mercoledì, dicembre 04, 2013

ITI MAIORANA DI GRUGLIASCO PRIMI NEL MONDO

Riceviamo e pubblichiamo.
Gli alunni delle classi quinte di Informatica dell’ ”ITI E.Majorana” di Grugliasco hanno partecipato alla competizione mondiale tra gli studenti degli USA e dell’Europa, denominata “Zero Robotics” e organizzata dal Massachusetts Institute of Technology (MIT dall'ESA Agenzia Spaziale Europea e al Politecnico di Torino). (Vedi volantino).
Alla fine della gara l’alleanza del Majorana di Grugliasco è riuscita a qualificarsi come prima nella classifica europea e prima perfino nella classifica mondiale, scavalcando nel punteggio le alleanze USA!
Il torneo quest’anno ha avuto una grande partecipazione di scuole italiane provenienti da tutte le regioni e di almeno 15 scuole di varie nazioni europee (Francia, Olanda Germania, Polonia ecc.).
Il Team di studenti (Loris Bibbò, Gianluca Brunetto,  Michael Remolif,  Mattia Chang,  Fabio Zuccaro, Andrea Francesco Pavia  Lorenzo Martines,  Vlad Burlacu) è stato seguito dai tutors prof.ri Renato Rondano, Melillo Gerardo (nella foto) , coordinati da prof. Filippo Guastella, referente del progetto “Robotica” per l’Istituto.
La competizione consisteva nel controllare un satellite, del tipo detto “SPHERES”, in un ambiente spaziale simulato, inizialmente in 2D e, in seguito, in 3D. In tale ambiente occorreva guidare il satellite alla raccolta di detriti spaziali e poi intercettare una cometa in rotta di collisione con la propria base spaziale. Sfruttando la forza gravitazionale oppure un laser precedentemente raccolto, bisognava deviare la traiettoria della cometa, salvando la propria base e consumando minor carburante possibile. Il codice è stato sviluppato su piattaforma del MIT basata sul linguaggio C/C++.
La squadra del Majorana, denominata Super Majo Bros con la preparazione e l’entusiasmo ha superato brillantemente le fasi eliminatorie per poi allearsi con un liceo livornese (Liceo Scientifico “F. Cecioni”) e un istituto belga (“Stedelijke Humaniora Dilsen”).
Dario Zucchini
ITI Majorana
Grugliasco (TO)

lunedì, dicembre 02, 2013

E' MORTO FEDERICO SEFUSATTI

Il ricordo di Elio Milanese.
La notte scorsa è mancato novantunenne il dott. Federico Sefusatti, un Uomo che ha fatto onore alla Città di Collegno e all’Italia col suo impegno civile di combattente per la libertà delle attuali generazioni.

Sebbene nella storia recente della Nazione ci siano per Federico importanti testimonianze e prestigiosi riconoscimenti ufficiali, nazionali e internazionali, lui non si è mai pubblicamente gloriato e ha mantenuto anche con amici e parenti discrezione e modestia su quanto da lui fatto.

Ho avuto modo da bambino di conoscerlo come paziente nel dopoguerra, all’inizio della sua attività di medico.

Un medico che divenne in breve tempo apprezzato da tanti cittadini e al quale tutti riconoscevano una sincera umanità e oltre a competenza e abnegazione professionale: non c’era orario, giorno, notte o stagione che lui non accorresse presso chi riteneva ne avesse bisogno.

Tra i suoi pazienti c’erano esponenti di tutte le origini o classi sociali, collegnesi, immigrati, operai, contadini, commercianti, industriali fra i quali uno è stato per anni il primo contribuente in Italia, ….  e, cosa più importante, posso testimoniare che tutti i suoi pazienti erano seguiti con quella la stessa attenzione e rispetto dovuti a esseri sofferenti.

Federico ha sempre mantenuto fino all’ultimo uno stretto e ricambiato legame di affetto sia con la moglie Lucia Barbero, sposata poco più che bambina, sia con una tribù sterminata  di parenti e amici che hanno sempre trovato nella loro bella casa una porta sempre aperta, senza formalità.


Ma soprattutto Federico non ha mai perso con le letture e gli incontri quella lucidità intellettiva e quell’impegno verso gli altri che è testimoniato anche da uno dei suoi ultimi scritti che mi aveva dato e che riporto in calce, inquietante per la sua attualità.
Elio Milanese

