sabato, settembre 28, 2013

MANDELLI IN CONFEZIONE REGALO

Il progetto esce dall'ombra ed approda in commissione.
Il copione da cinque anni a questa parte è sempre lo stesso. All'immobilismo cronico della Giunta Accossato.2 si cerca di porre rimedio affidandosi mani e piedi al privato di turno. Era già accaduto con il PR.INT del prof. Mellano per via De Amicis e con l'arch. Castelnovi per il Campo Volo. Questa è la volta dell'area ex Mandelli di proprietà della Nord Ovest Immobiliare. Martedì scorso il professionista della Nord Ovest Immobiliare, l'architetto Picco, ha illustrato il progetto di massima in commissione urbanistica. Un progetto che intende avvalersi della legge 106/2011, la stessa utilizzata per il palazzone Corazza di cui tanto si è discusso tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 (A Novembre è prevista la sentenza del TAR a seguito dei ricorsi presentati).
La subalternità dell'amministrazione, del pubblico al privato, plasticamente si è manifestata anche martedì attraverso la totale carta bianca lasciata dall'assessore all'urbanistica, nonchè sindaco, e dal suo dirigente all'architetto Picco, vero padrone di casa. L'amministrazione non ha tentato neppure di salvare le apparenze con uno straccio di introduzione.
L'area dell'ex Mandelli con quella della ex Protex ammonta a circa 45 mila mq, nel progetto è prevista edilizia residenziale per circa 20 mila mq di slp, con un indice territoriale dello 0,44 (definito dall'architetto come un indice "moderato") che porterebbero a Collegno secondo calcoli al ribasso altri 600 abitanti (anche mille secondo i nostri calcoli al rialzo). L'intervento edilizio di assoluta qualità - come ha sostenuto l'architetto - si svilupperebbe a ridosso di via Torino, lasciando ampie zone verdi verso via De Amicis. Sulla qualità è lecito avanzare qualche dubbio, vista la qualità sia urbanistica che dei manufatti negli interventi di una certa rilevanza avutisi sin qui a Collegno, dall'Area Centrale alla ex Elbi,  presentati ogni volta come interventi di grande qualità.
Sono previsti anche palazzi di dieci piani. Ma non si erano ridotti da 8 a 7 i piani autorizzati?
Unico elemento di qualche interesse estetico è dato dalla proposta di conservare una parte della struttura metallica dell'ex acciaieria lungo via De Amicis. Come consuetudine il progetto contiene i soliti specchietti per le allodole: un asilo nido, una residenza per anziani, un albergo e case di edilizia popolare, oltre ovviamente all'ennesimo centro commerciale. Quando e con quali risorse li si faranno non si dice. Dieci ...venti anni?
L'area è stata divisa in blocchi con l'intenzione annunciata di completarne uno alla volta. Ma ciò che ha fatto brillare gli occhi al sindaco è stata la promessa di un intervento immediato per radere al suolo gli edifici esistenti, al momento ricettacolo di ogni tipo di fauna, compresi individui di dubbia fama che hanno provocato più di un intervento delle forze dell'ordine e accese proteste da parte di cittadini residenti in zona.
Questo più di tutto interessa al nostro sindaco e alla sua scalcagnata maggioranza. Riuscire prima delle elezioni amministrative del prossimo anno a far vedere che sull'area Mandelli qualcosa comincia a muoversi dopo un decennio di immobilismo e degrado assoluto.
Quando poi l'architetto annuncia che le aree a servizi  troveranno solo in parte collocazione in loco e si provvederà a monetizzarle, il sindaco dichiara che provvederà ad accantonare il ricavato per il tanto annunciato prolungamento della metropolitana. Quale prospettiva più allettante?
Ecco perchè si accoglie come oro colato il progetto del privato e non si batte ciglio se sotto lo scudo della legge 106 si vuole far passare una vera e propria variante urbanistica. Rispetta la legge un'operazione di questa natura? L'interpretazione che ne ha dato la Regione parrebbe escludere un utilizzo del genere. Infatti la legge 106 è nata per risolvere casi puntuali di edifici dismessi e non per interventi di riordino e di riqualificazione urbanistica. La legge prevede solo la possibilità di presentare progetti edilizi per ottenere il permesso di costruire e non delle varianti al Piano regolatore.
Sono tanti i punti ancora da chiarire. Come è da verificare il grado di inquinamento del suolo, visto che stiamo parlando di una acciaieria e di una galvanica, che stranamente l'architetto Picco si era dimenticato di citare. Solo su domanda del sottoscritto ha riferito che si stanno facendo i primi rilievi dai quali risulterebbe che il grado di inquinamento non sarebbe poi così preoccupante. E' davvero così? Quali garanzie ci sono e quanta trasparenza? Vogliamo conoscere i dati dell'Arpa.
Patetico, infine, l'intervento del capogruppo del Pd Cavallone che ha avuto la spudoratezza di dire che il loro compito è quello di "risolvere i problemi e fare cose belle, fare cose belle e risolvere i problemi". Quali problemi hanno risolto sin qui e soprattutto dove stanno le cose belle realizzate? Attendesi elenco puntuale!!!
La posizione di CIVICA è chiara. Siamo tra i primi a volere che l'ex area Mandelli venga riqualificata, che si lavori sulle aree dismesse ed evitare ulteriore consumo di territorio verde,  ma non siamo affatto convinti che per riqualificare bisogna costruire ancora e sempre solo case ed accettare supinamente il progetto che ci dispensa l'operatore privato anche per le aree che non gli competono come quella definita di ricucitura. Il piano regolatore prevedeva per l'area Mandelli un parco della storia industriale con il recupero delle fonderie. Dov'è? Siamo fermamente contrari ad interventi di riqualificazione al di fuori di uno straccio di programmazione territoriale di tutto l'ambito di via De Amicis. Non siamo d'accordo con la politica del carciofo, ieri la Elbi, oggi la Mandelli, domani la Sandretto, senza un progetto di insieme della città che vogliamo. Siamo contrari ad una variante urbanistica al piano regolatore camuffata. L'amministrazione Accossato e la sua maggioranza hanno avuto dieci lunghi anni per provvedere al riordino di tutta l'area e non ci sono riusciti. Ora in zona Cesarini per salvare la faccia e occultare il loro fallimento totale sono disposti ad accettare di tutto e di più dal privato di turno, spacciandolo come una soluzione "bella" dei problemi esistenti.
Abbattere gli edifici degradati e ripulire l'area era ed è compito della proprietà, compito dell'amministrazione quello di farlo eseguire. Non è stato così. Sono entrambi inadempienti. E ora in cambio di tante nuove case lo si presenta come una grande conquista . Case, ancora sempre e solo case. Il resto è come sempre solo fuffa.
(Per chi fosse interessato questo non il primo progetto presentato dalla Nord Ovest Immobiliare. Molti anni fa aveva presentato un altro progetto, molto diverso dall'attuale. Anche allora si sosteneva fosse di gran qualità, certamente presentava molti più servizi).
Giovanni Lava

martedì, settembre 24, 2013

E IL TAVOLO CIVICO VA

Ripartire dal basso per costruire l'alternativa.
I civici ieri sera nell'incontro presso la Polisportiva Borgonuovo si sono trovati davanti ad un bivio: proseguire sulla strada seguita da Civica in questi cinque anni di vita continuando nel dialogo dal basso con i cittadini per costruire insieme un progetto diverso di città oppure raggiungere prioritariamente un accordo con le forze politiche che si dicono critiche nei confronti dell'amministrazione collegnese per costruire insieme un'alternativa credibile. Il Tavolo Civico ieri sera ha scelto di continuare sulla prima strada, perchè la seconda è apparsa al momento impraticabile.

