giovedì, dicembre 24, 2015

BUON NATALE DA CIVICA

Buon 2016, anche se i soldi della metro non ci sono.
Si chiude il 2015, l'anno delle promesse circa il prolungamento della metropolitana fino a Cascine Vica. Per i nostri amministratori era cosa fatta. Purtroppo nella Legge di Stabilità appena approvata i soldi promessi per la metropolitana non ci sono. Questa volta neppure gli emendamenti di Sant'Esposito sono stati sufficienti ad acchiappare per il rotto della cuffia i quattrini necessari ad avviare i cantieri. Secondo l'on. D'Ottavio non tutto è perduto per il 2016. Vedremo.
Ma neppure questa notizia poco incoraggiante ci impedisce di augurare a tutti unp splendido fine anno e un superbo inizio di quello nuovo.
AUGURI DA CIVICA

giovedì, dicembre 03, 2015

BILANCIO PARTECIPATO: LUCI E OMBRE.

160 mila euro calati dall'alto da gestire dal basso (forse).
Di bilancio partecipato a Collegno se ne parla da decenni. Le giunte che si sono succedute da almeno vent'anni in qua hanno declinato l'impegno con una formale presentazione nei quartieri delle decisioni prese nelle più o meno segrete stanze di partito. Poco più di una evocazione ideologica di quando si andava facendo in alcune realtà terzomondiste. Ora pare che la giunta Casciano voglia passare dalle parole ai fatti mettendo sul piatto 160 mila euro per il 2016, 20 mila per ognuno degli otto quartieri della città, da far gestire dal basso sulla base di progetti originali da scegliere entro il prossimo mese di Marzo. L'iniziativa che si avvale anche della collaborazione dell'Università di Torino è stata presentata dal sindaco e vicesindaco in pompa magna lunedì 30 novembre nella sala del consiglio comunale alla presenza dei due professori universitari che seguono il progetto, i professori Luigi Puddu e Christian Rainero, di numerosi cittadini e delle solite truppe cammellate mobilitate ogni volta che serve.
Ogni cittadino o gruppo di cittadini potrà scaricare dal sito del Comune una scheda progetto da compilare e consegnare entro il mese di gennaio 2016. Un'apposita commissione comunale selezionerà i progetti più interessanti e compatibili con il budget a disposizione entro febbraio. I progetti selezionati saranno pubblicati e votati entro il mese di marzo dai cittadini che lo vorranno purchè abbiano compiuto almeno 16 anni. Il progetto che in ogni quartiere sarà più votato (si potrà votare on-line o presso i centri civici) sarà finanziato e realizzato dall'amministrazione comunale.
Come CIVICA seguiamo con interesse l'iniziativa, se non altro perchè anche nel nostro programma era previsto che una quota (il 10% ) del bilancio fosse gestita dal basso dai cittadini sulla base delle diverse esigenze dei quartieri. Qui siamo di fronte ad un'iziativa più modesta ma non per questo meno significativa. 160 mila euro per una sperimentazione di questo genere non sono pochi per testare la fattibilità concreta di una gestione dal basso del denaro pubblico in un momento in cui le risorse non abbondano. Per valutare la bontà del progetto complessivo occorrerà però verificarne i risultati finali.
Detto ciò, pur condividendo l'iniziativa, non possiamo non segnalarne alcune incongruenze o sfasature. La prima ha a che fare con i criteri di selezione dei progetti che perverranno da parte della commissione che sarebbero i seguenti: a) fattibilità tecnica e giuridica; b) compatibilità rispetto al programma amministrativo di governo; c) budget economico finanziario; d) tempi di realizzazione; e) ricaduta sul territorio.
Il punto b) ci appare assolutamente fuori luogo e molto soggettivo, cosa che consentirebbe, volendo, di scartare in modo del tutto arbitrario i progetti che dovessero dispiacere per qualche motivo al Palazzo oppure che avessero più appeal di quello di qualche "fedele" del Palazzo stesso. Un punto a nostro avviso da cancellare, visto che la scelta del progetto alla fine dovrebbe spettare direttamente ai cittadini che parteciperanno con il loro voto alla selezione. La partecipazione dei cittadini e la loro libera scelta dovrebbero garantire di per sè la democraticità e ammissibilità dei progetti.
La sfasatura è data dal fatto che dal processo di elaborazione del progetto complessivo, a parte una striminzita comunicazione in una commissione, sia stato tenuto fuori il consiglio comunale. E' vero che ormai più del 90% delle decisioni è demandato alla giunta esecutiva, ma nel nostro caso, visto che si tratta di soldi, la competenza per il bilancio comunale è tutta del consiglio comunale. E visto che si tratta di bilanbio di previsione 2016 che non si sa se e quando sarà approvato dal consiglio comunale, ci appare un po' avventurosa la scelta di avviare un progetto di bilancio partecipato che prevede una spesa di 160 mila euro prima che questa sia deliberata. Che fine farebbe il progetto se nel corso dell'approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale nel pieno della propria autonomia dovesse decidere di spendere quel denaro per far fronte a qualche emergenza che si dovesse nel frattempo presentare?
Nella foga populista che a volte sembra avere la meglio anche nell'amministrazione di Collegno sempre più spesso si inciampa nell'umiliazione, consapevole o inconsapevole non importa, del ruolo di rappresentanti eletti dai cittadini che rivestono i consiglieri comunali, siano essi di maggioranza o di opposizione. Sempre più spesso si privilegiano e si consultano altri soggetti prima e più dei consiglieri comunali.
Per chiudere in bellezza, mi corre l'obbligo di segnalare quella che a mio avviso è stata una bella gaffe dell'assessore Cavallone che ogni tanto nella sua foga oratoria ci regala qualche sprazzo di verità. Nel rispondere al consigliere del centrodestra Boetti Villanis che aveva definito i 20 mila euro una mancia propagandistica e elettoralistica, Matteo Cavallone ha risposto che se fosse stata quella l'intenzione, i 160 mila euro li avrebbero destinati al suo assessorato che poi li avrebbe distribuiti alle associazioni e alle società sportive. Un'affermazione che ammette quanto da sempre sosteniamo come CIVICA e cioè che molti dei finanziamenti a questi soggetti hanno come scopo principe quello di foraggiare i grandi elettori del Pd, vere e proprie macchine da guerra nella raccolta delle preferenze. Non è un caso se l'assessore uscente che sovrintende ad associazioni e società sportive è anche quello che raccoglie più preferenze al momento del voto.
Ultimissima annotazione: anche nella presentazione di lunedì scorso la giunta si è avvalsa dell'apporto di una cooperativa. Ci domandiamo: possibile che non sia più possibile alcuna iniziativa comunale senza che ci si debba servire dell'ausilio di una qualche cooperativa?
Giovanni Lava

giovedì, novembre 26, 2015

LA CARTA DI PISA O DELL'IPOCRISIA.