domenica, dicembre 01, 2013

LA DISCARICA INQUINA LA FALDA? L'ASSESSORE DORME SONNI TRANQUILLI

Unico intervento: il divieto di usare l'acqua inquinata.
Non una parola di rammarico, nè un'autocritica.  Per l'assessore all'ambiente (?) Barbara Martina il fatto che l'ex discarica di Cascina Gaj da 13 anni stia inquinando la falda acquifera non è un problema. Se da 13 anni il progetto di messa in sicurezza della discarica, di integrazione in integrazione, ancora deve essere messo in atto, il fatto non ha comportato secondo l'assessore rischi aggiuntivi visto che ai contadini della zona è stato vietato di usare l'acqua della falda per scopi alimentare per uomini e animali e per irrigare le colture.
Chi avesse voglia di farsi un'idea precisa della gravità del caso si legga attentamente la determina del dirigente, l'interrogazione di CIVICA e la risposta dell'assessore.
Il fatto che una discarica garantita a suo tempo per sicura inquini la falda acquifera non turba affatto l'assessore all'ambiente. Aver scoperto nell'anno 2000 che la discarica rilasciava nella falda acquifera concentrazioni anomale di manganese, ammoniaca e nichel  - e chissà quali altri veleni sotto la soglia considerata di rischio - non toglie il sonno all'assessore all'ambiente. Se poi dal 2000 ad oggi, oltre ad aver vietato l'uso dell'acqua inquinata e ad aver fatto conferenze di servizio e integrazioni su integrazioni al progetto di risanamento, nulla di concreto è stato fatto per fermare la fuoriuscita di percolato, non preoccupa l'assessore all'ambiente, ma la indigna solo il fatto che CIVICA le chieda conto della mancata messa in sicurezza della discarica, visto che "tutto è sotto controllo" (parola dell'assessore all'ambiente).
Una vicenda di inquinamento di una gravità enorme viene liquidata dicendo che tutto e in regola, tutte le norme sono state rispettate. Un discorso che in questa nostra povera Italia si è sentito sempre fare da chi doveva vigilare ed intervenire per salvaguardare la salute dei cittadini e dell'ambiente, dall'Acna di Cengio, all'Italsider di Bagnoli all'Ilva di Taranto. Pensavamo che davvero a Collegno ci fosse un'altra cultura e un altro atteggiamento, ma non è così. Per l'assessore all'ambiente in fondo gli inquinanti si stanno diluendo nell'acqua, le concentrazioni sono già più basse quindi possiamo dormire sonni tranquilli tutti quanti. E poi, basta non E M U N G E R E l'acqua!

lunedì, novembre 25, 2013

AREA MANDELLI, BONIFICA E CASCIANO GIA' SINDACO

IL GEOLOGO PRENDE LE DISTANZE DALLE SUE OTTIMISTICHE PREVISIONI.
Se fosse vero che il sottosuolo dell'area ex Mandelli non è inquinato e quindi non necessita di bonifiche, i primi ad esserne felici saremmo noi. E lo saremmo due volte. Infatti, sarebbe una buona notizia per l'ambiente, perchè in superficie non si correrebbero rischi per la salute delle piante, degli animali e soprattutto delle persone e nel sottosuolo non si correrebbero rischi di inquinamento della falda acquifera con tutto ciò che ne consegue per la catena alimentare. Ma servirebbero  anche meno quattrini per riqualificarla, quindi per realizzare un giusto profitto sarebbe necessario meno cemento.
Sbandierare ai quattro venti, come fa l'amministrazione (vedi articolo su Luna Nuova) per bocca dell'assessore Martina e del sindaco in pectore Francesco Casciano che sotto la Mandelli non c'è inquinamento appare quanto meno un azzardo.
I loro ragionamenti su cui poi torneremo si basano sulla Valutazione Qualità Ambientale fornita dalla Nord Ovest Immobiliare Spa propietaria dell'area.
E' vero, come abbiamo già pubblicato su questo blog il 14 novembre scorso, che il professionista che ha firmato il documento sostiene che dalle analisi risulta che tutti gli inquinanti sono al di sotto dei limiti fissati dalla legge e quindi si possono costruire residenze, scuole e giardini, ma lo stesso professionista mentre afferma ciò, mette le mani avanti e prende le distanze da se stesso. Infatti, sempre lui, afferma testualmente:
"Questo studio è basato essenzialmente sulle informazioni e sui dati geologici e
geomorfologici raccolti ed analizzati direttamente dagli scriventi, che non si assumono pertanto
responsabilità per informazioni inesatte o mendaci fornite da parti terze su argomenti non
strettamente attinenti la professione del geologo: 
in particolare non si può assicurare che nell’area in esame siano assenti altre sorgenti di sostanze pericolose o non sussistano condizioni latenti ulteriori rispetto a quelle rilevate nel corso delle indagini".
Siccome i campionamenti e le analisi sui campioni sono stati eseguiti da "parti terze" il nostro geologo non garantisce nulla. Ma se non si garantiscono i sondaggi e le analisi, che valore hanno le conclusioni che affermano che non ci sono rischi e non occorrono bonifiche? Boh!
Noi non siamo degli esperti, ma nella Valutazione Qualità Ambientale fornita dalla Nord Ovest Immobiliare Spa si attesta che su tutta l'area - più di 50 mila mq - si sono fatti 28 carotaggi, da questi carotaggi sono stati ricavati 75 campioni alla profondità di uno e due metri, di questi ne sono stati analizzati solo 49. Ora è evidente, e si spiega la prudenza del geologo, che dal numero dei campioni e dalla profondità da cui sono stati prelevati, per quanto si dica di aver applicate metodologie collaudate, i risultati possono attestare tutto e niente. Infatti potrebbero essere sfuggiti i siti più inquinati e gli inquinanti potrebbero, a causa del tempo trascorso e alla pioggia, trovarsi a profondità ben maggiori di due metri.
Nella relazione si dice anche che per esempio alla Protex hanno trovato un pavimento di cemento che avrebbe garantito l'impermeabilità e impedito agli inquinanti di disperdersi nel terreno. Sarà certamente vero, ma a noi risulta che quel cemento è stato collocato negli anni '90. Forse andare a verificare cosa c'è sotto, non sarebbe una cattiva idea.
Due battute infine sull'articolo di Luna Nuova. Non mi esprimo sulla qualità di questo genere di giornalismo finanziato dallo Stato con i soldi di tutti noi al servizio sempre e solo del palazzo, perchè non ne vale davvero la pena. Non possiamo però non notare che Silvana Accossato ha già ceduto lo scettro al suo successore. Infatti là al fondo degli articoli, dove di norma ci sono le dichiarazioni del sindaco, troviamo quelle di Casciano, che non si sa a che titolo intervenga. Si vede che ha già abbandonato le vesti di presidente del CIDIU Servizi, pur percependone ancora lo stipendio, e indossato quelle da primo cittadino. Visto che pare che il Pd non intenda fare le primarie, suggeriremmo di evitarci anche il disturbo delle elezioni e nominare Casciano sindaco subito per diritto ereditario.
Certo ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, perchè al male può ancora succedere il peggio.
Ma se proprio volete ridere, andate a leggere la sua proposta per la Mandelli. Il buon Casciano dall'alto dei suoi alti studi propone di chiamare gli ex operai dell'acciaieria e farsi indicare da loro se e dove si trovano le schifezze. Un metodo scientifico che merita senz'altro di essere brevettato. Ben venga ovviamente l'aiuto della memoria storica, ma ciò che noi chiediamo sono analisi approfondite e certificate da enti pubblici, condotte prima di qualsiasi decisione e non dopo, quando i buoi sono scappati.
Giovanni Lava