L'idea da cui eravamo partiti nel maggio scorso in realtà era molto più ambiziosa. Basta leggere il post sul primo incontro per rendersene conto. Come Civica siamo restati fedeli a quell'idea, non è bastato che avessimo fatto un passo indietro per avviare un nuovo percorso, ci siamo scontrati con la richiesta di aderire subito ad un cartello che partisse non dai cittadini ma dai simboli di partito e dalle liste. Evidentemente non siamo stati sufficientemente bravi a convincere alcuni nostri interlocutori a mettere da parte per un momento i gruppi di provenienza per favorire il dialogo tra noi e con i cittadini, con l'obiettivo di costruire un progetto per la città  e un metodo di lavoro con regole condivise. Troppo ambizioso, troppo difficile, troppo innovativo.

A fronte di un gruppo di potere abbarbicato alle poltrone e che tanto danno ha fatto sin qui alla città, il quadro degli oppositori e dei dissenzienti ad oggi appare quanto mai sparpagliato, ognuno ad inseguire sogni improbabili di successo.

Come Civica riprendiamo il cammino solitario, pur restando disponibili al dialogo con chiunque si ponga seriamente sulla strada di un cambiamento non di pura facciata, dal Movimento 5 Stelle se riesce per un momento a distogliere lo sguardo dal proprio ombelico, a Sel se mentre insegue la rivoluzione a livello nazionale smettesse di puntellare la conservazione a livello locale, allo stesso Pd, se chi al suo interno non ne può più della situazione si schierasse seriamente per mandare a casa il cerchio magico che sgoverna la città da vent'anni. Il problema non sono le possibili alleanze, ma la possibilità concreta di partecipare attivamente ad un processo di rinnovamento della politica a Collegno, su cui a parole pare che tutti siano d'accordo, ma poi continuano sulla vecchia strada, così si capisce come mai a governare siano sempre gli stessi.


lunedì, settembre 23, 2013

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Torna il Tavolo Civico...
Questa sera presso la Polisportiva Borgonuovo di Piazzale Avis alle ore 21 nuovo appuntamento del Tavolo Civico in preparazione delle elezioni amministrative del prossimo anno per cambiare la gestione della cosa pubblica a Collegno. Per capire di che si tratta rileggersi il post del primo incontro del 16 maggio scorso. Si tratta del terzo incontro, e già si può tentare di trarne un primo bilancio: proseguire su questa strada oppure abbandonarla? Questo il quesito da sciogliere.

Domani invece dopo mesi di silenzi, voci e controvoci alle ore 18 presso il Centro Centeleghe di via Gobetti 2 si riunisce la Commissione Urbanistica con all'ordine del giorno - udite, udite - “AREA EX MANDELLI: ILLUSTRAZIONE PROGETTO PRESENTATO AI SENSI DELLA LEGGE N. 106/2011”. Presentato a dicembre dello scorso dalla proprietà, finalmente dopo averlo ben bene masticato e digerito il progetto vede la luce. Un appuntamento da non perdere.

Giovedì 26 settembre alle ore 18,30 torna dopo giusto tre mesi di assenza pure il Consiglio Comunale. L'ordine del giorno.

giovedì, settembre 19, 2013

MOSTRA SULL'ACQUA

Utile ... umile ...preziosa e casta. 
Venerdì 20 Settembre 2013 alle ore 18 presso il Museo della Città Piazza Cav. SS. Annunziata, 7 c'è l'inaugurazione della mostra fotografica e che per due settimane potrete visitare negli orari indicati nella locandina. La mostra resterà aperta fino al 6 Ottobre 
Le foto sono tutte dei soci di Legambiente,  sono assemblate ed esposte con materiale semplice  e vi assicuro che vale  proprio la pena fare una passeggiata nel Parco dalla Chiesa e venire a vedere  la mostra !
Coinvolgete le vostre famiglie ed i vostri amici ! Vi aspettiamo! 
Se qualcuno di voi può aiutarci a coprire qualche  ora di apertura della mostra, è pregato di mettersi in contatto con me.
Grazie a tutti e a presto!
Nadia Vignale
CIRCOLO DI LEGAMBIENTE DI COLLEGNO

martedì, settembre 17, 2013

NASCE UN NUOVO GRUPPO POLITICO IN CONSIGLIO COMUNALE

Rinnoviamo Collegno.
Un nome che è già tutto un programma quello scelto dai tre consiglieri di Sinistra per Collegno. In origine la lista aveva eletto un solo consigliere, Mauro Grosso Ciponte e in sostanza Sinistra per Collegno si riconosceva nella forza politica che a Collegno poi avrebbe dato vita a Sel. A Sinistra per Collegno in seguito avevano aderito prima la consigliera eletta nelle fila del Pd Tiziana Sciarrino e poi la consigliera eletta nelle fila dell'Idv Maria Torre Criniti. Nel frattempo i rapporti tra i consiglieri di Sinistra per Collegno e la Sel collegnese si erano fatti sempre più critici fino a giungere ad una clamorosa rottura quando i primi erano arrivati a chiedere le dimissione dell'assessore di riferimento di Sel Tiziana Manzi. Una vera e propria bestemmia per i vertici del partito.
A questo punto pare sia sorta una disputa su chi potesse o meno fregiarsi del nome e del simbolo di Sinistra per Collegno, da qui la nascita del nuovo gruppo e del nuovo simbolo.
E' evidente che si tratta di un nome e di un simbolo che non solo risolve la disputa con i possessori del simbolo Sinistra per Collegno che peraltro i consiglieri di Rinnoviamo Collegno dichiarano di non conoscere, ma che verrà buono nelle elezioni amministrative del prossimo anno. E circa le intenzioni dei suoi aderenti non restano molti dubbi.

