per chiedere una variante al piano regolatore che consentisse di costruire sul Campo Volo. Una bella faccia tosta dopo che un anno prima la stessa società aveva fatto ricorso al Tribunale Civile contro il Comune di Collegno con una richiesta milionaria di risarcimento per i danni subiti a loro dire per non aver potuto ancora costruire.
Il sindaco aveva risposto richiamando le indicazioni del piano regolatore che individua nell'area "una risorsa ambientale da restituire all'area metropolitana come verde pubblico" e come il PTC2 (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) individua nell'area del Campo Volo "un'area di particolare pregio ambientale paesaggistico".
La Società Sviluppo Comparto 8 alla lettera del sindaco ha reagito con una citazione del Comune di Collegno davanti al Presidente della Repubblica, sostenendo la non legittimità dell'atto del sindaco, essendo il Consiglio Comunale il titolare degli atti di pianificazione urbanistica. E così è a causa di questo ricorso che finalmente il sindaco si è ricordato - obtorto collo - dell'esistenza del Consiglio Comunale, chiamato con la delibera a validare il contenuto della sua lettera. Infatti fino ad oggi il Consiglio Comunale è stato tenuto all'oscuro della vicenda.
Nonostante la mancanza di rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali e del loro ruolo di rappresentanti del popolo, CIVICA ha deciso di votare a favore della delibera in considerazione del fatto che la lettera del sindaco era pur sempre un No alle mire speculative della proprietà del Campo Volo, ma anche per assumersi la responsabilità di quel No. Un voto dunque a favoredella delibera nonostante l'ambiguità con la quale il sindaco e la sua maggioranza, in particolare il Pd, continuano ad avere circa il futuro del Campo Volo. Vista la storia degli ultimi anni, con i diversi tentativi dell'amministrazione Accossato di contrattare con i proprietari la più o meno modica colata di cemento lungo i bordi del Campo Volo, il sottoscritto ha invano chiesto al sindaco e al suo partito di assumere l'impegno a non trattare un bel nulla con la proprietà nè oggi nè mai, rispettando il dettato del piano regolatore. Impressionante e inquietante è stata la scena muta del Pd sulla delibera e sull'appello di CIVICA.
Il silenzio imbarazzante ha solo un significato: nonostante i ricorsi alla magistratura, evidentemente non si esclude la possibilità di sedersi ad un tavolo per acconciarsi a qualche compromesso. Un compromesso che non potrà essere molto diverso da quelli del passato e cioè l'ennesima colata di cemento, poco importa se con qualche migliaio di metri quadrati di superficie in più o in meno.




Nelle foto due delle ipotesi avanzate nell'era Accossato







Come scrivevamo già nel 2012 (leggi) per preservare il Campo Volo per i collegnesi di oggi e per le generazioni che verranno occorre una Variante strutturale che lasci integra l’area e introduca un vincolo di salvaguardia paesaggistico 
e si avvii contestualmente il procedimento per chiedere alla Regione di dichiarlo “bene paesaggistico di notevole interesse pubblico” sulla base del decreto legislativo 42/2004, articoli 136 e successivi – richiesta giustificata dal suo alto valore ambientale ed estetico – in modo da impedire ogni forma di manomissione presente e futura.

Giovanni Lava

venerdì, febbraio 24, 2017

PARCO DELLA DORA DEVASTATO.


Civica ha presentato un'interrogazione al Sindaco.
 Dietro il lessico con cui si definiscono le azioni che andiamo a raccontare ci deve essere sicuramente un burlone. Nei documenti ufficiali la devastazione rappresentata dalle foto che pubblichiamo viene definita come "miglioramento fondiario in area agricola" che fa il paio con l'escavazione delle cave di ghiaia di cui abbonda il territorio collegnese che in gergo viene definita "coltivazione". Che animi gentili!!!
Ma veniamo ai fatti. Da circa un mese i frequentatori del parco agronaturale della Dora hanno assistito ad una pesante manomissione di alcuni prati con l'asportazione della ghiaia di cui è composto lo strato alluvionale che circonda la Dora. Materiale prezioso per l'industria delle costruzioni,evidentemente più remunerativo per i proprietari rispetto a quanto quei prati possono rendere con l'agricoltura.


 Alle segnalazioni allarmate in Comune è stato risposto che era tutto a posto, visto che già da due anni la proprietà era in possesso di regolari licenze edilizie. Ciò che però non era regolare era la profondità dello scavo.
 La legge, purtroppo, consente di asportare lo strato superficiale fino ad un metro per sostituirlo con un terreno migliore dal punto di vista agricolo. Qui il metro era stato abbondantemente superato.