mercoledì, novembre 20, 2013

PROIEZIONE FILM "TRASHED, VERSO RIFIUTI ZERO".

CIVICA COLLEGNO INVITA TUTTI AD ASSISTERE ALLA PROIEZIONE E PARTECIPARE AL DIBATTITO CHE SEGUIRA'

martedì, novembre 19, 2013

VIVAI COPPO: ANCORA PALAZZI?

I cittadini della zona temono l'ennesima cementificazione.
Lo stato di abbandono evidente che da tempo caratterizza i vivai Euro Garden all'angolo tra via Magenta e via Torino, nei pressi del cavalcaferrovia di Corso Francia, vivai che per i collegnesi sono rimasti i "vivai Coppo", dal nome dei vecchi proprietari, lo stato di evidente abbandono - dicevamo - preoccupa i cittadini della zona che temono la loro distruzione per lasciare il posto a nuovi palazzoni.
A far nascere i sospetti sono le affermazioni dell'ultimo gestore dei vivai che sosterrebbe che da due anni l'INPS proprietaria del terreno, non gli rinnoverebbe il contratto di affitto. Questo spiegherebbe anche lo stato di abbandono in cui versano le bellissime serre.
In realtà stando al piano regolatore (vedi foto sotto) l'area sarebbe destinata a servizi sotto la dicitura orto botanico.
Ma non basta questo a tranquillizzare i collegnesi e a dire il vero neppure noi di CIVICA. Troppe volte in questi ultimi decenni abbiamo assistito a cambiamenti di destinazione d'uso con varianti ad hoc per favorire questo o quello per poter dormire sonni tranquilli. Certo immaginiamo che i cittadini si opporrebbero fieramente alla distruzione di un angolo di verde con alberi di alto fusto come questo. Ma prevenire è meglio dando l'allarme per tempo.
CIVICA presenta un'interrogazione per conoscere quali sono i progetti per quell'area di pregio e metterà a disposizione dei cittadini le risposte che verranno date.
Per quanto ci riguarda pensiamo che non solo quell'angolo di verde vada preservato, ma anche valorizzato. La nostra proposta è che alla prima occasione (Mandelli?), il Comune faccia acquistare quell'area per la collettività e poi si promuova un progetto di gestione che consenta di sposare l'iniziativa privata vivaista con una fruizione pubblica di un vero e proprio orto botanico, come recita il piano regolatore. Un modo per salvaguardare questo piccolo gioiello verde, creare posti di lavoro e un occasione di godimento floreale. Quella serra sembra fatta a posta per delle mostre floreali, una passione quella verso le piante e i fiori che riscontra sempre più successo in ogni angolo di Italia  e del mondo.
Giovanni Lava