Approvato a Collegno un codice etico contro mafie e corruzione. Fu vera gloria?
"Mafie e corruzione sono una minaccia seria, concreta e attuale per la democrazia italiana e per la sua economia". Esordisce così la presentazione che accompagna la Carta di Pisa, il codice etico per amministratori e consiglieri comunali elaborato da Avviso Pubblico e approvato dal consiglio comunale di Collegno giovedì scorso, il 19 novembre. Un'iniziativa voluta fortemente dalla giunta collegnese e dal suo assessore Matteo Cavallone, iniziativa da cui CIVICA si è dissociata,  perchè pur condividendone gli obiettivi di lotta alle mafie e alla corruzione dilagante riteniamo che lo strumento sia del tutto inadeguato al loro raggiungimento.
Calata dall'alto, non emendabile, la Carta di Pisa ci è apparsa un proposito tanto buono quanto inutile visto che di fatto non incide seriamente sul cancro della corruzione e non è pensabile che riesca là dove nulla han potuto finora le leggi e le pene da esse previste.
A nostro avviso la  Carta di Pisa è figlia di un'operazione ipocrita, perchè nel prevedere tutta una serie di obblighi e divieti, dimentica guarda caso di intervenire sul malcostume, molto diffuso purtroppo anche qui da noi, di riciclare sindaci e assessori nelle società partecipate pubbliche, il CIDIU in primis.
CIVICA si batte da anni per introdurre nei regolamenti comunali il divieto per sindaci, assessori e dirigenti di partito di essere nominati nelle partecipate prima che siano trascorsi almeno cinque anni dalla fine dell'incarico amministrativo o politico ricoperto. Una regola semplice e di buon senso per evitare che mentre si amministra la cosa pubblica si lavori per garantirsi una poltrona a fine incarico. O che da segretario di partito si giostri per garantirsi una poltrona in qualche società pubblica. Un divieto sempre bocciato dal Pd e dai suoi alleati.
La Carta di Pisa all'articolo 11 afferma che "l'amministratore che negli ultimi 5 anni ha esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto dell'amministrazione non può svolgere nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività". In soldoni si vieta per 5 anni di assumere incarichi presso i privati che hanno avuto rapporti con l'amministrazione e ci si dimentica che il malcostume da combattere più diffuso qui da noi non è tanto quello quanto il riciclaggio nei consigli di amministrazione delle partecipate comunali dei politici senza nè arte nè parte che non si è riusciti a promuovere in parlamento o in regione e perciò li si gratifica con una poltrona al CIDIU, alla SMAT o all'ATC.
D'altra parte se come presidente di Avviso Pubblico abbiamo il sindaco di Grugliasco Montà che insieme ai suoi colleghi sindaci di Collegno di queste spartizioni è uno degli attori principali della Zona Ovest, sarebbe stato ben strano che un divieto come quello voluto da CIVICA trovasse spazio nella Carta di Pisa. Il fatto poi che Avviso Pubblico sia nato da una costola di Libera, la nota associazione ispirata da don Ciotti, i cui meriti nella lotta alle mafie e alla corruzione sono indiscutibili, non è a nostro avviso sufficiente di per sè a rendere Avviso Pubblico necessariamente un soggetto molto diverso dalle tante lobby e cordate di potere che allignano in Italia sotto le sembianze di nobilissime iniziative.
La perspicacia con la quale il Pd ha perseguito l'approvazione della Carta di Pisa, respingendo obiezioni ed emendamenti e affermando l'importanza di non modificarla o rinviarla per il ruolo che avrebbe nella lotta alla mafia e alla corruzione, fa a pugni con i comportamenti concreti che lo stesso partito ha avuto nei casi in cui il malaffare ha sfiorato suoi iscritti o suoi alleati.
Vogliamo ricordare come nella scorsa consiliatura hanno tenuto per un anno la poltrona disponibile al loro assessore rinviato a giudizio per concussione, difendendolo in consiglio a spada tratta e con arroganza, spergiurando sulla sua innocenza, dimenticandosi poi a condanna avvenuta di proferire una sola parola di condanna o di semplice  presa di distanza?
Oppure nel recente caso in cui un loro alleato alle elezioni è stato condannato per voto di scambio, dove non solo non si sono accorti di nulla in campagna elettorale ma hanno dovuto aspettare le interrogazioni di CIVICA per pronunciare una timida dissociazione solo a condanna avvenuta, senza in ogni caso nessun mea culpa, visto che i voti come il denaro non hanno a quanto pare un cattivo odore.
Per CIVICA sono  solo i comportamenti concreti a poter rappresentare un argine contro la mala politica non certo codici etici formali che non incidono di una virgola, che fanno fine ma non impegnano. Proprio per questo CIVICA non ha partecipato al voto per non avvalorare questo trionfo dell'ipocrisia neppure con un voto contro.
Abbiamo in consiglio espresso anche la nostra disapprovazione per l'emendamento con il quale il M5S voleva introdurre l'obbligo per tutti, compresi i consiglieri comunali, di pubblicare online la propria fedina penale. La legge già prevede quali siano i casi di illegibilità o incandidabilità per chiunque si candidi. Esistono poi sacrosanti diritti alla privacy che sarebbero violati. Infine i fatti di cronaca dimostrano come non sia certo la fedina penale a garantire alcunché.
 Ancora una volta CIVICA con coerenza e senza calcoli politici ha preferito con coerenza assumere una posizione solitaria nel panorama asfittico della politichetta collegnese. Meglio soli che male accompagnati: in questo quadro è l'unica consolazione che ci resta.
Giovanni Lava

martedì, novembre 10, 2015

CHE FINE HA FATTO IL PROLUNGAMENTO DELLA METROPOLITANA?

I finanziamenti sono spariti dalla legge di stabilità.
Mentre il sindaco Casciano nel primo incontro della Consulta per l'Ambiente del 4 novembre scorso affermava con  certezza che "un importante cambiamento della città a favore della qualità dell’aria e delle promozioni degli spostamenti sostenibili sarà il prolungamento della linea 1 della Metropolitana", dei fondi per la sua realizzazione si è persa ogni traccia nella legge di stabilità in discussione in Parlamento. Ci si chiede se i nostri amministratori non abbiano venduto la pelle dell'orso prima di averlo catturato.
I timori della vigilia (leggi articolo del marzo scorso) si sono purtroppo concretizzati. Interpellato l'On. D'Ottavio ha assicurato che con i suoi colleghi piemontesi stanno seguendo la vicenda con grande attenzione sia al Senato che alla Camera. Ma dalle sue parole non traspare alcuna certezza. Si tratta ora di vedere se la lobby dei parlamentari torinesi riuscirà a portare a casa in Parlamento un qualche risultato che consenta di avviare le gare per la realizzazione del prolungamento della metropolitana fino a Rivoli.
Noi, nonostante avessimo messo in guardia dai troppo facili entusiasmi, facciamo il tifo per loro. Il mancato finanziamento del prolungamento della metropolitana avrebbe il sapore della beffa, dopo i fiumi di parole che la davano come cosa fatta, anche se D'Ottavio in più di un'occasione avesse consigliato prudenza e di non considerare la cosa come già fatta.
Giovanni Lava