Ci sono volute le rimostranze in Comune dei soci del locale circolo di Legambiente (9 febbraio) e un verbale di accertamento di difformità rispetto ai permessi e agli usi consentiti dalla legge da parte del servizio d vigilanza della Città Metropolitana (8 febbraio) per indurre finalmente il 15 febbraio 2017 il Comune di Collegno ad emettere un'ordinanza di sospensione dei lavori.
La vicenda presenta molti lati inquietanti. Occorre l'intervento della vigilanza della Città Metropolitana per smuovere i nostri uffici comunali? Perchè quando sono arrivate le segnalazioni dei cittadini prima e di Legambiente poi non sono andati a controllare? Si autorizzano lavori del genere in quello che pomposamente viene considerato il fiore all'occhiello delle scelte urbanistiche in funzione ambientalista di Collegno, il Parco della Dora, e non si va a controllare? Come è accaduto nel 2013, quando un altro  "miglioramento fondiario in area agricola" della stessa portata pare sia stato portato a termine senza colpo ferire?
E poi un controllo sulla qualità del terreno di riporto viene o no effettuato? Chi certifica che si tratta di un terreno migliore dal punto di vista agricolo rispetto a quello che viene asportato?
L'amministrazione collegnese deve decidere se il Parco della Dora va salvaguardato seriamente oppure lasciato alla mercè di qualsiasi iniziativa privata, non importa se dannosa al suo ecosistema e al suo equilibrio idrogeologico. Un giorno si fa strage degli alberi un giorno si scava a destra e a manca... siamo seri per una volta.
Un po' di risposte ce li aspettiamo dall'interrogazione che CIVICA ha protocollato e che alleghiamo (clicca qui).
Giovanni Lava

mercoledì, febbraio 08, 2017

M5S E STAMPA: UNA STORIA PATETICA.

Lamentarsi della faziosità di giornali e giornalisti è come scoprire l'acqua calda.
Personalmente non ne posso più non tanto della telenovela romana, sempre più appassionante,  quanto dei lai scandalizzati del mondo grillino e dintorni per quelle che a loro dire sarebbero le bugie dei giornalisti. Ne posso ancora meno di tutti quelli che si dicono disgustati dal fatto che giornali e giornalisti continuano a scrivere dei guai della Raggi senza ricordare prima gli scandali ben più gravi del Pd. Li trovo, ad iniziare da Travaglio che pure ha tanti meriti, patetici e anche un po' ridicoli. I giornalisti prima di nominare la Raggi dovrebbero obbligatoriamente fare la lista completa delle malefatte Pd? Che furbata. La lista sarebbe tanto lunga da addormentare i lettori prima di giungere a parlare della debacle romana dei Cinquestelle. Ma davvero vogliono farci credere di essere stupiti dell'attenzione morbosa che i media dedicano alle vicende romane? Non doveva essere il governo della capitale il banco di prova della maturità a governare l'Italia? Allora perchè stupirsi di tanta attenzione? O è colpa dei giornalisti se l'amministrazione Raggi riesce ogni giorno ad aggiungere una nuova puntata all'appassionante telenovela? Vedi ieri la vicenda dell'assessore Berdini che poverino ha solo osato dire qual è la triste realtà romana, vista da vicino e da dietro le quinte, 
A mio avviso i loro monotoni e reiterati lamenti nei confronti della stampa sono solo fumogeni ad uso e consumo dei militanti, fumogeni liberati ad arte al solo scopo di nascondere le miserie romane. E sempre su questa china patetica si è arrivati fino alla scorciatoia delle liste di proscrizione dei giornalisti come nella migliore e più classica delle tradizioni italiane. Ma non dovevano essere il nuovo?
Onestà, onestà.
Giovanni Lava

venerdì, gennaio 27, 2017

AIUTO, MI SI E' RISTRETTO IL CONSIGLIO COMUNALE.