giovedì, novembre 14, 2013

LA GRAMSCI CADE A PEZZI, PROF INTOSSICATO A SCUOLA

Il prof. Matteo Cassetta in ospedale

L'incidente due giorni fa.
Nove ore ricoverato in terapia in ospedale, tanto il tempo trascorso prima di essere dimesso al prof di artistica Matteo Cassetta della scuola media Gramsci a seguito dell'inalazione di monossido di carbonio sprigionato dal computer della scuola andato a fuoco mentre stava compilando il famigerato registro di classe informatico. Fortuna ha voluto che non fossero presenti degli alunni in quel momento nell'aula di informatica. In ogni caso il sistema di allarme antincendio, pur presente nell'aula non ha funzionato.
Si tratta dell'ultimo episodio in una scuola che cade letteralmente a pezzi senza che l'amministrazione comunale intervenga sull'edificio in maniera risolutiva.
A seguito della rottura dei lucernari dalla grandine del mese di agosto al momento risultano non agibili le due palestre, l'aula di musica, l'aula di artistica, l'aula insegnanti. l'aula per il sostegno, l'aula per il ricevimento dei genitori. Gli insegnanti di educazione fisica al momento possono solo usare gli spogliatoi delle palestre e sono costretti a fare lezione nel campetto adiacente all'edificio scolastico, quando e se pioverà non sanno dove andare.
Ma non finiscono qui le disfunzioni dell'edificio. Le finestre, modello a "ghigliottina", funzionano male e di frequente si bloccano e non rispettano i requisiti della sicurezza, come non li rispettano le ringhiere delle scale, a cui è stata applicata una rete di plastica, una soluzione che doveva essere provvisoria, ma si trova lì ormai da anni.
Vi sono poi gli interruttori elettrici che funzionano male, tanto che un bidello avrebbe preso a scossa non molto tempo fa.
Ci si chiede cosa stiano facendo le autorità scolastiche e quelle comunali. Aspettano l'incidente grave prima di intervenire? Il Darwin pare proprio non aver insegnato molto. Sulla situazione alle Gramsci CIVICA ha presentato un'interrogazione urgente per conoscere quali provvedimenti il Comune intenda intraprendere per mettere in sicurezza la scuola e restituire l'agibilità dei locali oggi preclusi alle attività didattiche.
Giovanni Lava

giovedì, novembre 14, 2013

MANDELLI, COSA C'E' SOTTO?

Un miracolo a Collegno: l'area dell'ex Mandelli non è inquinata.
"La qualità ambientale del suolo e del sottosuolo dell'area in esame è tale da garantire la attuabilità delle previsioni progettuali senza avviare le procedure di messa in sicurezza, bonifica e di ripristino ambientale previste dal decreto legislativo 152/06 e s.m.i.". In soldoni sull'area Mandelli si possono costruire case, alberghi, centri commerciali, giardini pubblici senza dover fare alcuna bonifica. A metterlo nero su bianco è il geologo Pietro Companatico sulla base dei campionamenti realizzati dai tecnici dello studio Genovese & Associati nel dicembre 2012 e delle successive analisi effettuate presso il laboratorio della Eurolab di Nichelino, il tutto su committenza della NordOvest Immobiliare Spa proprietaria dell'area.
E i collegnesi che si sono preoccupati per anni di cosa ci potesse essere sotto la Mandelli! Sotto la Mandelli non c'è niente. Quasi un miracolo, un caso più unico che raro nel paese dove altre acciaierie come Bagnoli o Taranto hanno inquinato aria, terra e acqua, provocando danni gravissimi all'ambiente e alla salute dei cittadini.
C'è da fidarsi? Per l'amministrazione comunale c'è da fidarsi.
Per noi di CIVICA e per molti collegnesi, senza entrare nel merito delle modalità dei campionamenti e delle analisi effettuate, l'assenza di inquinanti va certificata da un ente pubblico e va fatto prima che si approvi qualsiasi progetto di trasformazione urbanistica dell'area in modo da scongiurare spiacevoli sorprese quando potrebbe essere troppo tardi.
Va considerato, infatti, che la necessità o meno di effettuare una bonifica influisce moltissimo anche sul valore di un'area acquistata a prezzo di saldo. Un'area che con il progetto di riqualificazione urbana presentato dalla NordOvest in ossequio alla legge 106/2011  moltiplica decine di volte il valore iniziale grazie al cambiamento di destinazione d'uso da area a servizi a residenziale. Quindi se da una parte non devono sussistere dubbi di sorta circa il possibile inquinamento del sottosuolo, dall'altra va quantificato anche sulla base del valore aggiunto ottenuto con il cambio di destinazione d'uso il beneficio che la città deve ricevere in termini di servizi e di risorse economiche, così come previsto dalle normative e dal Piano regolatore vigenti.
Ma sotto la Mandelli non si nascondono solo possibili sostanze nocive, si nascondono anche misteriose trattative e tanta confusione politica e tecnica come attesta la risposta data dall'ing. Livio Dezzani della Regione Piemonte ai quesiti posti dal dirigente dell'urbanistica di Collegno.
Preoccupa venire a sapere che il garante delle procedure abbia così tanti dubbi.
E preoccupa ancora di più il fatto che davanti a tanti e tali dubbi ed incertezze, il consiglio comunale che sarà chiamato ad approvare il progetto sia stato finora tenuto completamente all'oscuro, alimentando le voci che allo studio dell'amministrazione e della maggioranza politica che la sostiene vi sia un vero e proprio tentativo di blitz da consumare senza preavviso.
In ogni caso la posta in gioco è tale che non potremmo assistere passivamente ad operazioni meno che trasparenti e cristalline.
Per evitare equivoci va detto che la lista CIVICA è favorevole ad un riqualificazione dell'area nel pieno rispetto della salute dei cittadini e nell'interesse della città. E' un vero e proprio scandalo aver lasciato l'area al degrado per più di venti anni, con il rischio che i possibili inquinanti fossero col passare degli anni trasportati dalla pioggia sempre più in profondità, mettendo a rischio la falda acquifera, mentre la superficie veniva lasciata alla mercé di ogni sorta di ospite.
Questa amministrazione è stata per dieci anni a guardare il degrado che avanzava senza muovere un dito. E' stato necessario che intervenisse la proprietà grazie alla legge 106 per smuovere un'amministrazione dakl suo sonno profondo.
Non è accettabile che avendo sprecato tanti anni ora non si dia alla città il tempo per capire e partecipare alle decisioni nei modi e nei tempi opportuni, pur di approvare qualcosa, non importa cosa, in zona Cesarini. Oppure si pensa che scelte così rilevanti per la città possano essere fatte senza coinvolgere i cittadini?  Noi pensiamo di no e crediamo di non essere i soli a pensarla in questo modo.