domenica, settembre 15, 2013

CASCINA GAJ INQUINA LA FALDA ACQUIFERA

I responsabili lo sanno da almeno dieci anni e non hanno mosso un dito.
Sono più di dieci anni, infatti, che la falda acquifera sotterranea è inquinata da manganese, ammoniaca e nichel contenuti nel percolato prodotto dall'ex discarica di Cascina Gaj. E sono dieci anni che il Comune di Collegno, il CIDIU, l'ARPA e la Provincia di Torino, nel silenzio più assoluto, si palleggiano il progetto di bonifica, senza però che ancora si sia provveduto per porvi rimedio.
Il balletto tra i soggetti citati a partire dal 2000 fino ad oggi, così come viene raccontato nella determina dirigenziale del luglio scorso che ha approvato l'ennesimo progetto di intervento, è a dir poco allucinante. Una lettura davvero "edificante" che la dice lunga sul grado di affidabilità dei soggetti a cui è affidata la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
Ci si chiede se non sussistano responsabilità anche di tipo penale, visto che l'inquinamento per le lungaggini burocratiche è ancora in atto, con conseguenze facili da immaginare. Siamo sicuri che non vi siano responsabilità nella progettazione della discarica e nella negligenza con la quale si tarda ad intervenire una volta che l'inquinamento è stato accertato?
La discarica di Cascina Gaj si trova sulla provinciale per Savonera, subito dopo la tangenziale. Autorizzata nel 1988 era esaurita già nel 1993. Si può supporre che l'inquinamento, emerso dai controlli avviati nell'anno 2000, fosse in corso già dall'inizio della sua entrata in funzione, per cui l'inquinamento è plausibile che vada avanti da più di 20 anni.
Proprietario e responsabile della discarica è il CIDIU, la società a capitale pubblico che ha continuato in questi anni a menare il can per l'aia. Oggi, sempre che a differenza che in passato il progetto vada in porto, il CIDIU dovrebbe spendere qualcosa come 600 mila euro per mettere in sicurezza il sito.
Mentre gli enti preposti perdono tempo, il percolato prodotto dalla discarica con il suo carico di manganese, ammoniaca e nichel giorno dopo giorno inquina le acque sotterranee e  gli inquinanti prima o poi finiscono nell'acqua che beviamo. Quanti bambini avranno il cervello danneggiato dal manganese? Quanti tumori in più avrà causato il nichel?
In ogni caso, se volete proprio arrabbiarvi di brutto come è accaduto al sottoscritto, se non lo avete fatto sopra, cliccate qui e leggete tutte tutta la determina del dirigente del Comune di Collegno. Sembra incredibile, ma purtroppo è vero.
Giovanni Lava

mercoledì, settembre 11, 2013

L'ITALIA OSTAGGIO DEI BERLUSCONIDI

Berlusconi fuori? Tanto ci credo, quando lo vedo.
Il malcapitato telespettatore che in queste sere si avventura su uno qualsiasi dei canali televisivi si imbatte immancabilmente in un berlusconide (non importa quale) che con la bava alla bocca aggredisce verbalmente lo sprovveduto e timido esponente del pd che ha di fronte. La tecnica è quella di impedire a chiunque di sostenere tesi contrarie alla permanenza di Berlusconi nel Senato della Repubblica interrompendo senza sosta e ripetendo come un mantra una delle parole chiave a favore della difesa del loro leader-padrone. Uno spettacolo sempre più penoso e inguardabile. La ripetizione coattiva all'infinito di una falsità arriva a trasformarla in una quasi verità.
Negli ultimi giorni l'obiettivo si è fissato sulla parola retroattività. La legge Severino sarebbe incostituzionale perchè violerebbe il principio della retroattività. Non sono nè un giurista nè un azzecacarbugli, ma quella della retroattività è una bufala talmente grande che la capisco pure io.
La molto tardiva legge Severino tra gli altri obiettivi aveva quello di rendere meno facile per un condannato di sedere in Parlamento. Cosa c'entri la retroattività non si capisce proprio. Non è il reato a far da riferimento, ma la condanna. Eppure ora si sono attaccati come delle cozze alla retroattività come ultima ciambella di salvataggio del signor B.
E a sostegno di questa tesi  è stata mobilitata tutta la macchina da guerra berlusconiana, sia quella alla luce del sole sia quella coperta, molto coperta che da vent'anni ha consentito di fare dello stato di diritto un inutile orpello. Lo scempio che si sta facendo non solo della legge ma di ogni norma morale richiederebbe un moto di ribellione profondo, ma la corruzione degli spiriti praticata a man bassa nell'ultimo ventennio, rende tutto difficile, così restiamo tutti a guardare come inebetiti.
Su un punto però Berlusconi ha ragione, quando sostiene che il Pd non può chiedergli di tenere in piedi il governo Letta, mentre dice che vuole gettarlo a mare. Non fa una grinza! Vedremo, io ci crederò che tutto il Pd voterà per la decadenza di Berlusconi solo il giorno dopo che ciò sarà avvenuto. I 101 che hanno affossato Prodi dove sono finiti? Qualcuno li ha identificati? Tutti quelli che continuano a sostenere la necessità imperativa di salvare il soldato Letta, cosa faranno?
In ogni caso Letta e i suoi sodali sono proprio patetici quando continuano a dirci che il bene del paese dipende dalla sopravvivenza di un governo ostaggio di Berlusconi, della Santanchè, di Verdini, di Brunetta e c. Ma fino a che punto si è persa la strada maestra? Oppure peggio: per certi soggetti la strada maestra è questa.
Giovanni Lava

mercoledì, settembre 11, 2013

SUBURBANA RIPARTE DA TRE

Tre film per ricominciare. Inizia stasera la nuova stagione di Suburbana, uno dei cineforum più antichi d'Italia! Siamo al 41 anno di vita. L'unica istituzione culturale di Collegno di valore. Sono 49 i  film di quest'anno, tutto a soli 55 euro tessera Arci compresa (45 euro per gli under 20 e 50 per gli under 25 e gli over 60).
Si parte con un film di Ken Loach (il film La parte degli angeli), domani sera sarà proiettato il film La miglior offerta di Giuseppe Tornatore, mentre Lunedì sera Il mundial dimenticato di Garzella e Macelloni. Il programma completo della stagione 2013/14 lo trovate cliccando qui.
Collegnesi, sveglia!!! Venite, guardate e iscrivetevi. Le proiezioni iniziano alle ore 21.