giovedì, ottobre 22, 2015

LA CERTOSA REALE E L'ENTUSIASMO DEL SOTTOSEGRETARIO

La visita della Borletti Buitoni con il codazzo pidiessino al seguito.
Come non essere entusiasti dell'entusiasmo manifestato dal Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali on. Ilaria Borletti Buitoni dopo la visita alla nostra città. Siamo sinceramente orgogliosi del fatto che abbia così tanto apprezzato le due perle collegnesi: la Certosa Reale e il Villaggio Leumann. Apprezzati da una persona che di beni culturali se ne intende sul serio, essendo stata presidente del FAI. Ci auguriamo che tanto entusiasmo si concretizzi poi in uno stanziamento del governo, almeno sufficiente al restauro della Cappella dell'Annunziata che sta cadendo a pezzi.
Mentre non facciamo fatica a comprendere l'entusiasmo per le due perle cittadine, che solo l'incuria degli amministratori comunali che si sono succeduti nel tempo ha fatto sì che fino ad oggi non siano stati valorizzati e conosciuti come meriterebbero, non sappiamo bene cosa l'abbia così tanto entusiasmata degli amministratori collegnesi vecchi e nuovi che le hanno fatto da corona durante la visita. Ha detto che sarebbero un esempio di come si amministra con passione il patrimonio culturale di una città. Sarà frutto dell'abbaglio che deve averla colta dopo la sua recente adesione al Pd.
E noi che per anni abbiamo denunciato l'incuria in cui venivano lasciati e in parte continuano ad esserlo sia la Certosa che il Villaggio Leumann. Quanto siamo stati ciechi a non vedere tanta bontà nei vari D'Ottavio, Accossato e oggi Casciano.
La visita della sottosegretaria è stata sicuramente una buona iniziativa per pubblicizzare la nostra città e i suoi tesori architettonici. La speranza è che non sia stata solo un'occasione  per uno spot a buon mercato per i nostri amabili e indefessi amministratori. Che non faccia la fine di quell'altra passeggiata, quella con Vittorio Sgarbi, sponsorizzata da Boetti Villanis. E' vero che una passeggiata non la si nega a nessuno, ma aspettiamo con ansia di vedere fatti concreti altro che l'Art Bonus tanto citato dalla Borletti Buitoni.
Non abbiamo capito però se si è trattato di una visita ufficiale o una visita di partito, visto che dalle foto pubblicate sui social dai vari fortunati partecipanti si intravedono solo personaggi con la tessera del partito in tasca, il Pd ovviamente. Si tratterebbe, in tal caso,  di un altro esempio del clima da basso regime che ormai esiste a Collegno. Della visita della dott.ssa Borlotti non è stata data notizia alla città e meno che mai ai consiglieri comunali in generale nè alla commissione cultura in particolare. Questo non ha impedito invece di parteciparne l'arrivo agli esponenti locali del Pd che erano presenti in gran numero anche quelli che non sono nè onorevoli nè amministratori, nè tantomeno consiglieri comunali. Anche la visita di un sottosegretario è di fatto diventata un affare da consumarsi in famiglia. Nella grande famiglia Pd, ogni giorno più larga, dove tutti si amano e si vogliono un bene da pazzi.
Giovanni Lava

mercoledì, ottobre 14, 2015

MIGRANTI: UNO SU MILLE.

Sono dieci e tutti africani quelli ospitati a Collegno.
Uno a mille. In uno a mille è calcolata la capacità di accoglienza di migranti nel nostro comune. Per cinquantamila abitanti cinquanta migranti. Al momento ne stiamo ospitando 10. Questi i numeri di quella che da molti è stata definita una vera e propria invasione, una riprova se ce ne fosse bisogno della malafede, ma anche dell'ignoranza dei dati reali di cui si nutre certa propaganda.
Dei migranti ospiti a Collegno se ne è parlato nella seconda commissione consiliare lunedì scorso. A descrivere la condizione umana di persone sospese nel limbo dell'attesa dell'esame per l'accoglienza o meno della richiesta di asilo politico è stato l'educatore della cooperativa Atypica che li segue. I dieci ospiti sono tutti maschi e per lo più di età compresa tra i 20 e i 30 anni di età. In questo momento sono tutti originari dell'Africa sub-sahariana. Sono ospitati presso il residence di Villa 5 nel parco Dalla Chiesa, una struttura tutta al femminile, motivo per cui avevano chiesto di ospitare delle donne. Il prefetto invece ha inviato tutti maschi. E' il prefetto, infatti, che assegna i migranti alle cooperative che hanno partecipato ad un bando pubblico, il comune non c'entra nulla. Come CIVICA vorremmo che si attivasse un po' di più visto che il Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegna l'amministrazione a dare il proprio contributo all'emergenza dell'accoglienza dei migranti. Ma L'assessore Maria Grazia De Nicola ha dato assicurazioni sul fatto che si stanno attivando per predisporre anche in collaborazione con parrocchie, privati ed associazioni un programma di accoglienza. Il tutto sempre coordinato dalla prefettura.
Tornado ai dieci profughi ospiti a Villa 5, tutti arrivati in Italia con i barconi della morte, la loro condizione è quanto mai difficile sia dal punto di vista economico che psicologico. Dopo aver percorso migliaia di chilometri in condizioni inenarrabili e subito violenze di ogni tipo, si ritrovano qui ad attendere un responso che si fa attendere anche per due anni, tanto ci mettono le commissioni territoriali che devono concedere o meno l'asilo politico. Un tempo infinito in cui tra l'altro non possono neppure cercare un lavoro per integrare i 2,50 euro al giorno che percepiscono per le piccole spese quotidiane. Cifra che alcuni di loro mettono da parte per spedirla alla famiglia in Africa dove con 40 euro si sfamano per un mese.
I famigerati 35 euro che lo Stato spende comprendono i 2,50 e tutte le spese di vitto, alloggio, vestiario, trasporti ecc. In ogni caso finora il Comune di Collegno non ha speso neppure un centesimo del proprio bilancio.
Molti consiglieri comunali hanno posto il problema di come come rendere "visibile" la presenza di queste dieci persone a Collegno, di come far uscire da una sorta di "clandestinità" la loro presenza. Si è parlato di incontri nelle scuole, di iniziative varie anche di festa per abbattere il muro di diffidenza o indifferenza che li circonda, ma anche semplicemente di non visibilità. Infatti è grazie alla mozione presentata da CIVICA sull'accoglienza che è saltata fuori la presenza a Collegno di questi profughi in attesa di asilo politico. Richiesta di asilo politico che alcuni di loro difficilmente vedranno accolta. E allora per loro si aprirà il dramma del previsto rimpatrio. Rimpatrio che nessuno di loro prende neppure in considerazione dopo la fatica e i pericoli per la loro stessa sopravvivenza per arrivare sin qui.
In ogni caso, a nostro modesto avviso,  è bene che i cittadini di Collegno conoscano le loro storie meglio e possibilmente un po' più da vicino.
Giovanni Lava

sabato, ottobre 03, 2015

LA SIEPE E IL DECORO.

Quando è troppo, è troppo.
Come sempre consiglio comunale fiacco giovedì sera 1° Ottobre . La prima volta che CIVICA ha votato a favore di tutte le delibere all'ordine del giorno dato che si occupavano di modifiche di poco conto di regolamenti e convenzioni esistenti. Nonostante la banalità delle delibere, il consiglio è riuscito ancora una volta a consumare tutto il tempo a disposizione grazie al perenne e ormai stucchevole battibecco innescato a ripetizione dal mega consigliere del CentroDestraUnitiperCollegno Boetti Villanis e alimentato di rimando dal capogruppo del Pd Molinari. Il loro ego smisurato - due giganti in ogni senso - li induce a tener banco sul nulla o quasi, facendo strame dei lavori del consiglio. Sta di fatto che dall'inizio del mandato, pur dovendo affrontare poche delibere e spesso anche di poco conto, non si riesce a discutere più di una mozione, quando va bene. In questo modo siamo arrivati ad avere in elenco ben 47 mozioni da prendere in esame. Con questo ritmo non basterà il mandato per smaltirle tutte. Se poi si pensa che vi sono gruppi che continuano a sfornarne a ripetizione con il sistema del copia e incolla su argomenti i più vari e bizzarri, quasi mai attinenti alla città di Collegno se non in senso molto molto lato, non basteranno neppure i prossimi 10 mandati per discutere tutte le 47 e quelle che verranno.
In questo grigiore però non posso non segnalare come nota di colore la risposta (leggi) che gli assessori competenti hanno dato all'interrogazione di CIVICA sulla "potatura" della siepe del parco Dalla Chiesa lato corso Pastrengo.
Così ora sappiamo che i pifferai magici che amministrano Collegno eliminano i topi abbassando una siepe da tre metri a uno. Si tratterà dei famosi topi volanti.
Di solito quando si ha un'area come quella del parco così frequentata da cittadini di ogni età che amano la quiete, non dispiace che tra quell'area e un corso trafficato come quello di corso Pastrengo ci sia una barriera verde. Qui invece si è voluto dare visibilità, ma a chi o che cosa? Ma  ciò che fa più scompisciare dal ridere è quella di presentare il vandalismo effettuato in piena estate, e che estate, come un'opera finalizzata al decoro urbano.