lunedì, novembre 11, 2013

BUIO E SPERANZA

Anticipazione articolo Collegno Notizie.
Sta per andare in stampa quello che dovrebbe essere l'ultimo numero di COLLEGNO Notizie, la rivista patinata distribuita gratuitamente dall'amministrazione comunale nelle case di tutti i collegnesi. La rivista che a detta dell'amministrazione non costerebbe un centesimo alle casse comunali perchè ripagata dalla pubblicità serve a magnificare l'amministrazione stessa e in particolare il sindaco che vi compare di solito con decine di foto. In realtà se alle casse comunali non costa nulla, non è detto che non costi nulla alla città, visto che gli inserzionisti spesso sono gli stessi che di riffa o di raffa hanno beneficiato di qualche provvedimento da parte dell'amministrazione comunale.
Al fondo della rivista ad ogni numero si trova un articolo a cura di partiti e movimenti politici rappresentati in consiglio comunale, quindi anche della Lista CIVICA per Collegno. Visto che dalla redazione dell'articolo alla distribuzione nelle case corre un po' di tempo con il rischio che gli argomenti trattati siano ormai superati dai fatti, in questa ultima occasione ho pensato di fare buona cosa anticiparne la pubblicazione su questo blog. Buona lettura. g.l.
Il buio e la speranza
Quando il sindaco di Collegno Silvana Accossato, uscendo per l’ultima volta da quello che è stato il suo ufficio per dieci anni, si accingerà a spegnere la luce, sarà inutile, perchè lì dentro il buio regna da moltissimo tempo. Sono mesi infatti che la sua amministrazione si trascina per forza di inerzia senza più una goccia di sangue nelle vene.
In questi cinque anni nessuna delle promesse elettorali che contano è stata mantenuta dalla maggioranza politica che governa la città. L’unica attività che non ha perso un colpo è stato il presenzialismo ossessivo con la retorica di chi predica bene e razzola male.
Questa amministrazione lascia dove l’aveva trovato il caos urbanistico di via De Amicis e dintorni. Se come si dice nei sottoscala della politica collegnese – nelle sedi ufficiali il silenzio è totale fino ad oggi 10 novembre quando questo articolo viene redatto – si dovesse arrivare ad approvare un progetto purchessia per l’area ex Mandelli, il merito, se di merito si tratta, sarà tutto della proprietà che lo propone grazie alla legge 106 e non certo dell’amministrazione che lo accetta supinamente. In ogni caso se dovesse andare in porto, l’unica cosa che Accossato porterà a casa sarà la demolizione di ciò che resta della fonderia, lasciando a chi verrà dopo un bel “pacco”, dalla bonifica del suolo alla realizzazione dei servizi promessi alla città, oggi solo sulla carta.
L’unico provvedimento urbanistico di questi anni non finalizzato a favorire l’immobiliarista di turno, ma a salvaguardare il paesaggio storico di Collegno saccheggiato per anni, la variante 13, è stato bocciato dal Tar. Il sindaco aveva promesso di ripresentarla, ma non se ne è più parlato.
Ma non è andata meglio sul fronte dei servizi. Per esempio la famigerata linea interna di autobus è rimasta una chimera. E la manutenzione delle strade e del verde non è mai stata più carente. Certo lo stato ha tagliato i fondi, ma il Comune si è rifatto a spese dei cittadini con tasse e balzelli vari.
Nonostante la nascita di comitati di quartiere e di consulte varie, mai la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica è stata così bassa e là dove i cittadini ci hanno provato è stata vissuta con fastidio e supponenza da chi comanda.
E che dire della gestione del patrimonio pubblico, impianti sportivi in testa? Un vero è proprio buco nero, come la commissione promossa dalla lista CIVICA per Collegno ha già ampiamente dimostrato. Per non parlare dello scandalo TOP costato circa un milione di euro.
La nostra lista civica con un solo consigliere – Giovanni Lava – ha fatto quello che poteva e molto di più. Le nostre battaglie per la difesa del territorio, dell’ambiente, della legalità, della partecipazione e della corretta gestione del patrimonio pubblico hanno rappresentato un punto di riferimento prezioso in consiglio comunale e nella città. Chi avesse la pazienza di scorrere la cronaca di questi anni sul nostro blog www.civicacollegno.it si renderà conto del grande lavoro svolto.
In primavera la città dovrà decidere se continuare ad essere governata da una casta amorale e immobile, attenta solo ai suoi piccoli o grandi interessi personali e di bottega, oppure provare a dare fiducia ad un’alternativa di governo credibile, partecipando in prima persona, perchè la pappa pronta e rancida qui è solo quella offerta dalla grande coalizione che governa da sempre la città, che fino ad oggi non ha dato nessun segnale di rinnovamento, ma anzi sembra stia per riproporre tristi figuri consumati e riciclati della peggiore politica.
Chi volesse dare una mano in prima persona, scriva a info@civicacollegno.it. E lo faccia presto, perchè un’altra Collegno è possibile, ma dipende anche da te!

