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martedì, marzo 03, 2015

VICEPRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE: DOPO LA COMMEDIA LA FARSA.

Domenico Monardo si è dimesso dalla carica.
Quattro giorni. Tanto è durata la vicepresidenza di Domenico Monardo. Eletto giovedì scorso, oggi sono state protocollate le sue dimissioni presentate dopo essere stato "processato" e condannato dai suoi compagni del movimento Cinquestelle. Così siamo passati dalla commedia alla farsa in meno di una settimana. Come CIVICA non possiamo che condannare tutta la vicenda sia dal punto di vista politico che istituzionale. Di tutto avevamo bisogno come oppositori della giunta Casciano tranne che di queste figuracce. Riteniamo poi che non si dovrebbero mai usare le istituzioni per regolare i conti all'interno del proprio gruppo, per il motivo molto semplice che le istituzioni non appartengono a questo o quel gruppo, ma sono di tutti, anche nostre.
Forse ai nostri amici pentastellati sfugge un particolare importante. Per quanto simbolica la carica di vicepresidente - ancora meglio sarebbe stata quella più sostanziosa di presidente - era stata assegnata all'inizio di questa consiliatura alle opposizioni, non al M5S. Personalmente mi ero impegnato affinché la maggioranza la riconoscesse alla minoranza. Se era stato eletto uno del M5S, ciò era un riconoscimento del consenso che aveva raccolto. ma non un obbligo di legge. Invece la vicepresidenza dopo le dimissioni di Sansoni è stata utilizzata da una parte per farsi la guerra consentendo  al Pd di scegliersi il vicepresidente e dall'altra ignorando completamente gli altri quattro consiglieri di minoranza, come se la vicepresidenza fosse cosa loro.
Questo tra l'altro non è un episodio isolato. Sono otto mesi che il M5S agisce come se ci fossero solo loro all'opposizione. Mai infatti si sono impegnati a costruire iniziative comuni con le altre minoranze, mai hanno chiesto quando si trattava di nominare qualcuno della minoranza in qualche commissione il parere degli altri consiglieri di opposizione. Si critica tanto il Pd per la pratica di asso pigliatutto per poi comportarsi allo stesso modo nel recinto della minoranza.
Visto che il cammino è ancora lungo ci si augura che questa figuraccia della vicepresidenza possa servire come bagno di umiltà e rappresentare un nuovo inizio anche nei rapporti con gli altri gruppi politici presenti in consiglio comunale.
Giovanni Lava

venerdì, febbraio 27, 2015

MOVIMENTO CINQUESTELLE IN FRANTUMI

Monardo eletto vice-presidente del Consiglio Comunale contro il suo gruppo.
Psicodramma collettivo ieri sera in consiglio comunale per il gruppo del Movimento 5 Stelle collegnese. Domenico Monardo  è stato eletto nuovo vice-presidente del consiglio comunale in sostituzione del dimissionario Simone Sansoni, ma ciò è avvenuto a dispetto e contro il resto del suo stesso gruppo. A distanza di solo otto mesi dall'entrata baldanzosa in consiglio comunale con il proclama di voler rivoltare il Comune come un calzino si ritrovano divisi e subalterni a quel Pd che dicevano di voler disarcionare.
Il Pd ieri sera ha annunciato di voler restare fedele alla scelta di inizio mandato di eleggere un esponente delle minoranze alla carica di vice-presidente del consiglio e ha invitato le stesse a indicare un candidato. In questi casi il giochino è sempre lo stesso da parte del Pd e cioè quello di voler scegliere il candidato più congeniale a sè tra le file della minoranza. L'unico modo per smontarglielo è quello di fare un solo nome. La capogruppo del M5S Sarah Disabato ha fatto sì un solo nome, quello di Giuseppe Balbo, ma subito dopo vi è stata l'autocandidatura di Monardo, ormai in evidente rotta di collisione con il resto del proprio gruppo. Al Pd non è sembrato vero di poter con un colpo solo scegliersi il vicepresidente (va detto che occorrendo la maggioranza assoluta dei voti per eleggerlo i voti del Pd sono indispensabili) e allo stesso tempo mandare in frantumi i "feroci" Pentastellati. A quel punto il gruppo Cinquestelle si è come dissolto: Massimiliano Monacchia ha addirittura abbandonato il consiglio comunale in una evidente crisi di nervi, mentre Monardo andava senza imbarazzo apparente ad occupare la postazione da vice-presidente. Verranno ancora a raccontarci che tutto questo è frutto di sole "motivazioni personali" come le dimissioni di Sansoni e non come il risultato di spaccature e lotte intestine senza quartiere?
Cosa accadrà ora siamo curiosi di vederlo. Stando alla logica Monardo dovrebbe essere espulso dal movimento, avendo non solo disatteso le indicazioni del proprio gruppo, ma anche fornito al Pd su di un piatto d'argento la propria testa, visto che lui non è un consigliere qualsiasi, ma il candidato sindaco del M5S. C'è anche chi sospetta che la sua non sia stata un'uscita estemporanea, ma che fosse d'accordo con il capogruppo del Pd Molinari già prima del consiglio. Ma quali sono i motivi che hanno portato già da tempo a questa profonda divaricazione? Si tratta solo di ambizioni personali oppure divergenze di tipo politico?
"Questa sera devo chiedere scusa a tutte le persone con cui ho parlato in campagna elettorale, vi ho convinti a votare una persona che purtroppo stasera mi ha deluso, scusate ancora". Questo il messaggio su Fb di uno dei militanti storici  che credo riassuma bene i sentimenti del movimento Cinquestelle di Collegno in questo momento. E tutto ciò dovrebbe anche far riflettere le migliaia di collegnesi che hanno votato il M5S affidandogli le loro speranze di cambiamento. La politica che che ne dicano è un cosa troppo seria per pensare che si possa improvvisare dalla sera alla mattina con in più la sicumera di essere autosufficienti. A quando un bagno di modestia e umiltà a Collegno come a Roma?
Giovanni Lava

