venerdì, maggio 15, 2015

CARO LAVA, NON SONO D'ACCORDO CON TE.

L'Italicum non è la medicina giusta.
Vorrei fare alcune riflessioni sull'articolo "A chi piace la melassa istituzionale" (blog di CIVICA, 29/04/2015) di Giovanni Lava..
In primo luogo desidererei sapere che cosa ne pensano i sostenitori di CIVICA, che inviterei ad esprimersi pubblicamente, utilizzando, se possibile, il blog.
Per quanto mi riguarda, non condivido le opinioni espresse da Giovanni in questo articolo.
Premetto che la mia cultura in campo istituzionale è modesta e l'informazione che ho dell'"Italicum" e della proposta di legge sulla scuola è tecnicamente carente; tuttavia sento di dover esprimere alcune opinioni.
Forse non sarà l'"Italicum" ad ammazzare la democrazia. Fatto è che questa sta già abbastanza male e la nuova legge elettorale non fa da medicina. E' piuttosto un sintomo grave di malattia. Ci vuole una bella faccia tosta per proporre una legge
che ricopia e riesce a peggiorare l'incostituzionale "Porcellum". Piuttosto che proporre avrei dovuto dire imporre, visto come si è sviluppato l'iter di approvazione.
La faccia tosta comunque non è mai soltanto il modo di comunicare di un singolo personaggio spregiudicato, è anche il frutto della favorevole condizione che gli permette di esprimersi così.
Condizione di grave crisi della rappresentanza. Checchè si possa dire (a ragione) sulla qualità scadente di molti nostri rappresentanti, io sono fermamente convinto del valore fondamentale del Parlamento. La nostra è una democrazia rappresentativa e il Parlamento ne è l'Istituto cardine.Non mi fanno cambiare idea quelli che, frustrati dalle lungaggini istituzionali o dalle difficoltà che derivano dalla ricerca di accordi, si arrendono all'idea di scorciatoie e approvano la legislazione per decreto, i premi di maggioranza, la facilità del governare, a scapito della qualità.
Qualcuno mi sa dare una ragione di come quella che veniva attesa come la madre di tutte le riforme costituzionali, e cioè l'abolizione di una delle due Camere, si sia trasformata nella creazione di un senato di persone nominate? Altra bella mazzata al principio di rappresentanza.
Di una cura alla Thatcher questo paese ha sì bisogno, ma al contrario. Detto un pò banalmente, sarebbe ora che invece di togliere risorse ai poveri per dare ai ricchi, come scrupolosamente fece la lady, si cambiasse verso.
Questo concetto torna a fagiolo parlando di scuola, nel senso del bisogno insoddisfatto di attenzione e di rispetto 
soprattutto per le fasce più deboli e vulnerabili che questa evoca . Una richiesta di attenzione che dovrebbe essere 
immediatamente considerata, se non altro per evitare che il paese vada definitivamente in malora, travolto
dall'individualismo, dall'ignoranza e dal crollo fisico dei soffitti. E invece si pensa alla scuola pubblica come azienda,tenendo i cordoni della borsa il più chiusi possibile, per non togliere ossigeno alla scuola privata (alla faccia della Costituzione) e soprattutto per non deludere le aspettative delle forze armate. Mi rifiuto di considerare i docenti e tutti i lavoratori della scuola come una massa di privilegiati pelandroni. Se c'è stato un tempo in cui nel pubblico impiego si poteva giustamente parlare di privilegi, quel tempo è passato da un pò e lo spirito corporativo e poco educato politicamente degli insegnanti sta rapidamente cambiando, perchè stanno sperimentando a proprie spese condizioni di lavoro sempre più restrittive (i fortunati col posto fisso) o un feroce precariato tutti gli altri, che sono la maggioranza. Certo che è un pò difficile restituire il lavoro a tutti i precari che si sono voluti creare in questi tempi selvaggi, ma come si fa a liquidare una persona che ha lavorato consecutivamente per più di dieci anni, dicendogli adesso basta il tuo turno è finito?
Per chiudere, quello che ho espresso sono opinioni sorrette più dal sentimento (e anche dalla rabbia) che dalla competenza. 
Non per questo indegne di di essere espresse; non credo d'altra parte che un'argomentazione sia valida solo in quanto basata sulla fredda logica. La logica mi suggerirebbe di lasciare ogni speranza, visto il materiale umano e sociale che gestisce la politica e i propri interessi; visto il degrado in cui versano i partiti e il degrado verso cui sono trascinate le Istituzioni. Ma la mia voglia di vivere mi suggerisce la possibilità che, col tempo, tanta pazienza e tanta fatica, si possa costruire una forza sociale che esprima finalmente gli interessi di tutti i non privilegiati, cioè della stragrande maggioranza di noi; senza buttare all'aria le regole, semplicemente applicandole; facendo finalmente funzionare quella macchina che abbiamo avuto in regalo e rischiato di rovinare.
Fulvio Salza*
* Fulvio Salza è uno dei più attivi amici di CIVICA. Il suo ragionamento è la dimostrazione che CIVICA non ha posizioni ideologiche predefinite, trattandosi di una lista civica che si pone solo obiettivi di buona amministrazione cittadina, un movimento civico dove ognuno è libero di professare le proprie idee, anche molto distanti e allo stesso tempo lavorare insieme nel rispetto reciproco.
Solo una precisazione rispetto alla "cura Thatcher", era intesa non nel senso che gli ha dato Fulvio, ma piuttosto nel senso di una politica capace di rimuovere le incrostazione ad una società, quella inglese, che da decenni era paralizzata e che continuava a perdere colpi.
g.l.