venerdì, settembre 06, 2013

LA CORTE DEI CONTI BACCHETTA IL COMUNE DI COLLEGNO

C'era una volta il bilancio più bello del mondo ...
per la Corte dei Conti invece le cose non vanno bene a partire dal Bilancio 2009, perchè l'amministrazione Accossato pur di farlo quadrare ha utilizzato entrate straordinarie per spese correnti. Ha utizzato entrate non ripetitive per milioni di euro per finanziare spese ripetitive. La chicca è poi rappresentata dai rilievi a proposito della TOP.
Nella delibera della Corte dei Conti, infatti, oltre ad evidenziare come i debiti della TOP possano aver influito negativamente sulla situazione finanziaria del Comune, si afferma (pagina 8): "Si può ritenere, pertanto, che non sussiste un obbligo per il Comune di assumere a carico del proprio bilancio i debiti societari rimasti insoddisfatti all'esito della procedura di liquidazione". Si dice anche che la scelta di coprire i debiti è del tutto discrezionale e va motivata, perchè con una decisione del genere il Comune decide di rinunziare "al limite legale della responsabilità patrimoniale per debiti".
Ora si comprende la fretta di stanziare in occasione dell'approvazione del bilancio 2013, avvenuta lo scorso giugno, altri 276.143 euro per coprire i debiti della TOP. Bisognava ad ogni costo scongiurare il rischio che gli amministratori della TOP nominati dall'Accossato per esclusivi "meriti" politici potessero essere chiamati a rispondere dei debiti accumulati dalla società con la loro gestione. La gravità di quanto è avvenuto è grandissima. Il consiglio comunale è stato tenuto all'oscuro dei rilievi della Corte dei Conti a cui l'amministrazione ha risposto il 1° marzo 2013 con una nota del sindaco e dei revisori dei conti, giustificazioni che non hanno convinto, tanto da arrivare alla delibera in questione. Non si è detta tutta la verità sullo stato reale del bilancio comunale e molti hanno mentito sulla TOP. Addirittura si è arrivati a sostenere la tesi che una società come la TOP non potesse fallire e il Comune fosse obbligato a coprire tutti i suoi debiti. E chi come il sottoscritto chiedeva di far fallire la TOP per lasciare decidere ad un organo terzo come un tribunale fallimentare è stato trattato come un provocatore che non aveva a cuore gli interessi della città. Ora sappiamo di quali interessi hanno tenuto conto loro, certamente non quelli dei contribuenti.
E' solo grazie al fatto che la Corte dei Conti ha indirizzayo la delibera anche al presidente del consiglio, quindi a tutto il consiglio, che obtorto collo ce ne hanno girato una copia il 7 di agosto.
Appena ricevuta la delibera, ho avanzato la richiesta di una commissione bilancio (protocollata il 13 di agosto) che provi a fare un po' di chiarezza. A tutt'oggi nessun segno di vita. Non ci resta che rivolgerci al destinatario della richiesta, il presidente della commissione bilancio Ciro Rosano, col classico: se ci sei batti un colpo!!!
Giovanni Lava

mercoledì, agosto 07, 2013

LAVORI D'AGOSTO A COLLEGNO

Un attentato per i ciechi. Si chiama sistema LOGES e si tratta di un sistema di percorsi e segnali tattili per una mobilità autonoma e sicura per non vedenti e ipovedenti. Ogni tanto a Collegno se ne costruisce un pezzetto. Un'azione benemerita, seppure simbolica, vista la limitatezza degli interventi. Questa volta la realizzazione, forse per il caldo di fine luglio/primi di agosto, è particolarmente efficace ma solo per smascherare i finti ciechi di cui ogni tanto sono piene le cronache. Infatti il percorso che nel sistema LOGES indica la direzione rettilinea da seguire porta dritto dritto nello spigolo dell'ingresso al parco Dalla Chiesa come si può meglio vedere nella foto sotto.
Sì, proprio così, quello che nell'intenzione avrebbe voluto facilitare ad un non vedente l'uscita dallo stretto ingresso del vecchio Ospedale Psichiatrico che dà sulla rotonda di via Martiri 30 Aprile, in realtà potrebbe essere utile solo a facilitare lo smascheramento dei finti ciechi che all'ultimo momento devierebbero verso l'uscita. I ciechi veri che si affidassero al percorso tattile non potrebbero che andare a sbattere proprio nello spigolo.
Sono cose che possono accadere solo a Collegno!

Una segnalazione che ci è giunta in questi giorni e che abbiamo verificato nella sua pericolosità è quella dell'attraversamento pedonale di corso Papa Giovanni angolo via Roma dalla parte del capolinea del 33. Il pedone o ciclista che voglia attraversare in direzione della Coop e dell'ufficio postale deve portarsi fino a metà della carreggiata perchè la visuale è coperta dai rami bassi degli alberi situati nell'aiuola spartitraffico in direzione Ovest. Ovviamente la stessa cosa capita alle auto che provengono dalla stessa direzione: non vedono un tubo soprattutto se devono svoltare in via Roma verso la ferrovia.
Anche qui ci si chiede ancora una volta come sia possibile che i vigili urbani che pura in quella zona operano soprattutto al sabato elevando multe alle auto parcheggiate fuori dagli spazi autorizzati non rilevano e segnalino a chi di dovere la situazione di pericolo appena descritta.
L'auspicio è che il Comune intervenga prima possibile, come è accaduto in via Martiri 30 Aprile, dopo che ne abbiamo scritto su questo blog sperando che non vandalizzino gli alberi in questione come hanno fatto in quel caso: vedere le foto per credere, sembra sia passato Attila!!!

 PRIMA....
...E DOPO LA CURA!
Giovanni Lava

martedì, luglio 30, 2013

DA "LO SPIFFERO": BERTONE, QUANDO GLI AFFARI FANNO ACQUA

Citato anche il nostro blog.
Una lunga e interessante inchiesta sul giornale on-line Lo Spiffero inerente gli affari di Alberto Bertone, padrone dell'acqua minerale Sant'Anna e costruttore. A Collegno ha costruito il palazzo degli Atlanti in corso Francia angolo via Fabbrichetta ed è uno degli immobiliaristi di via De Amicis che aveva aderito al PRIN della buonanima di Mellano. Un'inchiesta tutta da leggere.