Ebbene andate a vedere in che condizioni versa oggi quella siepe, coperta dalle erbacce e dai rovi quasi non la si vede più. Le foto che pubblichiamo danno solo una lontana immagine della realtà. In ogni caso cliccateci sopra per godere meglio del decoro voluto dagli assessori.














Altro che decoro.
Giovanni Lava

giovedì, ottobre 01, 2015

E COLLEGNO RIGENERA VA.


Tante le manifestazioni di interesse e siamo solo a metà del guado.

La  cautela è d'obbligo, conoscendo i nostri polli. Ma l'iniziativa dell'amministrazione comunale che va sotto il nome di Collegno Rigenera, dopo le criticità iniziali, pare aver imboccato la strada giusta.
Innanzitutto è stata prorogata la scadenza dal 15 settembre al 30 di ottobre. Poi hanno preso atto delle critiche venute soprattutto da CIVICA per un avvio che aveva lasciato di fatto fuori il consiglio comunale, l'organo che per legge dovrà accogliere o bocciare le proposte che arriveranno.
Giovedì scorso, infatti, in commissione urbanistica l'assessore Barbara Martina ha illustrato lo stato dell'arte del percorso e non sono mancate le sorprese. La più eclatante è quella che vede l'area di via Antonelli (Metropolis) e quella dell'ex Mandelli interessate a salire sul carro di Collegno Rigenera. Ma le due proprietà non si erano avvalse tre e due anni fa della legge 106? Che fine hanno fatto gli impegni allora sottoscritti con il Comune? Carta straccia. Con che credibilità oggi tornano a bussare alle porte del Comune? Forse è bene ricordare che contro la delibera Mandelli a votare da sola fu CIVICA. Fummo indicati al pubblico ludibrio. Etichettati come nemici del recupero di quell'area. Ora possiamo ben dire di aver avuto ragione di diffidare di un megaprogetto dall'evidente sapore preelettorale.
In ogni caso ad oggi le manifestazioni d'interesse pervenute sono quelle relative alle aree di seguito elencate: ex cinema Regina di via San Massimo; quella di Corso Francia tra via Cairoli e via Lamarmora (ex Parisienne e mobilificio l'Economica), l'area compresa tra la ferrovia, via S. Massimo e via Torino di proprietà delle Ferrovie dello Stato (ex sottostazione e residenze del personale delle ferrovie), l'area agricola lungo corso Sacco e Vanzetti nel Parco della Dora, l'area dell'ex deposito della Gtt su corso Francia; un area in via Pianezza, quella di via Antonelli (il palazzone di Metropolis); area ex Moreggia di via De Amicis.
L'elenco non finisce qui, perchè seppur ancora non formalizzate, incontri con l'amministrazione, preliminari alla formalizzazione di manifestazione d'interesse, ci sono stati tra i proprietari delle ex acciaierie Mandelli e Protex, della ex Sandretto di via Manzoni,  di Prima Industrie e il Comune di Torino per l'area dell'ex torre dell'acquedotto di via Catania.
Non bastasse tutta questa carne al fuoco, l'amministrazione intende mettere sul piatto una serie di aree di proprietà comunale che ritiene possano contribuire a "rigenerare" la città: aree  di corso Pastrengo vicine all'ex Mandelli, aree limitrofe al comparto dell'Area Centrale, i Laboratori di piazzale Avis, l'area di via Catania e l'area della ex stazione delle ferrovie di via Colombo.
A questo punto in attesa del termine del 30 ottobre, l'assessore Martina ha indicato le prossime fasi di percorso: la formalizzazione di un gruppo di lavoro che si occupi dell'istruttoria delle proposte e dei relativi progetti; una fase di partecipazione attraverso il coinvolgimento dei comitati di quartieri e dei cittadini con l'allestimento di chioschi informativi all'interno delle manifestazioni cittadine: una fase di concertazione che coinvolga i proponenti pubblici o privati, l'amministrazione e enti come la Città Metropolitana e la Regione.
Contemporaneamente proseguirà il lavoro di aggiornamento della commissione urbanistica (la prossima - è stato detto - si terrà subito dopo la conclusione del bando). A ciò si aggiungerà una Commissione cittadina che veda rappresentanti dei comitati di quartieri e del gruppo di lavoro di approfondimento. Infine, nelle intenzioni dell'amministrazione, vi è anche il proposito di coinvolgere nel processo giovani architetti iscritti all'Albo.
Il programma, dunque, è quanto mai ambizioso. Nelle intenzioni si vorrebbe rivoltare la città come un calzino e riqualificare tutto ciò che merita di essere riqualificato senza produrre nuovo consumo di territorio, anche se il premio del 35% di cubatura e la possibilità di ribaltare in altre zone della città questa cubatura suscita molte preoccupazioni.
Un altro rischio è quello che ogni intervento faccia storia a sè senza un disegno unitario che lo giustifichi. Trovare poi un equo interesse pubblico non sarà cosa da poco. Infine la scarsità delle risorse economiche sia pubbliche che private possono produrre progetti di massima che resteranno sulla carta. Così in una sorta di tela di Penelope si continuerà a progettare e riprogettare senza mai giungere ad una fine degna e a tempi accettabili di realizzazione.
Detto ciò come CIVICA, pur tenendo fermo il nostro atteggiamento critico da forza di opposizione responsabile, non possiamo non seguire e incoraggiare questo percorso di rigenerazione urbana che sta mettendo in gioco così tanti soggetti e si spera anche tanti cittadini. La nostra diffidenza è immutata rispetto alla genuinità delle scelte e dei percorsi, ma siamo pronti a fare la nostra parte.
In commissione urbanistica abbiamo proposto, una volta conclusa questa prima fase di ricognizione, di provare come consiglio comunale a individuare dei criteri di valutazione prima di arrivare a decidere quali proposte sono accoglibili e quali vanno rifiutate. Ci sembra di aver capito che da parte della maggioranza vi è la disponibilità a lavorare insieme. Avremo modo di verificarlo molto presto.
Giovanni Lava

martedì, settembre 22, 2015

CONSULTA PER L'AMBIENTE: MEGLIO TARDI CHE MAI.

Ci si può iscrivere fino al 30 settembre. E giovedì Collegno Rigenera.
Scade il 30 settembre la possibilità per i cittadini interessati di iscriversi alla Consulta per l'Ambiente.  I cittadini che fossero interessati possono iscriversi compilando il modulo da scaricare dal sito del Comune (leggi).
Con più di un anno di ritardo sul rinnovo dell'amministrazione comunale la giunta Casciano si è decisa a ripristinarla. i motivi di questo ritardo restano ignoti. Ad un'interrogazione di CIVICA risalente allo scorso gennaio, l'assessore Manfredi aveva risposto che stavano lavorando ad una modifica del regolamento. Di quali modifiche si trattasse e perchè non è dato sapere. E' per questo che CIVICA ha presentato una nuova interrogazione che pubblichiamo sotto.
Se è pur vero che la Consulta nel corso dell'amministrazione precedente non era stata entusiasmante, i lavori che si erano prodotti sulle principali tematiche ambientali della città hanno sicuramente influenzato i programmi di molte forze politiche cittadini e crediamo lo stesso assessorato.
Ciò che sconcerta è il fatto che nessuna delle associazioni ambientaliste ancora esistenti sul territorio nè nessuna delle altre forze politiche in questo anno e passa abbia sentito la necessità di chiederne il ripristino, per cui sembra quasi che l'esistenza o meno della consulta sia un cruccio solo di CIVICA e del sottoscritto.
Un altro fatto degno di nota in questo asfittico mondo politico collegnese è il prolungamento dell'iniziativa COLLEGNO RIGENERA alla fine del mese di ottobre dall'iniziale 15 settembre previsto.
Quando agli inizi di luglio sottolineammo il fatto che la data del 15 settembre fosse assolutamente impropria (leggi), visto che di mezzo c'era l'estate e le vacanze, ricevemmo la reprimenda del sindaco che invece sosteneva che fosse del tutto consona essendoci due mesi di tempo. La scadenza era tanto consona che lo stesso sindaco e la sua giunta hanno sentito la necessità di rinviarla alla fine di ottobre. Fa piacere che qulche volta si ascolti il nostro contributo critico fatto a fin di bene. in ogni caso che volesse saperne di più sullo stato dell'arte, può partecipare ai lavori della commissione urbanistica previsto per giovedì prossimo alle ore 18 presso la sala matrimoni (piano terra del municipio, sulla destra entrando) che ha come ordine del giorno il seguente: “AGGIORNAMENTO SUL PROGRAMMA DI RIGENERAZIONE URBANA, SOCIALE E ARCHITETTONICA".
Giovanni Lava