Seduta dopo seduta il tempo si accorcia.
Dopo un lungo sonno siamo di nuovo qui. Eravamo rimasti agli auguri di Natale. Sono il primo a chiedermi come sia stato possibile un così lungo silenzio. Mancanza di tempo? Certo. Stanchezza? Anche. Ma la vera ragione probabilmente sta nel fatto che se  maggioranza e amministrazione sono desaparecide, sparisce di riflesso anche l'opposizione. CIVICA vorrebbe fare opposizione ma non sa più a chi e a che cosa. Non si possono sferrare pugni e calci all'avversario se sul ring ti ritrovi da solo.
L'ultimo consiglio comunale si è svolto il 15 dicembre dopo di che è calato il sipario sulla politica istituzionale. Vacanze di Natale lunghe, anzi lunghissime. Solo questa settimana vi è stato un timido segnale di vita con la discussione del nuovo regolamento per la gestione degli orti sociali (già urbani). Un argomento senz'altro interessante ma che coinvolge davvero pochi cittadini. E così giovedì due febbraio si terrà un consiglio comunale che, come ormai è consuetudine, ha all'ordine del giorno una sola delibera, gli orti appunto. Una produttività prossima allo zero per un'amministrazione dall'elettroencefalogramma sempre più piatto.
Sarà per questo che il Pd sta lentamente ma inesorabilmente decurtando il tempo del consiglio comunale. Da sempre i consigli comunali a Collegno hanno avuto inizio alle ore 18,30. Da qualche mese hanno deciso che alle18,30 fosse troppo presto e, nonostante le proteste del sottoscritto, l'inizio è stato fatto slittare alle 19,30. Ma anche alle 19,30 non va bene, si tratta di un orario che evidentemente disturba la cena a qualche maggiorente del Pd (esistono ancora i maggiorenti? Boh!). Giovedì prossimo infatti si inizierà alle ore 20,30. Continuando così, tempo ancora due o tre mesi e si potrà farlo iniziare alle 23,30 e finire alla 24,01, giusto in tempo per consentire ad alcuni consiglieri di potersi prendere due giorni di vacanza dal lavoro. Infatti quando vi è stata l'esigenza straordinaria di terminare prima della mezzanotte, il Pd si è opposto, perchè - mi è stato riferito dal presidente del consiglio - altrimenti alcuni non avrebbero potuto godere del riposo il giorno successivo, riposo che scatta solo se si sfora la mezzanotte. Alla faccia della nobiltà della politica.
Il punto è che, se per approvare una delibera il tempo basta e avanza, all'ordine del giorno vi sono ben 36 mozioni ed ordini del giorno che aspettano di essere discussi da tempo immemorabile. Volendo si potrebbero fare consigli straordinari (a spese del bilancio e quindi dei cittadini) ogni settimana se chi ha i numeri per richiederli dai banchi delle opposizioni (vedi M5S) si avvalesse della facoltà che il regolamento concede. Ma come si dice, se Atene piange, Sparta non ride.
Ciò che non torna in questa vicenda è il disprezzo per le istituzioni che tutti a chiacchiere dicono di voler difendere. In questi tempi sempre più bui, il consiglio comunale che piaccia o no a livello cittadino rappresenta la più importante istituzione democratica eletta a suffragio universale. Già il Parlamento negli anni ha sottratto ogni potere reale al consiglio comunale, se poi dal basso si mortifica ad ogni occasione la sua stessa agibilità, possiamo davvero chiudere baracca e burattini e andare tutti a casa nell'attesa che l'uomo "forte" decida tutto da solo e vegli su tutti noi.
L'aspetto più inquietante di questa vicenda da basso impero è la sensazione che ai protagonisti sfugga la portata politica negativa delle loro azioni, non ne abbiano contezza, a partire dal presidente del consiglio che dovrebbe difendere l'istituzione che le è stata affidata, per finire ai dirigenti del Pd che ad ogni pie' sospinto gridano al lupo al lupo dell'antipolitica. Così alla fine ci tocca rimpiangere i comunisti di un tempo, che avevano tanti difetti, ma sulla difesa delle istituzioni repubblicane e sulla loro agibilità non transigevano.
Giovanni Lava

lunedì, dicembre 19, 2016

AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI.




lunedì, novembre 21, 2016

QUEL MURO NON VA MANOMESSO, MA RESTAURATO!

Un progetto incomprensibile. Interrogazione di CIVICA.
Mentre ovunque si innalzano muri o si minaccia di farlo, a Collegno si vogliono aprire brecce nel muro dell'ex OP lungo via  Torino, ma, a differenza di quello che potrebbe sembrare, neppure in questo caso si tratta di un'azione meritevole.
Da qualche tempo all'uscita del sottopasso della stazione ferroviaria lato via Martiri 30 Aprile è apparso un cartellone  (foto sotto) nel quale si annuncia l'apertura di una porta nel muro dell'ex OP per favorire - udite udite - l'ingresso degli studenti e dei fruitori del parco.