lunedì, luglio 29, 2013

PRESIDIO CONTRO L'INCENERITORE

Appuntamento mercoledì 31 luglio.
Dopo l'avvio dell'inceneritore del Gerbido sempre più persone ci contattano preoccupate per capire che cosa sta uscendo da quel camino piantato a due passi dalle case (ma soprattutto sopra la teste di centinaia di migliaia di persone). Il 2 maggio c'è stato un primo incidente grave provocato dal fatto che l'impianto non è terminato, ma è stato avviato lo stesso in fretta e furia per non perdere gli incentivi statali. Su questo incidente sta indagando la magistratura, di sicuro però sappiamo che ci sono state parecchie violazioni dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA, il documento della provincia che prescrive le condizioni nelle quale deve operare l'inceneritore per la sicurezza dei cittadini) e che la provincia ha emesso una diffida nei confronti di TRM. Sappiamo anche che all'inizio di luglio, dopo il riavvio del forno, c'è stata un'altra anomalia che ha di nuovo bloccato tutto.
Di fronte al silenzio delle amministrazioni e dei media su questi fatti gravissimi, il Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino, convoca tutti i cittadini che abbiano a cuore la propria salute e quella dei propri figli per un 
PRESIDIO CONTRO L'INCENERITORE DI TORINO
MERCOLEDI' 31 LUGLIO ALLE ORE 16,00 DAVANTI ALLA SEDE DELLA PROVINCIA DI TORINO
IN VIA MARIA VITTORIA, 12 TORINO
Alle 12.00 in Sala delle Colonne a Torino in Piazza Palazzo di Città 1, ROSSANO ERCOLINI, Premio Goldman per l'Ambiente 2013 (equivalente ad un Nobel) e promotore della Strategia Rifiuti Zero in Italia, farà una CONFERENZA STAMPA.
Verso le 18.00, dopo il presidio ci trasferiremo in piazza Castello con I NOSTRI COMPAGNI DI LOTTA DI PARMA E FIRENZE (purtroppo accumunate a Torino per la sciagurata decisione di avviare un CANCROVALORIZZATORE) per una conferenza dibattito di ROSSANO ERCOLINI che ci parlerà delle Stalingrado d'Italia Torino, Parma e Firenze dove resistono ancora amministrazioni che ancora pensano di risolvere il problema dei rifiuti avvelenando la gente.
A cura del Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino

lunedì, luglio 01, 2013

UNA PATACCA COSTATA PIU' DI UN MILIONE DI EURO

 La TOP affogata in una marea di debiti e finzioni.
L'approvazione stanca e burocratica giovedì scorso del bilancio comunale 2013  ha avuto nella TOP il solo momento davvero "caldo".
Quella della TOP è una storia esemplare di cattiva amministrazione e di sperpero di denaro pubblico. Una storia finita formalmente due anni fa con la sua messa in liquidazione, ma che ha avuto uno strascico nella seduta di bilancio di giovedì scorso per l'ennesima copertura dei suoi innumerevoli debiti: il Consiglio Comunale (la sua maggioranza Pd, IdV e Sinistra per Collegno)) ha staccato un altro assegno da 276.143 euro.
Qualcuno l'ha definita una bella idea gestita male e finita peggio. In realtà, carta canta, si trattava di una bufala già quando fu deliberata la sua nascita il 1/3/1999 e quando tre anni dopo vide la luce il 29 maggio 2002. A scorrere i documenti, risalta l'assoluta distanza tra i grandiosi obiettivi assegnati alla società - agli inizi addirittura una Spa - e la realtà dei fatti.
Nei compiti della TOP vi era la realizzazione del nuovo PIP (Piano degli insediamenti produttivi) lungo la Statale 24. Peccato che quando la società vide la luce, il Pip era già stato realizzato. Così la sua ragione sociale si ridusse alla gestione dell'area del Pip con la riscossione degli affitti degli immobili comunali e poco più, una sorta di amministratore di condominio. Un amministratore di condominio costato molto caro alla collettività.
Il primo presidente della Top, Claudio Milanesio, dopo due anni getta la spugna, dichiarando impossibile una gestione positiva della società e lasciando il testimone nelle mani di Francesco Casciano, che ha appena smesso i panni da assessore della giunta D'Ottavio.
La TOP svolge in allegria il ruolo che in quegli anni veniva assegnato alle partecipate municipali da partiti politici sempre più famelici. Un vero e proprio assalto alla diligenza dello Stato che ha prodotto la crescita tumultuosa del debito pubblico. Le partecipate consentono di ampliare all'infinito la pletora dei politici da sistemare e danno poi la possibilità di praticare azioni discrezionali non consentite direttamente all'ente pubblico.
Per esempio nel nostro caso capita che insieme a Casciano, politico senza più la poltrona di assessore mantenuta per 10 anni, diventi amministratore anche il signor Michele Zaffino, il quale nello stesso momento occupa anche la poltrona di amministratore della cooperativa S&T, di cui è presidente Alberta Pasquero, che vanta una lunga militanza nei Ds-Pd ed è una fedelissima della Bresso, quando questa era presidente della Regione.
Con un piede nella TOP e l'altro nella S&T Michele Zaffino concorre alla decisione di far dare dalla TOP una consulenza alla S&T. La consulenza inizia nel 2005 e dura fino alla messa in liquidazione della società nel 2011, una consulenza che parte da 2500 euro e arriva a superare i 4 mila euro mensili.
Intanto la TOP, che nel frattempo è diventata una Srl con solo capitale pubblico (90% Comune di Collegno e 10% del Cidiu), opera come società privata, così può affidare i lavori commissionati dal Comune a chi gli pare. E se li affida ad amici del sindaco, lo fa certamente a sua insaputa. E può anche assumere chi vuole. Così se la moglie di un consigliere comunale viene assunta, lo viene certamente all'insaputa del marito.
Se poi la TOP da un incarico all'avvocato che casualmente in quel momento si trova a svolgere la mansione di amministratore della stessa TOP, questo avviene a sua insaputa. Piccoli fatti che concorrono ad una gestione che produce debiti invece che profitti.
Quando poi col passare degli anni gli affittuari non pagano più, le spese crescono e manca un piano industriale o l'affidamento di lavori che non siano quelli dati dal Comune stesso, il quadro economico della società si fa sempre più nero.
Nel maggio 2011, quando la società è già alla canna del gas, l'Accossato decide di correre in soccorso con due contratti, uno per la manutenzione degli edifici comunali e l'altro per le aree verdi, prolungandone così l'agonia e il conseguente aumento del deficit. In sostanza i lavori che il Comune potrebbe affidare ai privati direttamente con le normali procedure di legge, li affida in blocco alla TOP che, non avendo dipendenti in numero adeguato e professionalmente preparati a soddisfare le richieste di intervento, li affida a sua a volta ai privati. Tutto può essere la triangolazione Comune-TOP-privati tranne che rappresentare un risparmio per i cittadini.
Al bilancio negativo concorrono le spese di rappresentanza e il conto di pranzi e cene consumati dagli amministratori a spese della società. O l'acquisto di mezzi che oggi vengono svenduti all'asta a soli 5 mila euro E non crea scandalo se ad un certo punto nel corso dei sei anni di Casciano alla guida della TOP, questi venga eletto coordinatore del Pd, il partito del sindaco che lo ha nominato e rinnovato la nomina alla guida della Top. Un'altra triangolazione di cui si sarebbe fatto tutti volentieri a meno. Il sindaco nel 2010 visti i successi mietuti in questo incarico dal Nostro lo promuove alla guida del Cidiu.
In definitiva  da quando  sul finire del 2011 improvvisamente il sindaco decise di chiudere la TOP, il Comune oltre a rimetterci i 100 mila euro di capitale sociale, ha sborsato 255 mila euro lo scorso anno, 276 mila di questo, rimesso i 150 mila euro prestati nel 2009... Secondo la liquidatrice dovrebbero bastare a chiudere la partita, a condizione però che i creditori si accontentino di incassare solo il 50% o poco più di quanto dovuto dalla TOP e se i debitori a loro volta saldano i conti in sospeso. Se non sarà così, e noi scommettiamo che così non sarà, le perdite complessive da ripianare supererebbe ampiamente il milione di euro. Intanto gli 11 dipendenti, 10 a tempo determinato, nonostante la retorica e le promesse della difesa dei posti di lavoro, sono già stati tutti liquidati e lasciati a casa.
Come CIVICA abbiamo votato contro la delibera e la fretta del sindaco, dei funzionari, della liquidatrice di chiudere la partita. Noi avremmo preferito che il curatore fallimentare fosse nominato da un tribunale e non da chi ha tutto l'interesse a che sulla vicenda scenda il silenzio prima possibile. Politici e tecnici in coro hanno sostenuto che l'interesse pubblico è meglio tutelato se si chiude la vicenda in tempi brevi. Noi siamo convinti che non sempre e non in questo caso l'interesse dell'amministrazione della città coincide con gli interessi dei cittadini.
Giovanni Lava