Interrogazione con risposta scritta e orale

 Al Sindaco di Collegno
Oggetto: La nuova Consulta per l’Ambiente
Considerato che:
·       da più di un anno, dall’avvento dell’amministrazione Casciano,  si attendeva la costituzione della nuova Consulta per l’Ambiente;
·       la Lista CIVICA per Collegno in data 14 Gennaio 2015 chiedeva conto all’assessore competente del ritardo;
·       nella risposta all’interrogazione, l’assessore Manfredi così rispondeva: “L'Amministrazione Comunale sta compiendo verifiche e valutazioni sul percorso fatto, al fine di proporre al Consiglio Comunale alcune modifiche da apportare al "Regolamento per il funzionamento della consulta per l'ambiente",  finalizzate a  migliorarne alcuni aspetti gestionali, tenendo conto anche  delle proposte emerse dagli stessi membri della Consulta in relazione all'esperienza maturata”;
·       dal sito del Comune ora si apprende che entro il 30 settembre prossimo è possibile per chi fosse interessato presentare la domanda per partecipare alla Consulta per l’Ambiente sulla base del vecchio regolamento;
 Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e all’assessore competente per sapere:

1.    Visto che al Consiglio Comunale non risulta siano state presentate modifiche al regolamento, i motivi che hanno indotto l’amministrazione a ripristinare la Consulta per l’Ambiente con circa 15 mesi di ritardo;
2.    Che fine hanno fatto le modifiche migliorative di cui l’assessore parlava;
3.    Quale ruolo la Consulta, se si pensa ne debba avere uno, dovrebbe avere nei progetti dell’amministrazione.

Collegno, 14 Settembre 2015
Giovanni Lava  

INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE GIOVANNI LAVA DEL GRUPPO CONSILIARE CIVICA MOVIMENTO DEMOCRATICO PER COLLEGNO IN MERITO A LA NUOVA CONSULTA PER L'AMBIENTE. [iride]944558[/iride] [prot]2015/48961[/prot].

giovedì, settembre 17, 2015

CONDANNATO PER VOTO DI SCAMBIO A COLLEGNO, CONTINUA A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE A TORINO.

L'indagine nata da un esposto di CIVICA.
E' stata inutile l'attesa della ripresa di settembre per cogliere un qualche fremito di condanna morale dei fatti o di autocritica da parte del sindaco o di qualcuno dei partiti della sua coalizione elettorale. Come il classico struzzo ancora una volta hanno preferito tutti cacciare la testa sotto la sabbia e far finta che non fosse accaduto nulla. Eppure risale al 15 luglio scorso la condanna del loro compagno di coalizione Massimiliano Miano della lista dei Moderati, condannato a 5 mesi e dieci giorni di carcere per voto di scambio. Il candidato alleato di Casciano ha patteggiato la pena, quindi non ci saranno appelli, seconde istanze, ne dubbi sul fatto che avesse promesso posti di lavoro (inesistenti) in cambio di voti.
I collegnesi sono stati per fortuna più avveduti, visto che hanno limitato il loro consenso ad una lista alleata del Pd, nata come un fungo con un'operazione politica molto discutibile che metteva insieme tre consiglieri uscenti di opposizione dura e pura al Pd stesso (Luca Crivellaro Pdl, Alessandra Sardo Fratelli d'Italia e Lorenzo Ceretto ex Lega), una certa Zurlo (tanto per infastidire l'altro Zurlo, l'ex assessore, alleato, ma a quanto pare caduto in disgrazia per lesa maestà). Nalla lista figurava anche il signor Miano, già consigliere comunale per i Moderati a Santena e di circoscrizione a Torino, catapultato a Collegno con l'obbiettivo di fare l'assessore se la lista avesse avuto successo.
Il sindaco Francesco Casciano è stato fortunato che la lista dei Moderati non abbia superato il quorum. Oggi si sarebbe ritrovato con un assessore condannato per voto di scambio in giunta. Infatti il voto di scambio in qualche modo aveva dato i suoi frutti in termini di preferenze, visto che Massimiliano Miano ha ottenuto 119 preferenze, contro le 99 di Luca Crivellaro, le 52 di Alessandra Sardo e le 45 di Lorenzo Ceretto. Un signore mai visto nè sentito a Collegno che ha raccolto più voti dei consiglieri comunali uscenti grazie alla sua campagna elettorale fatta di promesse di posti di lavoro e di omaggi di scatole di caffè. Secondo la prassi collegnese se la lista avesse preso un consigliere, sarebbe toccato a lui fare l'assessore, visto che aveva raccolto più preferenze.
Ebbene questo reo confesso, dopo la condanna - a quanto risulta dal sito web del Comune di Torino, ma ci piacerbbe essere smentiti - continua tranquillamente a fare il consigliere di circoscrizione a Torino, la IX, dove per di più ricopre la carica di presidente della commissione urbanistica e quella di vicepresidente della Circoscrizione. Forse sarà per questo che a Collegno sono tutti zitti e muti per non disturbare gli equilibri torinesi e un alleato tanto importante e "capace" in vista delle elezioni della prossima primavera.
E' interessante però capire anche come si è arrivati alla condanna di Miano. Durante la campagna elettorale dello scorso anno a Collegno era vox populi che questo candidato stava utilizzando metodi poco ortodossi per farsi pubblicità, tanto che ne parlammo su questo blog (leggi) e denunciammo la cosa sul numero elettorale di PuntodiVista in un articolo in cui preannunciavamo un esposto alla magistratura. Siccome tutti i nostri avversari hanno letto PuntodiVista, a sentire le feroci critiche che ci rivolsero in campagna elettorale per quanto vi era scritto, nessuno potrà dire di non aver saputo, senza mentire spudoratamente. Sapevano, ma si comportarono come le famose scimmiette: non videro, non sentirono, non aprirono bocca.
Per quanto riguarda CIVICA le cose andarono diversamente. In una riunione della lista raccontai di quanto si andava dicendo in giro. Più di uno me ne aveva parlato. Uno dei candidati disoccupati della nostra lista saltò su dicendo: "Ma anch'io ho risposto all'annuncio su Internet che invita a presentarsi per un colloquio di lavoro, colloquio che ho dopodomani". A quel punto invitammo il nostro candidato a registrare il colloquio. Detto fatto. Con quella registrazione ci siamo recati poi in Procura per segnalare la cosa. La polizia giudiziaria ha ritenuto la cosa degna di indagine e tutto è partito da lì. Io stesso sono stato convocato come testimone e non solo io. Gli inquirenti hanno poi trovato altri riscontri nel racconto di giovani che avevano risposto all'annuncio e che hanno confermato i fatti da noi riferiti. Per una volta il diavolo ha fatto la pentola ma non il coperchio.
La cosa può sembrare di poco conto, ma vi assicuro che andare in Procura, essere convocati anche solo come testimoni non è mai cosa semplice o banale che si fa a cuor leggero. Ma a differenza di tutti gli esponenti sia di maggioranza che di opposizione che si sciacquano tanto volentieri la bocca con discorsi moralistici ma che alla bisogna si girano dall'altra parte, noi della Lista CIVICA per Collegno siamo orgogliosi di aver potuto dimostrare ancora una volta di avere il coraggio necessario a denunciare il malaffare, quando ne veniamo a conoscenza, come ci detta la nostra coscienza e come ci chiede chi ci ha votato.
Dopo che sull'interrogazione presentata sul rinvio a giudizio, il sindaco ha risposto (leggi) con il garantismo di rito, siamo curiosi di ascoltare la risposta all'interrogazione presentata a condanna avvenuta che pubblichiamo sotto.
Vorrei concludere sottolineando il fatto che il reato di cui si è macchiato il Miano noi lo consideriamo gravissimo, non solo per l'inquinamento poco o tanto della competizione elettorale che ne è seguito, ma anche e soprattutto perchè esercitato ai danni di decine di giovani alla ricerca disperata di un'occupazione. Un'azione imperdonabile.
Giovanni Lava