Che si tratti di una sciocchezza è evidente, visto che di ingressi al parco c'è ne sono a iosa. Che si tratti di uno sfregio ad uno dei simboli - ahimè colpevolmente lasciato alle ingiurie del tempo - della storia di Collegno anche.
CIVICA ha presentato un'interrogazione  (leggi) per sapere innanzitutto da chi e  quando è stato approvato il progetto.  Infatti ci risulta che il progetto non solo non c'è ma che sarebbe necessaria preventivamente l'autorizzazione della Sovrintendenza. Se così fosse, come si spiega il cartellone? E che valore hanno questi annunci? Uno scherzo?
Rimane anche la curiosità di sapere da dove nascano certe idee balzane. Chi c'è dietro? Guarda caso l'idea di aprire un altro ingresso al parco in quel punto è iniziata a circolare da quando è stata costruita la palestra. Che i suggeritori si trovino tra i frequentatori della palestra? Il dubbio è più che legittimo.
Se si fa mente locale, si capisce come gli studenti e i fruitori del parco arrivino da Ovest o da Est dove si trovano le fermate dei bus e del treno come i parcheggi, e in futuro l'eventuale fermata del metrò. A chi gioverebbe dunque aprire un altro ingresso?
Il punto in via Torino dove si vorrebbe aprire il varco


Non solo non è opportuno ma, volendo, di interventi ce ne sono di urgenti se proprio si hanno delle risorse da investire. Come CIVICA ne suggeriamo almeno tre: 1) il restauro del muro che, se si continua a lasciare alle intemperie e all'avanzare della vegetazione, prima o poi crolla;

2) la realizzazione di una pista in terra battuta che permetta di camminare o correre anche lungo il muro in questione;
3) estendere l'illuminazione nella zona Nord del parco in modo da consentire ai cittadini di frequentarla in sicurezza anche di notte quando fa buio presto come ora. Il parco, infatti, si è a poco a poco trasformato nella più grande palestra sportiva a cielo aperto della città per di più gratuita.
Giovanni Lava

martedì, novembre 08, 2016

LA COSTITUZIONE E' UNA COSA SERIA.

CIVICA vota serenamente NO.
CIVICA si schiera con il fronte del NO, ma senza demonizzare nessuno. Che la Costituzione del '48 possa e debba essere riformata ne siamo ragionevolmente convinti, che possa essere riformata a colpi di fiducia da parte di una minoranza non siamo d'accordo per il semplice motivo che la costituzione è di tutti i cittadini e non solo di una parte. Un rischio che si corre, al di là della bontà o meno dei cambiamenti introdotti da Renzi e C. è che ad ogni cambio di maggioranza ci sia un cambio della costituzione.
Nei prossimi giorni saremo nei mercati cittadini a distribuire il volantino che pubblichiamo sotto. Per leggerlo cliccarci sopra.

lunedì, ottobre 03, 2016

L'ATTRAVERSAMENTO SU CORSO FRANCIA SI FARA' (FORSE).

Mozione di CIVICA approvata all'unanimità.
Intanto la maggioranza perde i pezzi: Zurlo se ne va.
Approvata all'unanimità nel corso del consiglio comunale di giovedì scorso la mozione di CIVICA sull'attraversamento in sicurezza di corso Francia tra via Piave e via Costa. Un problema annoso sul quale si sono sprecate petizioni e interrogazioni. Intanto i pedoni continuavano ad essere investiti e uccisi come è accaduto lo scorso sette aprile. Interrogazioni come quella presentata insieme alla Lega Nord nel 2012. L'allora assessore ai Lavori Pubblici Pirrello assicurò che si stava approntando uno studio per verificare se fosse stato più utile installare un nuovo attraversamento pedonale con semaforo oppure aprire il corso all'altezza di via Roma in modo da consentire anche il deflusso del traffico che oggi si accentra su via Minghetti e su via Piave. Promesse di marinaio perchè poi nulla si è fatto.
Ora a promettere che nel giro di un mese avremo lo studio pronto è l'attuale assessore ai Lavori Pubblici Romagnolo. Studio partito dopo che qualche mese fa CIVICA aveva posto lo stesso tema con un'interrogazione dal contenuto analogo a quello della mozione.
Si spera che ora la soluzione del problema abbia un'attuazione in tempi brevi, dopo che la mozione di CIVICA è stata condivisa da tutto il consiglio comunale.
Consiglio comunale che continua a riunirsi per discutere una delibera dell'amministrazione alla volta.
Vista dai banchi del consiglio comunale la giunta Casciano sembra proprio nelle braccia di Morfeo. E intanto la maggioranza che la sostiene ha perso un pezzo. Infatti giovedì scorso ho avuto la sorpresa di trovarmi seduto a fianco nei banchi dell'opposizione il consigliere Francesco Zurlo, il quale in un breve discorso ha comunicato all'assemblea di essere passato all'opposizione. I motivi? Il centrosinistra starebbe facendo politiche economiche e sociali nelle quali non si riconosce più.
Un Francesco Zurlo sorridente (primo a destra) all'epoca delle primarie del centrosinistra.
In realtà a nostro avviso l'abbandono della maggioranza è l'ultimo atto di un lungo deterioramento dei rapporti con il Pd a partire da quando Zurlo aveva osato sfidarlo presentandosi candidato alle Primarie del centrosinistra, in caduta libera dopo che una volta eletto - obtorto collo - gli era stata negata la poltrona da assessore. Ora corre d'obbligo la domanda: ma l'assessore di riferimento della lista di Zurlo, Monica Rossi, chi rappresenta in giunta?
Quale giudizio politico dia la maggioranza sull'abbandono di un consigliere che nello scorso mandato era stato anche vicesindaco, non è dato sapere. Con l'arroganza che li caratterizza in simili frangenti, non si sono degnati neppure di dire beh!
Giovanni Lava