venerdì, giugno 28, 2013

L'INCENERITORE E I BUGIARDI

A te lupo affido le mie pecore.
La signora Erika Faienza, presidente abusivo del Comitato locale di controllo, il comitato che dovrebbe garantire i cittadini che all'inceneritore tutto funziona bene, ha dichiarato al periodico locale Luna Nuova che l'Arpa non ha segnalato alcuna anomalia a seguito dell'incidente avvenuto il 2 maggio scorso. Secondo il comunicato stampa del Coordinamento No Inceneritore-Rifiuti Zero la Faienza, tra l'altro consorte del sindaco di Grugliasco Montà, avrebbe detto una clamorosa falsità. L'Arpa infatti ha affermato di aver segnalato alla magistratura le irregolarità rilevate il 2 maggio. Incredibile Faienza, è lecito chiedersi se rappresenta i cittadini o la TRM.

giovedì, giugno 27, 2013

CAMPO VOLO DA DIFENDERE CON I DENTI

Parco sì, ma a quali condizioni?
La domanda era secca. Campo Volo: parco sì, parco no. La risposta emersa dal dibattito a cui hanno partecipato una sessantina di persone è stata chiara e univoca: parco sì. Tutti lo vogliono, tutti lo vogliamo. E lo vogliamo tanto più dopo aver visto sullo schermo il progetto dell'architetto e amica Chiara Ristorto e ascoltato la sua illustrazione.
Un parco il suo che ci ricorda molto da vicino i parchi inglesi dai grandi spazi, così curati da sembrare del tutto naturali.
Apprezzabile la scelta di una vegetazione autoctona e di interventi per la sua fruizione ridotti all'osso. Nonostante ciò, da un calcolo approssimativo non lontano dalla realtà, per realizzarlo occorrerebbero almeno una ventina di milioni di euro, per non parlare dei costi di manutenzione che sarebbero assolutamente fuori dalla portata delle sole casse comunali.
(A seguire alcune delle diapositive del progetto, che verrà presto pubblicato, visto che ha vinto il primo premio del concorso indetto dal Patto Territoriale Zona Ovest di Torino).





Ovviamente questo di Chiara Ristorto è solo uno dei parchi possibili.
Del Campo Volo come parco metropolitano, ci ha ricordato l'architetto di Legambiente Flavia Bianchi, l'area torinese ha bisogno come l'aria che respiriamo (che tra l'altro è tra le più inquinate d'Italia). Si è detto anche che non sta scritto da nessuna parte che un parco di tali dimensioni debba essere realizzato tutto e subito. L'architetto Andrea Callegari ha ricordato la proposta di circa vent'anni fa dell'allora assessore Piazza di trasformare il Campo Volo in un immenso bosco di querce, ha poi lanciato l'idea della gradualità anche nell'acquisizione. Basterebbe che le aree a servizi che per ogni intervento edilizio vanno cedute al Comune si acquistassero proprio sul Campo volo. Una bella idea che eviterebbe altra cementificazione. Peccato che un progetto del genere si sarebbe dovuto attuare vent'anni fa, prima della grande cementificazione collegnese. In questi anni colpevolmente e senza alcun progetto degno il Comune ha accettato che le aree fossero cedute lungo le rive della Dora o fossero monetizzate.
Quindi il punto resta come acquisirlo. Qui l'unanimità è cessata di colpo
L'unica proposta ufficialmente sul piatto è quella del Banco Popolare proprietario dell'area che in base al progetto presentato in commissione urbanistica nel lontano 13 settembre 2011, proposta avallata allora entusiasticamente dal sindaco, lo cederebbe al Comune in cambio della possibilità di realizzare 83 mila metri quadrati di Slp (superficie lorda di pavimento) di residenziale (cioè abitazioni) da costruire in parte sull'area del Campo Volo a Sud di viale Certosa e in parte sulle aree comunali a ovest di via Fratelli Cervi dove oggi si trovano l'ecocentro e l'autolavaggio.Una proposta respinta in quell'occasione al mittente (banca e sindaco insieme). Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, si vocifera di un relativo ridimensionamento delle pretese della banca, ma di questo il sindaco ne discute solo in riunioni private quali quelle dei partiti della cosiddetta maggioranza in vista dell'ennesima delibera di indirizzi o la illustra a beneficio del suo candidato sindaco Gianni Pesce e della sua variegata corte. Corte che peraltro ha disdegnato in gran parte il libero confronto di ieri sera.
Sono trascorsi due anni di colpevole silenzio nei quali il sindaco e i partiti della maggioranza non hanno trovato il tempo e la decenza di organizzare momenti di confronto pubblici per informare e ascoltare i cittadini come si è fatto ieri sera.
L'architetto Flavia Bianchi ha poi detto cose sacrosante che condividiamo in toto: trattandosi di un parco di dimensioni metropolitane i costi per l'acquisizione dell'area, la realizzazione e la manutenzione non possono ricadere solo sulle spalle del Comune di Collegno; la cubatura della famigerata perequazione che spetterebbe a Collegno non potrebbe che essere spalmata su tutta la città senza andare a consumare altro suolo libero o sacrificare proprietà del Comune; infine, in ogni caso, occorrebbe partire da ciò che serve alla città e non da cubature definite a priori a tavolino. In sostanza la domanda da porsi seriamente è: a Collegno servono ancora case con tutte quelle invendute sul mercato?
L'ultimo punto al centro del dibattito è stata la domanda: l'intangibilità dell'area del Campo Volo, visto che nessuno in questo momento ha le risorse per farne un parco fruibile dai cittadini, è garantita meglio se resta di proprietà privata oppure se diventa proprietà pubblica? Anche qui la risposta è apparsa chiara: la proprietà pubblica oggettivamente garantisce di più, ma non in termini assoluti e definitivi. Coi tempi che corrono in cui pressanti sono le richieste del governo agli enti locali di dismettere le loro proprietà per far fronte alla crisi, di sicuro non c'è nulla. In ogni caso tutto ancora una volta dipende dal prezzo da pagare. Se il prezzo dovesse essere l'ennesima colata di cemento nella zona dopo quelle in corso e quelle in arrivo sull'ambito di via De Amicis, la risposta non potrebbe che essere no. Allora l'unico strumento è quello del vincolo paesaggistico e come ha sostenuto Pietro Grasso chiedere l'intervento diretto della Regione e verificare l'esistenza di finanziamenti europei.
Dal pubblico sono venute proposte interessanti e genuine. In particolare mi ha colpito la determinazione di Filomena che ha sostenuto che il parco se lo vogliamo davvero lo otteniamo a costo di andare ognuno di noi a piantare un albero. Lei è disposta a coltivarli sul balcone fino a che non sono abbastanza grandi per essere trapiantati.
In conclusione, la serata è stata molto bella, con tante informazioni, piena di spunti e di genuina partecipazione ancora una volta con tante facce mai viste prima. Dopo i sacrifici economici e di tempo che facciamo per organizzare serate come queste, una partecipazione così genuina e onesta è la ricompensa più bella. Ovviamente il dibattito continua. Noi non molleremo e non ci presteremo a giochini di comodo.
Giovanni Lava

