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giovedì, marzo 05, 2015

SI E' SVEGLIATA DAL LETARGO LA GIUNTA CASCIANO?

Cambia la gestione della Lavanderia a Vapore e il pagamento della mensa scolastica.
Dopo otto mesi e passa di letargo pare che la Giunta Casciano cominci a dare qualche segno di vita. Il timido segnale è stato avvertito dagli osservatori più attenti nel consiglio comunale di giovedì scorso. A rompere il ghiaccio è stato l'assessore Matteo Cavallone con due delibere, una ha a che fare con la gestione della Lavanderia a Vapore e l'altra con la mensa scolastica. In entrambi i casi, a quanto si è potuto sapere, cambiare è stata più che una scelta una necessità, ma pur sempre di novità si tratta.
Nel primo caso la delibera sulla gestione della Lavanderia a Vapore prende atto che dopo sei anni di onorato servizio il modello precedente non aveva più un futuro. L'affidamento del centro per la danza al Balletto Teatro di Torino di Loredana Furno cesserà a maggio 2015 soprattutto per il venir meno dei finanziamenti regionali. A sostituire il precedente rapporto sarà un diverso gestore da reperire sulla base di quanto previsto dal Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte e il Comune di Collegno che garantirebbe a detta dell'assessore una maggiore certezza di finanziamenti regionali.
La Lavanderia a Vapore dovrà essere un centro per la produzione, ospitalità e promozione della danza aperta al mondo e non esclusiva di una sola compagnia come è stato finora. Compito del nuovo gestore dovrà essere quello di approntare programmi annuali di spettacoli di danza ma non solo, anche di altre attività artistiche.
Più rilevante dal punto di vista dell'interesse per i cittadini è stata poi l'approvazione della delibera che rivoluziona la gestione delle prenotazioni e del pagamento della mensa scolastica.
Il punto più discusso che cambierà le abitudini della famiglie con figli in età scolastica sarà il passaggio dal post al pre-pagato grazie all'informatizzazione di tutte le operazioni. Finora si pagava dopo aver usufruito della mensa, ora si pagherà prima, un po' come accade con i gestori telefoni cellulari. I vantaggi per l'amministrazione stanno nell'incassare prima le quote mensa e di veder ridurre la percentuale di insoluti, per i cittadini i vantaggi vanno cercati nella più flessibile possibilità di pagamento e nel pagare il numero effettivo dei pasti consumati e non sulla base di un consumo presunto con conguagli in ritardo con un conseguente più facile e immediato controllo.
A sentire l'assessore si è trattato in primo luogo di una scelta obbligata. La banca Unicredit che svolge le funzioni di cassa per il Comune finora ha garantito la bollettazione gratuita del pagamento dei pasti. Dal prossimo 31 dicembre non svolgerà più questo servizio gratis. Il suo pagamento sarebbe troppo oneroso e insostenibile per il Comune e finirebbe sulle spalle delle famiglie. Dall'altra vi sono ormai sia leggi che tanti buoni propositi che vogliono la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione. Con il progetto approvato si va nella direzione da tutti auspicata. I dettagli si trovano nella delibera (leggi).
CIVICA ha votato a favore di entrambe le delibere dando credito alle garanzie che ha fornito l'assessore circa i benefici che ne verranno per la città. In particolare abbiamo poi apprezzato il fatto che per quanto riguarda le operazioni di prenotazione mattutina dei pasti sulla base alle presenze per un anno al canale digitale si affiancherà il vecchio sistema cartaceo in modo da rodare il sistema e evitare spiacevoli sorprese. Soprattutto abbiamo apprezzato il fatto che l'assessore abbia garantito che nessun bambino sarà escluso dalla possibilità di consumare il pasto se i pagamenti dovessero risultare non in ordine e che il mancato pagamento rientrerà nel rapporto privato tra cittadino e amministrazione e quindi resterà fuori dalle aule scolastiche che devono restare finalizzate esclusivamente al rapporto educativo.
Giovanni Lava.