mercoledì, settembre 28, 2016

AMIANTO IN COMUNE.

Bonifica di gran fretta nel fine settimana.
L'ultima spiacevole novità che arriva dal palazzo comunale è che le centinaia di dipendenti comunali sono stati per anni esposti a loro insaputa  all'amianto presente nell'edificio di piazza del Municipio. E hanno continuato ad esserlo per mesi, sempre a loro insaputa,  anche dopo che le analisi chimiche hanno accertato che nelle lastre di tamponamento del parapetto del terrazzo del 3° piano erano presenti la crisolite, la crocidolite e l'amosite, tre componenti dell'amianto assassino, tre killer per la salute umana. La "scoperta" è stata che il parapetto era - chissà da quanto tempo - in stato di grave degrado e proprio peer questo ancora più pericoloso.
A portare all'attenzione dei dipendenti comunali il rischio che stanno correndo sono state le loro Rsu e i RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dopo che l'ufficio Tecnico dei Lavori pubblici ha avviato l'iter per la bonifica dell'amianto in assoluta riservatezza. Infatti, nonostante la mozione di CIVICA approvata dal consiglio comunale sull'obbligo di pubblicizzazione, la bonifica dell'amianto nell'edificio comunale è stata tenuta all'oscuro della pubblica opinione.
Così per questo fine settimana hanno organizzato in fretta e furia la rimozione dell'amianto  (leggi).
Ora le domande che si pongono non solo le Rsu, ma anche CIVICA con un'interrogazione, sono: nell'edificio comunale l'amianto si trova solo nel parapetto del terrazzo del 3° piano? Da quanto tempo si sapeva, visto che risale ad aprile scorso la richiesta di analisi? 
È lo vorrebbero sapere probabilmente non solo i dipendenti comunali ma anche tutti i cittadini che hanno avuto accesso agli uffici comunali in tutti questi anni o forse semplicemente ne frequentano il parcheggio e i giardini che si trovano nelle adiacenze.
Giovanni Lava

lunedì, settembre 19, 2016

MI SI E' RISTRETTO IL MARCIAPIEDE!

Troppo pochi 150 centimetri di larghezza.
Via Torino. Nuova pista ciclo-pedonale. Dopo i lavori del giugno scorso, l'immobilità del cantiere nella sua evidente incompiutezza comincia a incuriosire, più che a preoccupare, i collegnesi. Vuoi vedere che resterà così per sempre? Un'opera d'arte, più che un pezzo di viabilità che ha sacrificato l'ultimo pezzo di bealera scoperta a Collegno e un bell'angolo di verde, tanto marginale quanto utile come ecosistema?

Ma la domanda vera che nessuno si fa: servirà allo scopo dichiarato?
Dal Comune rassicurano: si farà e con un po' di fortuna sarà anche completata. Pare si stia aspettando l'autorizzazione della Regione ad utilizzare il ribasso d'asta per farne un altro pezzo fino dove via Torino curva un po'.
E poi? Con ancora un altro po' di fortuna e di soldi del Comune si dovrebbe arrivare fino alla rotonda di corso Pastrengo. Gli uffici rassicurano che c'è già un accordo con la proprietà del terreno dove dovrebbe passare l'ultimo pezzo pista per poterla completare.
Ma il punto vero, oltre i tempi di realizzazione, e alla curiosità di vedere come la pista si innesta nella rotonda di via Martiri 30 Aprile, è: è adeguata allo scopo dichiarato?
Ma qual è lo scopo sbandierato dall'amministrazione comunale?
Vi ricordate la questione dell'interscambio tra la stazione ferroviaria e la metropolitana? Ebbene a più riprese è stato detto che si sarebbe costruito sulla bealera un bel marciapiede di collegamento che con una piccola sgambata avrebbe consentito all'eventuale viaggiatore, magari con trolley a seguito, di raggiungere la stazione del metrò da quella ferroviaria e viceversa.
A chi faceva notare la distanza non proprio breve, si rispondeva che tra l'attestamento dei treni a Porta Nuova e corso Vittorio a Torino la distanza è maggiore e mai nessuno si è spaventato di percorrerlo a piedi. Tutto bene dunque? Mah.
Passando in auto per via Torino l'impressione però era che la larghezza del marciapiede fosse inadeguata allo scopo. Siamo andati a verificare. Ebbene il marciapiede è largo il minimo di legge, cioè 150 cm. Viene considerato il minimo affinché sia consentito a due carrozzine per disabili che si incrociano di poter passare. Infatti, passano sì, ma al pelo, visto che sono mediamente larghe 70 cm ognuna.