Al Sindaco di Collegno

Interrogazione con risposta scritta e orale

Oggetto: Condanna per voto di scambio
 A seguito della condanna per patteggiamento  a cinque mesi e dieci giorni per voto di scambio del candidato della lista dei Moderati Massimiliano Miano;
·       Vista la Sua risposta alla precedente interrogazione di CIVICA del 26 Maggio 2015 sul medesimo argomento in cui affermava di attendere l’esito giudiziario per esprimere un giudizio;
·       Considerato che il soggetto in questione risulta essere ancora consigliere della IX circoscrizione di Torino, in cui ricopre la carica di presidente di commissione nonchè di vicepresidente della circoscrizione stessa;

  Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per    Collegno” interroga il Sindaco per sapere:

1.    Se in presenza della condanna per patteggiamento del candidato della sua coalizione è ora in grado di esprimere un pubblico giudizio di condanna e di presa di distanza da quanto è accaduto nel corso della campagna elettorale dello scorso anno senza che né Lei, né il suo partito né gli altri partiti della sua coalizione intervenissero per metter fine ad uno scandalo che era sulla bocca di tutti;
2.    Se intende chiedere al Sindaco Fassino e ai dirigenti del suo partito a livello torinese di intervenire affinchè al soggetto in questione alla luce della condanna subita, visto il tipo di  reato commesso, vengano chieste pubblicamente le dimissioni da consigliere di circoscrizione.

Collegno, 16 Settembre 2015
Giovanni Lava  


lunedì, settembre 07, 2015

L'EROE DALLA CHIESA E LA POLITICHETTA LOCALE.

Commemorazione del generale a 33 anni dalla sua uccisione.
Ben ritrovati. Un caro saluto a tutti i nostri lettori.
Con la commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa il tre di settembre la vita politica collegnese ha ripreso a battere. Parola del sindaco Francesco Casciano. Peccato che il battito sia stato da subito debole e inconsistente così come lo avevamo lasciato agli inizi di luglio. Per la verità all'apparenza la ripartenza è avvenuta in pompa magna, sia per i personaggi presenti che per la gente e i colori delle bandiere al vento.
L'ospite d'onore era di grande livello, il procuratore capo del Tribunale di Torino Armando Spataro che in gioventù ha lavorato con il generale Dalla Chiesa e di questi conserva molti ricordi personali. Purtroppo la platea dei cittadini presenti per poter ascoltare dalla sua viva voce il ricordo del generale ha dovuto attendere più di mezzora, visto che il sindaco si è fatto prendere la mano e non solo ha parlato di lotta alla mafia, ma anche del suo formidabile lavoro di amministratore della città dalla citata  e ricitata metropolitana, ai portici della Certosa a Collegno Rigenera ...  Ad un certo punto dell'epopea sindacale che non mostrava segno di voler lasciare il microfono abbiamo colto un certo imbarazzo addirittura tra i supporter più fedeli del sindaco, con il procuratore Spataro che continuava a sfogliare sempre più impaziente i suoi appunti e l'altro personaggio che si grattava sulla testa perplesso (vedi foto in alto). Ci chiediamo che fine abbia fatto lo staff del sindaco che dovrebbe servire proprio a sostenerlo nell'affrontare queste situazioni.
Quando finalmente il procuratore Spataro ha potuto prendere la parola, dai suoi ricordi a 33 anni dalla morte è emersa ancora una volta la forza e l'intelligenza del generale Dalla Chiesa, un uomo che ha lottato una vita intera contro la mafia e contro il terrorismo e che qualcuno ancora oggi tenta di sminuire o infangare. Un discorso quello di Spataro per niente di circostanza e non privo di vis polemica verso la politica italiana e le sue discutibili scelte.
Una riflessione è d'obbligo. Riconosciuto come un dovere ricordare figure come quelle del generale Dalla Chiesa che tutto hanno dato allo Stato e alla democrazia di questo paese, non sappiamo quanto le manifestazioni e le marce che tanto piacciono alla politica nazionale e locale siano poi davvero efficaci nel contrastare le mafie, visto che intanto le infiltrazioni mafiose anche nel nostro territorio aumentano invece che diminuire. Se parlare di mafia soprattutto ai giovani è importante per la formazione di una coscienza critica, la retorica fine a se stessa, che si accompagna a comportamenti amministrativi discutibili e alla ricerca del consenso elettorale ad ogni costo, lascia il tempo che trova. Più che dichiarazioni altisonanti come abbiamo ascoltato ancora una volta il 3 settembre, vorremmo una maggiore coerenza amministrativa e politica, per esempio tenendo lontano dal palazzo e dagli appuntamenti elettorali gli arrivisti di ogni risma, piuttosto che imbarcarli pur di vincere le elezioni. Vorremmo una maggiore attenzione nelle amicizie e nei contatti per evitare di scoprire solo dopo che si frequentavano mafiosi senza saperlo. Bisognerebbe prendere esempio proprio dal generale Dalla Chiesa che agiva in silenzio nell'azione di contrasto alla mafia più che declamarla nelle piazze. O almeno non limitarsi solo a quello.
Giovanni Lava
P.S. A lato della manifestazione del 3 settembre, ha fatto molta impressione su molti dei presenti la grande prova muscolare fornita dalla polizia municipale che ha fatto intervenire un numero imprecisato di carri attrezzi per rimuovere almeno una decina di auto parcheggiate nonostante vi fosse il cartello di divieto di sosta in occasione della manifestazione.

Ciò che ha lasciato interdetto qualche cittadino presente è stato il fatto che non ci si è limitati a multare come era giusto il mancato rispetto del divieto, ma che si facessero rimuovere le auto nonostante fosse evidente che non creassero apparentemente alcun intralcio alla manifestazione. Un accanimento verso gli ignari seppur distratti e quindi colpevoli cittadini che forse si poteva evitare.

domenica, luglio 12, 2015

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE.
