mercoledì, giugno 11, 2014

Gaudium magnum: Habemus giunta

Oggi pomeriggio Casciano ha firmato le nomine dei magnifici sette.
Quando ieri sera ho scritto il post precedente (Il consiglio c'è, manca la giunta) devono essere fischiate le orecchie al sindaco Casciano, per cui è corso subito ai ripari, così oggi ha firmato il decreto con la nomina dei sette assessori e convocato una conferenza stampa per le ore 11 di domani. Fino ad allora i nomi sono secretati, anche perchè manca ancora l'attribuzione di tutte le deleghe, ma noi siamo già in grado di farli quei nomi. Se siete in piedi, sedetevi prima di leggerli perchè potrebbe venirvi un mancamento.
Andiamo con ordine: Antonio Garruto, 42 anni, Pd, vicesindaco; Romagnolo Valentino, 53 anni, Pd; Martina Barbara, 43 anni, Pd; De Nicola Maria, 64 anni, Pd; Cavallone Matteo, 25 anni, Pd; Manfredi Enrico; 32 anni, Sel; Rossi Monica, 41 anni, Centro Democratico.
Così a naso Casciano ha copiato l'Accossato, facendo la brutta copia della giunta precedente. Qualche giovane rampante in più, qualche principe delle preferenze in meno, ma siamo lì. Nessuno che porti un valore aggiunto di esperienze professionali e gestionali. Dei signor nessuno che dovranno affidarsi alla bontà e professionalità dei dirigenti.
Sorprende il passo indietro di Tenivella, che però potrebbe aspirare alla presidenza del consiglio. Le preferenze non hanno salvato Macagno. Colpisce l'assenza dei socialisti che pure possono contare su tre consiglieri. Meglio tre consiglieri che un assessore? Forse. Straordinaria la nomina di Romagnolo, famoso per essere intervenuto tre volte nei cinque anni precedenti, ogni volta leggendo un foglio preconfezionato. Non sorprende la nomina di Manfredi, scelta che ha due conseguenze importanti: Tiziana Manzi che diventa consigliere per meglio rappresentare l'anima giovanile e quella ambientalista che in SEL hanno visto il sole dell'avvenire e lo stesso Manfredi che alle primarie e in campagna elettorale ha promesso a tutti una politica diversa dal passato e che invece si troverà da assessore ad avere le mani legate e anche i piedi. Illustre sconosciuta è l'assessore Rossi in quota Zurlo, a cui era stata promessa la punizione per aver accettato di sfidare il campione del Pd alle primarie ed essere arrivato pure secondo.
Ad una prima analisi tutti quelli che hanno osato a torto o ragione contrastare l'amministrazione Accossato prima e sfidare Casciano alle primarie sono stati messi fuori gioco. Casciano ha davanti cinque anni lisci come l'olio? Ma no. Le epurazioni le hanno sempre fatte, ma ogni volta i malpancisti sono rispuntati dove meno se lo aspettavano. Con queste scelte hanno accontentato alcuni e scontentato degli altri, che non mancheranno di presentare il conto dopo la luna di miele. Un'altra caratteristica che si perpetua Pd, questa volta in giunta, è il conflitto di interessi. Ma questa è un'altra storia. Oggi è giorno di festa. Brindiamo al nuovo sindaco e alla nuova giunta.
Giovanni Lava

mercoledì, giugno 11, 2014

IL CONSIGLIO C'E', MANCA LA GIUNTA

La quadratura impossibile del cerchio.
Ieri è arrivata la convocazione del consiglio comunale: 19 giugno ore 17,30 (in realtà come sempre si inizierà alle ore 18,30). Il consiglio comunale è convocato, ma buio assoluto sulla giunta. E non perchè il sindaco voglia farci una sorpresa, o perchè sia particolarmente abbottonato, semplicemente è ancora in alto mare. A dispetto della vittoria a tutto tondo del Pd non si è ancora trovata la quadra. Gli appetiti sono più forti di sempre, e di assessori per accontentare tutti invece che 7 come si legge nella delibera ce ne vorrebbero 17.  La difficoltà certo non nasce dal desiderio del neo-sindaco di voler ascoltare i nostri consigli. A quanto sostengono i ben informati il problema starebbe piuttosto nell'essere costretto a fare il contrario. "Cherche la femme". Le donne sono il problema più difficile da superare. La parità di genere scontenta troppi maschietti che sgomitano tra loro. Così il tempo passa. Casciano si è fatto battere da Chiamparino che di pressioni ne ha ricevute anche di più. A proposito di Chiamparino, siamo davvero dispiaciuti che la Zona Ovest sia rimasta senza assessori. Come nel concilio si entra papa e si esce cardinale, così i nostri due campioni Accossato e Boeti sono rimasti a bocca asciutta. Eppure per due settimane erano dati da tutti i giornali sicuri al cento per cento. L'ex sindaca ha incassato il colpo in silenzio. A "fare voci" invece è stato Nino Boeti, che l'ha presa proprio male. Certo vedersi preferito l'ex democristiano Saitta ... come dargli torto. Che ingrato, però, visto che proprio Saitta da sindaco di Rivoli lo aveva lanciato come suo assessore allo sport. Ha anche smentito di essere stato messo da parte solo perchè conosceva  Demasi, il padrino di Rivoli condannato a 14 anni di carcere, che era sì affiliato alla 'ndrangheta ma a sua insaputa.
In ogni caso che appetito ragazzi.