Lista CIVICA per Collegno

mercoledì, ottobre 23, 2013

BUCHE ASSASSINE DI COPRICERCHIONI

Un cittadino ci segnala.
Ieri 22 ottobre 2013 sono passato in auto nella frequentatissima via Sebusto di Collegno e solo per un caso non ho danneggiato gomme, ruote e sospensioni nella profondissima e tagliente buca nell’asfalto che si vede nelal foto sopra.
La mia auto non ha copri-cerchioni come invece avevano le auto di altri numerosi malcapitati che hanno lasciato il segno del loro passaggio, perdendo i copri cerchioni che abbondano nei pressi della buca come si può vedere nella foto sotto.

Penso che in questo e in molti altri casi simili qualcuno sicuramente avrà fatto richiesta di danni e io non ritengo assolutamente accettabile che i cittadini siano vittime della incapacità o della non volontà dei loro Amministratori pubblici di fare il loro dovere, per il quale sono stati eletti!

Il cittadino Elio Milanese.

mercoledì, ottobre 23, 2013

CORRETTO IL PERCORSO LOGES

Raddrizzato il percorso Loges
A Collegno i lavori si fanno sempre almeno due volte.
C'è voluta la denuncia su questo Blog e un'interrogazione di CIVICA, ma alla fine in questi giorni sono corsi ai ripari. E poi c'è chi dice che CIVICA non serve!!! Forse non serve a cambiare in meglio la politica cittadina, ma a correggere qualche "cantonata" dei lavori pubblici forse sì! Una magra consolazione, ma meglio di niente.
Nella foto sotto come si presentava il percorso per non vedenti al momento della sua prima realizzazione. 

Prima realizzazione agosto scorso
Ed ecco invece come si presenta oggi. Nella foto si vede dal cemento fresco come finiva giusto nello spigolo. No comment!!