Ci siamo tolti lo sfizio di fare una breve passeggiata sul marciapiede. La sensazione è di uno spazio davvero angusto se si dovesse incontrare qualcuno, per di più in bilico tra due vuoti almeno per il primo tratto.
La domanda che poniamo ai nostri eroi dei Lavori Pubblici è: il marciapiede è adeguato ad un prevedibile passaggio di molti pedoni quando davvero all'incrocio con corso Pastrengo si dovesse realizzare la fermata del metrò?
Come finirà con un marciapiede così angusto? Come sempre. I pedoni invaderanno la comoda pista ciclabile a lato del marciapiede, larga più di 250 cm, con buona pace dei ciclisti (sempre che la pista abbia una sorte migliore delle altre costruite in città che finiscono nel nulla).
La conclusione non può che essere amara (l'indignazione si è esaurita da tempo): possibile che non si riesca a fare un'opera pubblica che risponda a criteri tali da rispondere in modo adeguato alle esigenze condrete dei cittadini?
Giovanni Lava

lunedì, luglio 04, 2016

PUBBLICITA' DELLE BONIFICHE: ORA SI DEVE (FORSE).

Approvata all'unanimità la mozione di CIVICA. Ma sarà attuata dalla Giunta comunale o finirà in soffitta?
Dopo l'ultimo consiglio comunale, grazie ad una mozione di CIVICA approvata all'unanimità, a Collegno non sarà più possibile tenere nascoste eventuali bonifiche. Sempre che le mozioni approvate servano a qualcosa. Molti sono i dubbi in merito.
La storia della bonifica che spinse CIVICA a presentare la mozione la raccontammo su questo blog nel gennaio scorso (leggi) e si riferiva a quella fatta all'insaputa dei cittadini e sotto il loro naso nell'area dell'ex Maggiora. Ebbene, dopo l'approvazione all'unanimità della mozione il 28 giugno scorso, in teoria ogni qualvolta si dovesse ripresentare la necessità di effettuare una bonifica all'interno del territorio collegnese, il Comune dovrebbe farsi carico di darne adeguata ed efficace comunicazione ai cittadini anche se non vi è una legge che lo obbliga. Questo in teoria ...
In teoria perchè è da un po' che CIVICA nutre il sospetto che le mozioni servano solo più a consentire un po' di pubblicità a buon mercato a chi le presenta nel momento in cui vengono discusse e poi tutto finisce lì. Infatti sono più di sei mesi che CIVICA da sola nell'indifferenza sostanziale degli altri gruppi di maggioranza e di opposizione si batte affinché venga presentato un rendiconto dell'applicazione di quelle approvate.
Per chi non lo sapesse, la mozione non è come una delibera esecutiva, ma è solo un atto di indirizzo che il consiglio comunale dà alla giunta. E' quest'ultima che poi deve recepirlo e trasformarlo in azione amministrativa. Può essere anche comprensibile che non tutti gli atti di indirizzo del consiglio comunale si possano trasformare automaticamente in atti amministrativi per motivi vari. Ciò che CIVICA trova sempre più inaccettabile è che questi atti finiscano in soffitta senza che neppure ci si degni di darne conto. Dovrebbe essere una questione di dignità istituzionale per il consiglio comunale pretendere di avere l'attuazione dei dispositivi delle mozioni una volta approvati  e/o, nell'impossibilità di attuarli, sarebbe lecito aspettarsi che il sindaco o chi per lui ne desse una motivazione. Di fatto tutto ciò non accade. Di fatto, da quando CIVICA ha fatto richiesta pubblica di averne un resoconto, al sottoscritto si dice che verrà presentato al consiglio comunale successivo e di mese in mese ne sono trascorsi almeno sei senza una risposta che sia una.
La cosa sorprendente è che ci sono gruppi dell'opposizione che fanno delle mozioni una questione quasi di vita o di morte e poi, una volta soddisfatta la loro bulimia di apparizione finalizzata ad un po' di propaganda spicciola, si disinteressano completamente del fatto se poi le questioni su cui tanto si sono spesi con le loro mozioni, una volta approvate, abbiano o meno una qualche conseguenza pratica.
In consiglio comunale siamo ormai alla frutta se non alla farsa con un'amministrazione Casciano praticamente a km zero di marcia - sono mesi che indicono consigli comunali con una o al massimo due delibere di scarso valore - e con delle opposizioni che si propongono di cambiare il mondo e pare vogliano farlo a colpi di mozioni che hanno purtroppo come unico risultato apprezzabile quello di produrre discussioni infinite e senza effetti pratici per i cittadini. Un vero spreco di tempo e di intelligenze.
Giovanni Lava