Un anno di ordinaria amministrazione.
Con il consiglio comunale del 9 luglio scorso si è chiuso il primo anno dell'amministrazione Casciano. Come avevo scritto nell'articolo per Collegno Notizie che avrebbe dovuto essere pubblicato e distribuito a Giugno - a quanto pare lo sarà a settembre - la giunta Casciano in questo primo anno si è limitata all'ordinaria amministrazione. E giovedì scorso ha chiuso come aveva iniziato un anno fa: a parte alcune incredibili amenità da parte del solito gruppo di opposizione su cui è meglio stendere un velo pietoso, nulla da segnalare.
Forse l'unica nota di rilievo è stato, dopo le critiche su questo Blog, ribadite in aula dal sottoscritto, il riconoscimento da parte del capogruppo del Pd dell'errore di non aver portato il progetto COLLEGNO RIGENERA all'attenzione della commissione urbanistica prima di renderlo pubblico. E con il riconoscimento dell'errore l'impegno a non ripeterlo più e a coinvolgere il consiglio comunale nei passaggi successivi.
E' stato poi consentito al sottoscritto, con l'opposizione del gruppo di cui sopra, di condannare pubblicamente l'aggressione politica e personale messa in atto dalla Lega con l'ormai infelice manifesto sui migranti e allo stesso tempo ringraziare tutti coloro che mi hanno espresso la loro solidarietà a partire da Sel e dal Pd che sono poi intervenuti a loro volta a condannare l'impresa della Lega collegnese. Lega che, non paga del manifesto, ha ribadito in consiglio le accuse con il solito armamentario che vuole ogni migrante uguale a clandestino e ogni clandestino uguale a delinquente.
Dopo questo consiglio la vita politica collegnese  riprenderà - si fa per dire - a settembre e anche le pubblicazioni su questo Blog .- a meno di fatti eccezionali - riprenderanno allora
.
Buone vacanze a tutti i nostri affezionati lettori.
Giovanni Lava 

lunedì, luglio 06, 2015

COLLEGNO RIGENERA E IL POPULISMO DELL'ISTITUZIONE.


Grande successo di pubblico. Grandi anche le perplessità sui tempi e sul metodo.
Il film sulla rigenerazione urbanistica di Collegno sotto il regno di Casciano I° ha una precisa data d'inizio: lunedì 29 Giugno 2015, ore 21 presso la Sala Consiliare nel Parco Dalla Chiesa. Titolo di testa: COLLEGNO RIGENERA.
L'entusiasmo del Sindaco per il primo vero atto politico della sua amministrazione lunedì scorso era quasi incontenibile tanto che gli occhi gli sbriluccicavano felici come quelli di un bambino.
Tutto si potrà dire tranne che egli non creda ciecamente nella bontà e nel successo del processo avviato lunedì scorso. E a naso appare in assoluta buona fede.
Il motore della trasformazione prossima ventura della città ha un solo nome: prolungamento della metropolitana fino a Cascine Vica. Incrociando le dita - venerdì scorso era la festa di San Tommaso - visto che come ormai tutti sanno i finanziamenti al momento sono solo ancora delle promesse sulla carta.
Il popolo comunque lunedì scorso è accorso numeroso alla chiamata, tanto che alcuni hanno dovuto rinunciare perchè non sono riusciti ad entrare nella sala piena come non mai.
Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.
Non sempre, infatti, è oro  tutto quello che luccica. Quanti fossero semplici cittadini e quanti invece clientes e famigli difficile a dirsi. A prima vista il secondo gruppo appariva decisamente più numeroso del primo. La cartina di tornasole? A fronte di così tante persone assetate di partecipazione è stato assolutamente deludente il numero degli interventi da parte del pubblico: solo quattro!
Alle 22 e 30 la cerimonia era già finita e tutti a casa..
L'obiettivo dichiarato dell'amministrazione è quello di avviare, partendo da un Avviso pubblico, un processo di rigenerazione urbana attraverso interventi di recupero e di riqualificazione ad opera di privati o enti pubblici che hanno titolo su aree degradate e/o abbandonate della città. Tutto ciò dopo che hanno presentato le loro proposte sulla base dell'articolo 14 della legge regionale n° 20 del 2009 e dopo che queste sono state recepite all'interno di una variante urbanistica che il consiglio comunale dovrà approvare. Le cosiddette manifestazione di interesse dovranno pervenire in Comune entro le ore 12 del 15 settembre 2015.
"Le manifestazioni d’interesse all’inclusione nel Programma dovranno essere supportate da
concreti progetti di riqualificazione urbanistica ed edilizia, finalizzati al miglioramento della qualità
urbana e a una maggiore compatibilità ambientale degli insediamenti esistenti". Così recita l'Avviso. In soldoni le proposte dovranno dimostrare di essere utili non solo a chi le avanza, ma anche alla città.
Tutto qua. Cioè nulla di nuovo rispetto a quanto sotto altri titoli aveva provato a fare il sindaco Accossato senza successo nei dieci anni precedenti. Nell'augurare al sindaco Casciano una sorte migliore, non possiamo non domandarci dove stia la partecipazione dei cittadini in quanto tali, partecipazione tanto sbandierata. Nel manifesto affisso per le vie della città al fondo si invitano i cittadini a segnalare eventuali aree abbandonate e idee per il loro recupero e la loro riqualificazione, ma di ciò non si trova traccia nè nell'avviso pubblico di cui sopra. Non è da lì che si attendono miracoli. Ma si tratta di un peccatuccio veniale, quello di voler far credere ai cittadini che possono dire la loro e incidere davvero sulle scelte.
I peccati capitali sono altri. Innanzitutto la scadenza del bando al 15 settembre. Ma come, dico io, hanno ponzato per un anno intero e poi fanno partire l'operazione al Primo di Luglio in mezzo alla calura e quando la gente va in vacanza?
A leggere il bando non si tratta solo di presentare un'idea, ma un vero e proprio progetto edilizio-urbanistico, una cosa seria che richiede tempo per essere elaborato. A meno che uno non ce l'abbia già pronto perchè chi doveva sapere non aveva bisogno di aspettare il bando. Magari un bel progetto di social-housing sull'orto del Barone davanti a piazzale Avis, così per fare un esempio.
E' stato detto che si parla solo di edificare su aree con edifici abbandonati. Peccato però che la legge consente di abbattere in un luogo e costruire la volumetria da un'altra parte, magari su di un'area libera.
Ma la chicca, secondo noi di CIVICA, sta in un processo partecipativo dal basso - così sostiene il sindaco - che inizia tagliando fuori l'organo rappresentativo per eccellenza e cioè il consiglio comunale che è poi l'organo che sarà chiamato ad approvare la variante urbanistica.
Martedì scorso sono riusciti a convocare una commissione urbanistica di un quarto d'ora per illustrarci la cancellazione di una pezzettino di via che non c'è e in tutti questi mesi che siamo stati tutti a girarci i pollici  non hanno trovato il tempo per convocarne una in cui presentare il progetto COLLEGNO RIGENERA prima di renderlo pubblico. davvero uno strano modo di intendere la partecipazione e la condivisone dei percorsi decisionali.
Visto che a noi di CIVICA sta a cuore la rigenerazione della città dal punto di vista urbanistico come sta a cuore alla maggioranza politica e amministrativa del sindaco e forse anche qualcosina in più, vorremmo poter contribuire all'approvazione di progetti di qualità per la città, a condizione che il consiglio comunale sia il luogo dell'analisi e della scelta dei progetti e non solo il luogo della ratifica di decisioni prese altrove. C'è un modo molto semplice per iniziare a recuperare la svista iniziale. Subito dopo la scadenza del 15 settembre tutti i progetti pervenuti vengano portati in commissione urbanistica e illustrati dai tecnici comunali. Poi su quei progetti chiamare a consulto i cittadini prima di ogni decisione. Così per iniziare dal concreto.
Giovanni Lava

venerdì, luglio 03, 2015

ATTILA A COLLEGNO



Siepe del parco Dalla Chiesa triturata. Interrogazione di CIVICA.
Ci risiamo, dopo le potature primaverili degli alberi della città, ora siamo alle "potature" estive delle siepi del parco, mentre continuano le segnalazione di tagli di alberi qua e là per la città (vedi via Venaria).
Ieri ho ricevuto l'email che segue. Ho subito compilato l'ennesima interrogazione che trovate sotto, pur sapendo che davvero non c'è speranza finchè chi è responsabile della cura del verde a livello tecnico e politico non avverte la gravità dei fatti segnalati dal cittadino e anzi risponde con sufficienza e qualche volta anche arroganza. (G.L.)