martedì, ottobre 22, 2013

SALVATE IL SOLDATO RYAN

Se i conti non tornano, li si fanno tornare.
La commissione d'indagine sulla TOP, dopo che in molti la davano prematuramente estinta, è stata convocata per giovedì della scorsa settimana dopo circa quattro mesi dall'ultima riunione. Ed è stata subito baruffa tra il presidente Superbo e molti commissari, in particolare il sottoscritto, stufi di essere presi in giro.
Due le novità di giornata. La prima è stata la consegna ai commissari di copia della transazione sottoscritta dal Comune e dalla liquidatrice della TOP. Una transazione che mette la parola fine alla incredibile vertenza legale promossa dagli ultimi amministratori della società contro il Comune, a cui chiedevano di pagare 307.377,61 euro per prestazioni eseguite e mai onorate, somme, però, non dovute a detta dei dirigenti comunali. La transazione prevede invece di riconoscere alla TOP 122 mila euro, circa il 40 per cento di quanto preteso. A pagare ovviamente ancora una volta saranno i cittadini collegnesi. Una transazione che non cancella però alcune domande rimaste senza risposta: perchè le fatture furono emesse in ritardo? perchè gli uffici comunali non le vollero pagare? se i lavori fatturati non furono riconosciuti allora, perchè in parte li si riconosce ora ?
Queste domande vorremmo poterle rivolgere al dirigente dei lavori pubblici. E' un anno almeno che aspettiamo che il presidente della commissione lo convochi per un'audizione ed è un anno che aspettiamo invano. Ora che hanno transato e dopo le vivaci proteste sarà forse la volta buona per ascoltarlo. A babbo morto naturalmente.
La seconda novità è rappresentata dalla notizia che la liquidatrice avrebbe offerto ai creditori della TOP il 65% di quanto dovuto. Nella precedente riunione di giugno, la stessa professionista aveva affermato che avrebbe offerto solo il 50% del dovuto e i creditori non solo si sarebbero accontentati, ma si sarebbero anche leccato i baffi. Non solo, ci si disse che i 276.143 euro che il Comune deliberava di versare, sarebbero bastati a coprire le perdite della TOP, ovviamente a condizione che i creditori accettassero il 50%. In quell'occasione ci dissero anche che il Comune non aveva altra strada da percorrere e che se il consiglio comunale non avesse votato la delibera sarebbe stato chiamato a risponderne, perchè avrebbe causato un danno al Comune e quindi all'erario.
Poi a luglio è arrivata la delibera della Corte dei Conti che sostiene  il contrario, infatti afferma che: "non sussiste un obbligo per il Comune di assumere a carico del proprio bilancio i debiti societari rimasti insoddisfatti all'esito della procedura di liquidazione. Sussistendone le condizioni, infatti, spetta di regola al creditore agire affinchè il Comune sia chiamato a rispondere dei debiti della società partecipata". Più chiaro di così! Ma la Corte dei Conti poi aggiunge che non si può escludere in astratto il fatto che il Comune si accolli i debiti di sua iniziativa. Una scelta che la Corte definisce discrezionale che però va adeguatamente motivata "poichè con essa il Comune decide di rinunziare al limite legale della responsabilità patrimoniale per debiti". In soldoni il Comune, accollandosi i debiti di sua iniziativa, rinuncia alla possibilità di rivalersi sugli eventuali responsabili. Più motivazione adeguata di questa? In realtà sia la conduzione dei lavori della commissione di indagine, nei tempi e nelle modalità adottate, sia le scelte dell'amministrazione hanno avuto un solo ed unico scopo: evitare ogni possibile conseguenza negativa, politica e personale, per gli amministratori della TOP. In commissione ho tradotto questa mission con l'imperativo: "Salvate il soldato Ryan e tutti i suoi commilitoni".
Per chi volesse saperne di più si rilegga il post
http://www.civicacollegno.blogspot.it/2013/07/una-patacca-costata-piu-di-un-milione.html
Giovanni Lava

lunedì, ottobre 21, 2013

TUTTA COLPA DELLA NEVE

L'Arpa rassicura Savonera: la centrale termoelettrica non inquina.
L'analisi comparata dei dati di PM10, PM2,5 e biossido di azoto prima e dopo l'entrata in funzione della centrale Iride "Torino Nord" non presentano differenze di rilievo e se in qualche occasione si è avuto uno sforamento degli inquinanti rispetto alla media del periodo, è stata tutta colpa della neve!
Il monitoraggio condotto dall'Arpa era stato chiesto dall'allora assessore all'ambiente del Comune di Collegno Gianni Pesce, assessore dei Verdi passato poi con il Pd e oggi stando ai "si dice" uno dei tanti pretendenti alla successione dell'attuale sindaco.
Dalle analisi è emerso quello che già si sapeva: la qualità dell'aria è pessima, nè più e nè meno come il resto dell'area metropolitana di Torino. Ma è la qualità dell'aria dell'intera pianura Padana che lascia a desiderare, come viene confermato dal rapporto appena pubblicato dall'Unione Europea. Nel decennio 2002/2011 preso in considerazione la situazione nella pianura Padana risulta essere particolarmente critica sia per l'ozono che per il particolato PM10 e PM2,5. Da noi poi si aggiunge il biossido di azoto.
Sulle concentrazioni di inquinanti, secondo i tecnici dell'Arpa, più che le fonti che le producono (riscaldamento e traffico in primo luogo) incidono le condizioni atmosferiche. Infatti nei sette giorni del 2012 in cui si sono rilevate concentrazioni di biossido di azoto superiori a quelle del 2011 faceva molto freddo e la neve copriva la zona. Chi volesse leggersi la relazione completa clicchi qui
Per quanto abbiano fatto di tutto mercoledì della scorsa settimana quando il rapporto è stato presentato al centro civico di Savonera per essere convincenti, i dubbi sulla localizzazione della centrale termoelettrica sono rimasti gli stessi di prima. Intanto perchè hanno continuato, politici e tecnici a braccetto, a voler farci credere che la centrale è stato un affare per l'ambiente. Un affare certo lo è stato per qualcuno ma non per l'ambiente, almeno non per Savonera. La centrale, dicono, è servita a sostituire quella vecchia e superinquinante delle Vallette e ad aumentare il teleriscaldamento a Torino che ridurrebbe l'inquinamento. Peccato che Torino che viene sbandierata come la città più teleriscaldata d'Italia, sia anche quella più inquinata.
Peccato anche che Savonera non è per niente toccata dagli effetti "positivi", ma solo dall'inquinamento prodotto dalla centrale, tanto o poco che sia. Poi c'è la falsificazione ideologica, perchè si giustifica la centrale con il fabbisogno di teleriscaldamento. In realtà la centrale serve a produrre energia elettrica e l'acqua calda è solo un sottoprodotto.
Savonera, mercoledì 16 Ottobre 2013
I dati forniti dall'ARPA non possono non essere corretti. L'altra sera però una sensazione sgradevole aleggiava nella sala del centro civico di Savonera, la sensazione che in ogni caso il risultato fosse in qualche modo previsto e scontato. E allora a che pro il monitoraggio? A beneficio di chi?
Alla fine della serata il sottoscritto ha chiesto quanto lo scherzetto fosse costato e chi lo avesse pagato. La risposta è stata: 45 mila euro e a pagare - proprio quello che non avremmo voluto sentire - il conto è stata la stessa Iren, cioè la proprietà della centrale che andava monitorata.
Giovanni Lava