martedì, giugno 25, 2013

TELENOVELA MERCATO TERRACORTA







A distanza di tre anni marcia indietro dell'assessore.
Sceneggiata ieri pomeriggio nel corso della 1a commissione. Inseguito "virtualmente" da una torma di ambulanti precari, l'assessore al commercio Zurlo ha perorato la causa degli spuntisti del mercato del giovedì a Terracorta affamati dalla crisi, evocando a più riprese il rischio di proteste disperate con taniche di benzina comprese (pare siano diventate molto di moda).
Per chi non lo sapesse lo spuntista è un ambulante itinerante non in possesso di un'area stabilita che acquisisce punteggio partecipando al mercato settimanale. Le presenze danno una priorità nell'assegnazione di un posteggio definitivo in sede di bando.
Così la tormentata e fallimentare per l'amministrazione vicenda del mercato di Terracorta scoppiata nel 2010 torna alla ribalta. Allora accadde che a seguito della ristrutturazione della piazza della Concordia, nel riportare sulla piazza i banchi del mercato, trasferiti provvisoriamente nel corso dei lavori nelle vie limitrofe, ci si accorse che non ci stavano tutti e perciò una parte fu lasciata in via Bardonecchia, via Avigliana, ecc.
Dalla trasformazione in permanente di una situazione che era stata dichiarata all'inizio come temporanea nacque un agguerrito movimento di protesta di cittadini che ne denunciavano tra l'altro la pericolosità in caso di necessità di intervento di mezzi di soccorso o di emergenza. I cittadini arrabbiati chiedevano che i banchi fossero tolti da via Bardonecchia. La giunta comunale, dopo diverse contorsioni, compresa quella di disfare la sistemazione appena data alla piazza, fece alla fine approvare una delibera dal consiglio comunale con l'indicazione che man mano che si fossero liberati dei posti sulla piazza, sarebbero stati assorbiti quelli collocati in via Bardonecchia. A distanza di tre anni seppure lentamente il dispositivo cominciava a dare qualche fruttio. Ma ecco che gli spuntisti sono tornati alla carica chiedendo che si soprassedesse alla soppressione degli ultimi tre posti che si sono resi disponibili. Nulla di nuovo rispetto a tre anni fa. Infatti già allora pubblicammo una lettera che gli spuntisti avevano scritto al sindaco e all'assessore al commercio Zurlo, lettera che affermava le stesse cose di oggi. Tre anni fa non furono ascoltati, oggi invece la loro causa viene sposata in pieno dall'assessore che ha avanzato la proposta di sospendere per sei mesi/un anno la delibera di allora e quindi soprassedere all'eliminazione dei posti che si vanno liberando. Ma l'assessore che già avverte i forconi alle terga non vuole prendersi la responsabilità  di andare da solo contro i cittadini della zona e chiede l'avallo della commissione tutta.
Come CIVICA abbiamo subito respinto il consueto ricatto peloso della difesa dei posti di lavoro che viene rispolverato tutte le volte che si vogliono favorire interessi precisi, tranne poi fregarsene in altri casi ( vedi ultimamente TOP, piscina, ecc.). Abbiamo poi chiesto come condizione che si andasse prima a spiegare la necessità del provvedimento ai cittadini di Terracorta, con i quali si era preso un impegno preciso. La proposta è stata respinta e si è voluto per forza ricorrere al voto dei consiglieri presenti. E qui è accaduto di tutto e di più. Il presidente, viste le divisioni emerse, si è astenuto, Mauro Ciponte (Sinistra per Collegno) ha votato contro, perchè non si accettava di porre cittadini la questione prima di decidere, Rino Iacobucci (Pdl) si è astenuto, Andrea Di Filippo (gruppo misto) non si è riusciti a stabilire se ci fosse o non ci fosse, Fabio Fichera (Fratelli d'Italia), Silvio Martina (Udc), Fabrizio Bardella e il sottoscritto (CIVICA) che avevamo a suo tempo votato contro la delibera che ora si voleva sospendere abbiamo votato contro. Essendo l'Italia dei Valori assente, a favore ha votato solo Vanda Bernardini del Pd, ma per uno strano modo di contare i voti, la delibera sarebbe passata ugualmente, perchè il voto della Bernardini varrebbe per tutto il suo gruppo, alla faccia di ogni proporzionalità.
Il Pd in commissione occupa 4 posti, pertanto a mio avviso solo la presenza di tutti e quattro i consiglieri al momento del voto rappresenta tutto il gruppo di 15 consiglieri compreso il sindaco. Sarebbe troppo comodo se bastasse la presenza di uno per valere per tutto il gruppo. Abbiamo, perciò posto il quesito al segretario comunale e siamo in attesa del responso. In ogni caso questa strana e originale maggioranza, soprattutto assente, ha rimediato un'altra di quelle figuracce di cui è sempre più maestra.
Giovanni Lava

lunedì, giugno 24, 2013

PEDONE FATTI PIU' IN LA'

Quando le piante crescono sul marciapiede.
La cosa in via Martiri 30 Aprile si ripete regolarmente tutti gli anni. Ebbene sì le piante, quando non vengono tagliate di brutto, a Collegno come nel resto del mondo crescono e si allargano anche sui marciapiedi, ma in Comune evidentemente ogni anno se ne dimenticano. Nè se ne accorgono quei vigili solerti capaci di minacciare multe ai privati cittadini, ma che diventano improvvisamente ciechi quando si tratta del loro datore di lavoro. Fatto sta che sia nel punto ripreso nella foto, che qualche metro prima in direzione del Portale della Certosa diventa sempre più difficile per i pedoni passare senza farsi "accarezzare" la faccia dai rami della incolpevole pianta. Guai poi a passarci in bici, visto che in quel punto la strada è particolarmente pericolosa per loro.
Lavori Pubblici, se ci siete battete un colpo.