lunedì, giugno 13, 2016

DEPOSITO METROPOLITANA O DISCARICA A CIELO APERTO?



L'automobilista che per la prima volta percorre la bretella che attraverso il nuovo ponte sulla Dora congiunge viale Certosa con la Statale 24 non avrà dubbi sul fatto che oltre il guard rail si trovi un centro di demolizione degli autobus della GTT, l'azienda dei trasporti torinesi. L'automobilista abituale non ci farà più nemmeno caso, visto che sarà già più di un anno che quello che tutti conoscevano come il deposito delle vetture della metropolitana si è trasformato in una discarica a cielo aperto di ogni sorta di tram, autobus, alcuni come si vede nelle foto scattate oggi addirittura scheletri arrugginiti di autobus e tram.

Nello scorso mese di marzo CIVICA presentò un'interrogazione (leggi) per denunciare la cosa, a cui seguì una risposta a dir poco pilatesca (leggi) da parte dell'assessore Martina, la quale però in consiglio comunale si disse anche lei scandalizzata e ansiosa di ricevere dalla GTT una risposta che poi mi avrebbe girato. Sono trascorsi tre mesi e la situazione è rimasta la stessa se non addirittura peggiorata senza che dalla GTT mostrasse alcun segno di vita al riguardo. Evidentemente ai suoi occhi non il sottoscritto ma l'amministrazione di Collegno e l'assessora Martina non meritano la rimozione delle carcasse di autobus e tram ma neppure una risposta.
Continuiamo a chiederci se la cosa sia legale e se non si corrano dei rischi di inquinamento di terreno e falda acquifera.
Giovanni Lava

mercoledì, maggio 25, 2016

LA GARA DEI PROGETTI DI QUARTIERE.

Ultimi due giorni per votare.
Ancora due giorni per votare e scegliere il progetto (leggi) più convincente tra quelli presentati per il Bilancio Partecipato. Si tratta del primo esperimento concreto di far partecipare i cittadini dal basso alla decisione di come spendere il denaro pubblico. Sono stati stanziati 160 mila euro da dividere in parti uguali tra gli otto quartieri della città, 20 mila euro a quartiere. Non tantissimi ma neppure pochi.
Finora l'esperimento sembra abbia funzionato, visto che sono stati presentati ben 24 progetti. Ci sono quartieri che si sono limitati a due progetti (Santa Maria, Borgonuovo, Savonera, Villaggio Dora e Regina Margherita, a quattro progetti Leumann-Terracorta per arrivare a ben cinque il Centro storico e Borgata Paradiso.
Tra i progetti troviamo di tutto un po'. C'è chi è stato con i piedi per terra e chi ha fatto dei voli pindarici molto creativi, non mancano iniziative curiose come quella di chi vuole organizzare lo scambio degli abiti tra i bambini, oppure mettere delle colonnine nel quartiere per ricaricare il telefonino quando ti si scarica per strada. Guai, potresti subire una crisi di astinenza letale.
Non mancano progetti che appaiono un po' meno estemporanei, come può essere quello del recupero della Stazionetta su corso Francia a Leumann.Terracorta. Carino anche quello di chi a Paradiso vorrebbe costruire una struttura chiamata Pump Track per allenarsi con le moutain-bike la dove c'è una sorta di discarica. Non male, sempre per botgata Paradiso, il progetto di un skatepark, ambizioso ma interessante. Da votare anche il progetto per Borgonuovo della costituzione di una Big Band cittadina, progetto che purtroppo non ha speranza visto l'altro progetto in gara per il quartiere e chi lo sostiene.
Tutti i progetti meritano comunque attenzione e qualcuno tra quelli che resteranno gioco forza fuori possono comunque rappresentare una buona idea per l'amministrazione comunale da realizzare in  in futuro. Possiamo dire che in ogni caso l'esperimento appare riuscito e sarà sicuramente da ripetere. Sempre che dai progetti si sia poi capaci di passare alla loro realizzazione.
Giovanni Lava