martedì, febbraio 17, 2015

GIALLO NEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: SI DIMETTE UN CONSIGLIERE COMUNALE.

Simone Sansoni ricopriva il ruolo di vice-presidente del consiglio comunale.
Ufficialmente si tratta di dimissioni per motivi personali. Sarà. Ma sono dimissioni che puzzano di regolamento di conti interno. E ci dispiace,  perchè non solo Simone Sansoni era indubbiamente il consigliere Cinquestelle più preparato e assiduo nel fare le pulci all'amministrazione Casciano ma anche autorevole vicepresidente del consiglio, per la cui elezione molto mi ero impegnato personalmente.
E già da qualche mese che il gruppo Cinquestelle in consiglio comunale non me la contava giusta. L'improvvisa sostituzione di Monardo con Disabato nel ruolo di capogruppo, il silenziamento e apparente isolamento dello stesso Monardo lasciavano intravedere un dissidio sotterraneo dai contenuti secretati. Ieri Monardo in commissione era di nuovo pimpante, dopo che al mattino Sansoni aveva già protocollato le sue irrevocabili dimissioni.
Alle 13 su Facebook ieri è stata postata la seguente dichiarazione di Sansoni: "Oggi mi sono dimesso da consigliere comunale di ‪#‎Collegno‬. Le motivazioni sono esclusivamente personali e private; resto un iscritto del‪#‎M5S‬ e continuerò a supportarlo, per quanto mi sarà possibile. Sono sicuro che chi mi subentrerà saprà svolgere l’incarico come e meglio di me, atteso che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile: UNO VALE UNO. Ringrazio il MoVimento per la bella opportunità datami, per l’esperienza formativa, per i tanti bravi cittadini che ho conosciuto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa breve esperienza, in particolare i miei amici attivisti di Collegno ed i compagni di avventura Giuseppe Balbo Sarah Disabato Massimiliano Monacchia ai quali auguro di proseguire l’ottimo lavoro che stanno svolgendo in consiglio". 
Come si può notare nei ringraziamenti si è "dimenticato" di Domenico Monardo. Sicuramente una dimenticanza involontaria!
Ma il giallo continua: A subentrare a Sansoni avrebbe dovuto essere Davide Armeni, ma a quanto pare anche lui per motivi "personali" rinuncerà alla nomina. Strano visto quanto si era impegnato in campagna elettorale e quanto ci tenesse ad entrare in consiglio comunale. A sostituire Sansoni dunque dovrebbe essere Ivana Franchi che non ho il piacere di conoscere.
In conclusione è presto per dire se anche a Collegno esiste una caccia alle streghe tanto silenziosa quanto letale tra ortodossi e non ortodossi, anche se qui non ci è dato sapere chi sono gli uni e chi sono gli altri. Infatti anche a Collegno il movimento della trasparenza per antonomasia evidentemente si comporta nei fatti come una setta segreta e impenetrabile della cui vita interna nulla è dato sapere ai comuni mortali. Per certi versi la cosa non è che ci interessi più di tanto. Quello che sinceramente dispiace è il fatto che in un consiglio comunale composto in grande maggioranza di persone senza esperienza e dalla non eccelsa cultura politica l'assenza di uno come Simone Sansoni si farà molto sentire sia nel suo ruolo di consigliere che in quello di vicepresidente. Ci mancherà anche la sua pacatezza e signorilità che di questi tempi non sono cose da disprezzare.
A me e a CIVICA dispiace davvero molto.
Giovanni Lava