Buongiorno consigliere Lava
non so se è già al corrente dello scempio della siepe di lauroceraso lungo tutto Corso Pastrengo. 
Sembra che sia passata una tromba d'aria sulla siepe...!! Le mando un paio di foto ... Ora ci sono degli operai credo del Comune (c'è sempre un furgoncino con l'insegna del Comune) che stanno cercando di rimediare tagliando con troncarami e tagliasiepi le sfilacciature fatte in precedenza. 

Ci è stato detto che hanno visto che le tagliavano con un macchinario montato su una specie di draga... 
Va bene che il lauroceraso si presta bene alle potature, ma così ci sembra eccessivo... bisogna vedere se le piante si riprenderanno e in che condizioni saranno dopo... 
Per non parlare poi del fatto che la siepe era rifugio di minilepri, uccellini, ricci e della bell'ombra che c'era quando si passava di lì al mattino... ora solo un deserto desolante.
Anche altre persone che passavano di lì hanno fatto foto e hanno detto che le manderanno in Comune per protestare. Buon lavoro.
Collegno 2 luglio 2015

Chiara e Paola



Al Sindaco di Collegno
Interrogazione con risposta scritta e orale

Oggetto: Vandalismo sulla siepe del Parco Dalla Chiesa.
Visto lo scempio praticato alla siepe di lauroceraso del Parco Dalla Chiesa lungo corso Pastrengo con l’intento pare di potarla in piena estate e nel momento più caldo della stagione di cui si allega una foto;
 Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e gli assessori competenti per sapere:
1)     Se il Comune ha deciso di infierire contro il patrimonio verde della città trasferendo le potature selvagge dagli alberi alle siepi;
2)     in base a quale articolo di legge o di regolamento si è agito questa volta;
3)     Se è in vista di questo programma di “cura” del verde cittadino che è stata abolita la Consulta dell’Ambiente;
4)     Se gli assessori “competenti” intendono assumersene la responsabilità decidendo di lasciare la poltrona a favore di qualcuno un po’ meno competente ma che ami sinceramente il verde pubblico e ne comprenda l’alto valore ambientale, culturale e anche etico.
Collegno, 3 luglio 2015
Giovanni Lava  










mercoledì, giugno 24, 2015

NESSUN ALBERO E' MORTO ???

L'assessore risponde a CIVICA: le potature sono fatte secondo la legge!
A proposito della potatura degli alberi nei viali cittadini CIVICA ha presentato un'interrogazione al Sindaco e  agli assessori competenti (vedi Ascia_selvaggia_colpisce_ancora).
Nel Consiglio comunale del 28 maggio ha ricevuto risposta dall'Assessore alla qualità della città Valentino Romagnolo (vedi Risposta).
Al punto 2 l'assessore risponde: "circa le norme sulle potature si sottolinea che le stesse, sebbene tardive, sono state eseguite tenendo conto dei criteri moderni dell'arboricoltura e applicando le tecniche legate al "taglio di ritorno" e alla "tutta cima", universalmente riconosciute dalla Comunità Arboricolturale Europea (EAC) come le migliori oggi applicabili."
Io non sono un giardiniere ma suppongo che se a un albero si tagliano tutti i rami non potrà che germogliare direttamente dal tronco.

Per sapere cosa accadrà al corso Antony basta andare a vedere che cosa è successo agli alberi lungo il cavalcavia di corso Kennedy che sono stati potati allo stesso modo l'anno scorso. Le chiome sono piuttosto goffe e i rami bassi ostruiscono il passaggio dei pedoni sul marciapiede e coprono i cartelli stradali.


Ritornando al Consiglio comunale l'Assessore ha quindi chiuso il suo intervento con questa battuta: "COMUNQUE NESSUN ALBERO E' MORTO!!!" Ah sì? e questi quattro alberi lungo il cavalcavia le sembrano ancora vivi?

A guardare la foto si direbbe invece che grazie a potature sbaglate gi alberi a volte muoiono.
Marco Viretti

lunedì, giugno 22, 2015

UN MANIFESTO CONTRO LAVA E CIVICA

Nel mirino della Lega per la mozione sui migranti.
Fare il consigliere comunale di questi tempi a Collegno è cosa abbastanza frustrante vista la palude amministrativa in cui siamo immersi. Per fortuna però che c'è la Lega (Nord?) a dare qualche soddisfazione con il manifesto affisso per la città con il quale mi mette alla gogna per aver chiesto che anche la città di Collegno facesse la sua parte per far fronte all'emergenza e quindi ospitare dei migranti.
Ebbene essere messo alla gogna per questo, e dalla Lega poi, per il sottoscritto e per CIVICA è un onore.
Al di là dello stravolgimento dei fatti per cui ogni migrante diventa per la Lega necessariamente un clandestino, la mozione di CIVICA, emendata e approvata insieme a Pd, Sel e Centro democratico (leggi) nell'ultimo consiglio comunale, è stata un piccolo segnale di civiltà contro la barbarie a cui assistiamo quotidianamente.
Personalmente trovo vergognoso e indecente paragonare i nostri concittadini in difficoltà con quanto sta avvenendo nel Mediterraneo, sulle nostre coste e ai nostri confini.
Far credere alla gente che se hanno delle difficoltà economiche la colpa è dei naufraghi e che facendoli annegare i nostri problemi si risolvono è abominevole.
Nulla di nuovo sotto il sole. E' dalla notte dei tempi che si sono scaricate sulle minoranze (ebrei, rom, saracini, ecc.) o sui paesi limitrofi la colpa delle proprie crisi economiche. Peccato che persecuzioni e guerre non hanno mai risolto i problemi di chi le ha scatenate, caso mai sono solo servite ai detentori del potere per allontanare da sè le proprie responsabilità.
Quello che è terribile è che batti e ribatti lo schema funziona sempre. Nel nostro piccolo lo abbiamo verificato anche in questi giorni che siamo stati come CIVICA nei mercati. Sempre più gente è convinta che i suoi problemi veri o presunti sono causati da negri, zingari e mussulmani. Un clima sempre più pesante si respira ovunque. C'è di che essere sinceramente preoccupati. Non sarebbe la prima volta che la maggioranza del popolo si fa abbindolare dal demagogo di turno per cacciarsi in avventure reazionarie e totalitarie di cui poi avrà di che pentirsi amaramente.
La folle idea che nell'epoca della globalizzazione, delle merci e dei capitali che possono viaggiare e fare quello che vogliono in giro per il mondo, si possano tenere le persone dietro i muri oltre che un'idea razzista è anche una pura illusione. Non si può fermare chi è disposto a perdere tutto anche la vita pur di sfuggire al suo triste destino.
Allora i nostri eroi de "prima la nostra gente" devono avere anche il coraggio di dire che sono disposti a sparare addosso a questa umanità dolente che si accalca alle nostre porte fino a che avranno proiettili sufficienti a fermarli. In gioco se ne hanno il coraggio c'è solo questa opzione, Dire che bisogna aiutarli nei loro paesi è un'ipocrita panzana, visto che anche in questo momento l'Africa è il continente più derubato delle proprie risorse, risorse così necessarie allo sviluppo economico della nostra "civile" civiltà occidentale, e che le guerre da cui molti dei profughi fuggono sono state causate dall'Occidente, Italia compresa.
Si viaggia di mistificazione in mistificazione. Se il nostro paese soffre più di altri la crisi economica mondiale, il merito è solo e tutto nostro e di chi ci ha governato. Pensare di uscirne alzando muri è una pia illusione. Personalmente sono convinto che purtroppo quello a cui assistiamo oggi sia solo la punta di un iceberg e che il peggio debba ancora venire. Mi auguro di sbagliare.
Giovanni Lava