venerdì, maggio 20, 2016

COMITATO DEL NO A COLLEGNO


Primo incontro in vista del referendum di Ottobre.
Erano in tanti i collegnesi che giovedì scorso sera hanno risposto all'appello per la costituzione di un comitato per il No a Collegno. Buona presenza  di giovani, tanti i reduci di innumerevoli battaglie dai capelli bianchi. A fare gli onori di casa il presidente del Circolo Arci Valle Susa Gabriele Moroni. Relatori la costituzionalista Alessandra Algostino, Alice del Comitato Acqua pubblica e Chicco Bayma, capogruppo del Pds ai tempi del sindaco D'Ottavio.
Algostino ha messo l'accento soprattutto

giovedì, maggio 05, 2016

MANETTE O IMPUNITA'?

Un esempio di civismo da applaudire.
Non si capisce se abbia  creato più scandalo il reato di turbativa d'asta e il maldestro tentativo di cancellare le prove commesso dal sindaco di Lodi oppure  il suo arresto. Ad alcuni l'arresto è sembrato un eccesso rispetto al valore economico dell'appalto. Pilotare l'appalto per la gestione delle piscine comunali per favorire una società amica - un atto che ci suona stranamente già sentito - è stato definito un peccato veniale rispetto ai reati di corruzione di cui le cronache riferiscono ormai con cadenza giornaliera.
Personalmente non sono affatto d'accordo. Quello che è accaduto a Lodi non è un'eccezione ma la norma in molti comuni italiani. Quasi una consuetudine. E se a Lodi non fosse stato per una funzionaria che ha fatto il proprio dovere ribellandosi all'atteggiamento illegale e prevaricatorio del sindaco, non saremmo qui a parlarne. Quanti dirigenti o funzionari pubblici in situazioni analoghe osano fare altrettanto? Nella migliore delle ipotesi fanno finta di nulla, nella peggiore sono essi stessi a costruire bandi e capitolati su misura per il vincitore prescelto. Quante volte a vincere una gara d'appalto è proprio chi alla vigilia del bando tutti dicevano dovesse essere il vincitore?
Può essere che nel caso di Lodi non si trattasse di soldi, bensì di una "normale" gestione del potere. Favorire le società, le associazioni culturali, le associazioni sportive, le cooperative amiche è il sistema che garantisce  i voti e le preferenze necessarie alla elezione o rielezione. <nulla di mai più sentito. Ma è su questo terreno "veniale" di coltura del voto di scambio che si creano le situazioni che favoriscono poi la corruzione, quando la rielezione non basta più a soddisfare gli appetiti famelici di alcuni. Quando le regole vengono disattese a vantaggio di qualcuno, la legalità è compromessa e si è aperta la strada al malaffare. Fa differenza se la legalità è stata infranta per prendere del denaro o per foraggiare gli amici che poi al momento del voto saranno riconoscenti? La giustificazione che tutto è stato fatto per il bene della comunità è ipocrita e anche banale.
Solo pochi giorni fa il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso un concetto molto semplice: "La corruzione dei politici è più grave di quella dei comuni cittadini". E pilotare una gara d'appalto, non importa a quale scopo, è o non è grave come prendere una mazzetta? Sempre che in questo caso non ce ne siano state. Disattendere la legge da parte di chi è stato chiamato a farla rispettare è un reato grave quanto rubare.
Adesso ci aspettiamo che il Presidente della Repubblica dia una medaglia alla dipendente comunale che ha denunciato lo scandalo e la indichi ad esempio per i cittadini. Del suo civismo già nessuno più ne parla, i garantisti a targhe alterne sono tutti concentrati sullo scandalo dell'arresto e sul complotto giudiziario che sarebbe in atto contro Renzi, invece che plaudire alla cittadina coraggiosa che ha denunciato un comportamento pericoloso quanto quella della criminalità organizzata. Una mafia in doppiopetto che non ammazza, ma che sta uccidendo la democrazia nel nostro paese. Un sindaco che si rispetti dovrebbe proprio per i cittadini che rappresenta dovrebbe essere il tutore primo della legalità non solo a parole, ma nei fatti concreti di tutti i giorni.
L'augurio è che alla dipendente del Comune di Lodi vada meglio che a quelli di Ferrovie Nord che, come ha raccontato Report, dopo aver denunciato le ruberie del presidente della società a partecipazione pubblica, sono stati rimossi dagli incarichi e confinati in un ufficio inutile a girarsi i pollici. L'onestà non paga più e chi denuncia il malaffare rischia molto di più dei disonesti.
La verità è che molti amministratori non solo sguazzano nell'illegalità, ma pretendono anche l'impunità quando vengono presi con le mani nel sacco.
Giovanni Lava