Invitiamo i lettori di questo Blog a segnalarci, inviando una foto e una breve descrizione, situazioni analoghe in città.

venerdì, giugno 21, 2013

I RISCHI DI UN SOGGETTO UNICO CHE GESTISCE I RIFIUTI

Ad una settimana esatta dal Consiglio Comunale aperto sul futuro del CIDIU sollecitato da CIVICA in cui l'architetto Foietta, presidente dell'ATO-R, ha illustrato il suo progetto di accorpamento del frammentato settore in Provincia di Torino con l'entrata di un socio privato (la solita Iren?), ecco che il Coordinamento ProNatura, CARP, Rifiuti Zero, No inceneritore lancia l'allarme con un suo documento che evidenzia i molti rischi che comporta la soluzione auspicata da Foietta.

giovedì, giugno 20, 2013

L'INNO DI MAMELI RIDOTTO A MOTIVETTO DA SEGRETERIA TELEFONICA

Ad ogni attesa in linea con il Comune, parte l'Inno d'Italia.
L'effetto è dirompente. Il primo impulso è quello di mettere subito giù la cornetta del telefono. Se si compone il numero del Comune di Collegno, dopo il consueto tu-tuu, appena il centralinista, a cui hai chiesto di passarti l'ufficio X, pronuncia la fatidica frase: "Attenda in linea", parte di colpo e a tutto volume l'attacco musicale dell'Inno di Mameli e resti senza fiato, trattenendo a fatica l'impulso di scattare in piedi sull'attenti.. Se l'attesa si dilunga, l'inno va avanti con tutte le sue note eroiche fino alla prima voce umana che si degna di rispondere. Se, come spesso capita, dopo una prima risposta ti rimettono in attesa o passano la telefonata ad un altro ufficio, ad ogni interruzione della comunicazione si riparte da capo. Se sei fortunato te la cavi  con una sola attesa, rimani rintronato, ma sopravvivi. Se sei sfortunato e vieni rimpallato da un ufficio all'altro (succede), rischi l'infarto con quel "Pa, ppa, papparapà che riparte all'infinito.
Chi in Comune ha avuto l'idea di utilizzare l'Inno di Mameli come jingle di riempimento dell'attesa telefonica deve essere certamente un sadico oltre che un soggetto da denunciare per vilipendio della Patria. Il sospetto è che si tratti di un vetero comunista pentito. Infatti l'Inno di Mameli è stato per decenni bandito da chi professava l'ideologia comunista. Erano i bei tempi in cui in ogni occasione all'Inno di Mameli  troppo nazionalista si preferiva Bella Ciao o l'Internazionale. Poi - contrordine compagni - la Patria è stata riabilitata e con essa anche il suo inno. Da allora come spesso accade per la legge del contrappasso si è passati da un estremo all'altro e ogni occasione è buona per far risuonare le sacre note. Così si è iniziato a far precedere ogni consiglio comunale e ogni occasione pubblica dalle note di Mameli. Ma evidentemente non era sufficiente a scontare i lunghi anni di boicottaggio dell'inno di Mameli, così i redenti  della patria collegnesi hanno avuto la brillante idea di inserirlo addirittura come motivetto di attesa al telefono, per far dimenticare il passato e esagerano, senza rendersi conto di produrre così facendo un effetto Crozza che senza Crozza diventa una cosa che non fa ridere e neppure sorridere.
Visto che si tratta di un'iniziativa molto pacchiana e discutibile, una banalizzazione dell'Inno d'Italia che rischia, invece, di offendere quel sentimento patriottico che probabilmente si vorrebbe coltivare, è ora che lo si tolga dal disco automatico del centralino del Comune e lo si restituisca alla solennità delle manifestazione pubbliche.
Giovanni Lava

mercoledì, giugno 19, 2013

UN BILANCIO LACRIME E SANGUE

I conti quadrano grazie a santa IMU.
Sembrano passati secoli da quando il bilancio preventivo a Collegno veniva orgogliosamente approvato a dicembre dell'anno precedente e invece questo è solo il secondo anno che viene approvato a giugno. Giovedì prossimo, se tutto fila liscio e non è detto, sarà licenziato il Bilancio 2013. Un bilancio lacrime e sangue soprattutto per i proprietari di una seconda casa. Peserà solo su di loro, infatti, l'aumento delle tasse comunali per far fronte all'ennesimo taglio dei trasferimenti statali e ...alle maggiori spese dovute al pagamento dei debiti lasciati dalla TOP, che per quest'anno ammontano a circa 270 mila euro. L'IMU sulla seconda casa e sui fabbricati produttivi e non produttivi passa dall'8,9 per mille dello scorso anno al 10,5 per mille, avvicinandosi all'aliquota massima dell'11 per mille che dovrebbe dare un gettito aggiuntivo di circa un milione e mezzo di euro. L'IMU sulla prima casa, al momento sospesa, è restata sui valori dello scorso anno, cioè il 4 per mille. Restano invece immutati gli scaglioni di addizionale Irpef.
L'amministrazione parla di tagli alla spesa per circa 500 mila euro, tagli tutti da verificare. Il milione di euro di avanzo di amministrazione dello scorso anno è stato impiegato nell'estinzione anticipata di mutui.
Ma quante sono le seconde case a Collegno? Stando ai numeri forniti dagli uffici, le seconde case ammonterebbero a 6.332 unità, mentre le prime case sarebbero 17.020 unità. Resta anche per il 2013 l'odiata tassa sui passi carrai, che ricordiamo incide sempre sulle abitazione, ma in maniera diseguale sui cittadini. Le promesse della maggioranza di rivedere almeno il metodo di calcolo della tassa sui passi carrai sono rimaste tali, per cui nulla cambia, lasciando inalterate le palesi ingiustizie evidenziate lo scorso anno.
Ultima considerazione: anche quest'anno, nonostante la crisi, la maggioranza si è ben guardata dal provare a coinvolgere le opposizioni nelle difficili scelte a cui è stata costretta dalla pesante riduzione dei trasferimenti statali e regionali. Non si è curata - e a dire che non gliene è certo mancato il tempo - neppure di informarle in tempo utile, nonostante le richieste avanzate più volte da parte di CIVICA.
Intanto è ufficiale: la popolazione collegnese è tornata sotto le 50 mila unità, in particolare il censimento ha certificato che i collegnesi sono solo 49.083.