mercoledì, ottobre 16, 2013

I LAVORI DI RESTAURO DEI CHIOSTRI DELLA CERTOSA

Rinascono a nuova vita i chiostri della Certosa di Collegno.
Da luogo di degrado a luogo di eccellenza architettonica. Il lavoro non è ancora finito, ma già si possono apprezzare i pregi di un vero e proprio monumento architettonico che vanta la città di Collegno e che fino ad ora non è riuscita a valorizzare. Per il momento si sta mettendo fine, si spera, ad un lungo periodo di abbandono e di degrado come testimonia la foto che segue.

Come avevamo scritto su questo blog circa due anni fa, il Comune di Collegno ha stanziato 1.600.000 euro per restaurare non solo il chiostro grande, quello con le colonne in pietra di Chianocco, ma anche i due più piccoli, fino all'ingresso principale che culmina nel portale dello Juvarra, già restaurato qualche anno fa.
Come ha illustrato, nel corso della visita a beneficio dei consiglieri comunali, l'architetto Besso Marcheis a cui è stato affidato il progetto, l'opera di restauro è totale, dai pavimenti alle colonne, al soffitto. Un'impresa tutt'altro che facile riportare il chiostro aulico all'antico splendore, visto il degrado e i successivi grossolani interventi di cui è stato fatto oggetto.
Si spera che una volta restituito agli antichi splendori si trovi anche il modo per restituirlo ai collegnesi, intervenendo anche sulla vegetazione "selvaggia" che ne impedisce la vista.
La proprietà resta della Regione, ma l'intervento è stato pagato dal Comune a compensazione dell'acquisizione della proprietà di alcuni padiglioni dell'ex Op.
Alla gioia di veder rinascere il gioiello si contrappone comunque il rammarico per l'incapacità delle amministrazioni comunali e regionali che si sono succedute di trovare una valorizzazione di un complesso monumentale che avrebbe trpvato in qualsiasi altro luogo in Italia e all'estero. Un esempio per tutti: la Certosa di Padula nel profondo Sud dell'Italia.
Giovanni Lava

lunedì, ottobre 14, 2013

L'ITALIA DEL SILENZIO


Oliva e Manzi evitano di andare fino in fondo.
"La Resistenza è stata davvero un'esperienza palingenetica della nostra storia o non, piuttosto, l'alibi attraverso cui l'Italia e gli italiani hanno evitato di fare i conti con le proprie responsabilità?" E' la domanda che si è posta lo storico Gianni Oliva e a cui ha cercato di rispondere venerdì scorso nel corso della presentazione a Collegno del suo ultimo libro dal titolo eloquente "L'Italia del silenzio - 8 settembre 1943. Storia del paese che non ha fatto i conti con il proprio passato". L'incontro è stato organizzato dal Comitato Resistenza Colle del Lys e dall'ANPI di Collegno. 
Il libro è diviso in due parti, nella prima vi è una rivisitazione degli eventi di 70 anni fa, nella seconda, quella a dir di molti la più interessante e per qualcuno provocatoria, vengono poste domande imbarazzanti. Oliva in sostanza ha affermato che i guasti dell'Italia di oggi derivano in parte anche dal fatto che non si è mai fatto i conti con le responsabilità dell'Italia e degli italiani per il Ventennio fascista e gli orrori della guerra, in cui i soldati italiani nelle nei paesi occupati si macchiarono spesso di crimini che nulla avevano da invidiare a quelli commessi dai nazisti in Italia. Altro che italiani brava gente! Il ragionamento di Oliva si sviluppa su di una linea che parte dalla constatazione che la Resistenza fu una scelta di pochi, mentre La maggioranza degli italiani, la cosiddetta "zona grigia", rimase estranea ai venti mesi di guerra partigiana; e una parte aderì alla Repubblica di Salò. La Resistenza poi sarebbe servita per non fare i conti con il proprio passato. Grazie alla Resistenza gli italiani hanno evitati di vergognarsi di quanto accaduto. Quando la guerra è finita abbiamo fatto finta di averla vinta. E la Resistenza ci ha permesso di affermare che in fondo eravamo usciti dalla guerra vincitori e di non avere responsabilità verso tutto ciò che l'aveva preceduta.
Non si tratta in ogni caso di una tesi nuova. Già il grande storico liberale Rosario Romeo ben prima di Gianni Oliva aveva detto: "La resistenza, opera di pochi; è stata usata da tanti per evitare di fare i conti con il proprio passato". Ciò che è nuovo è il fatto che a sostenerlo sia oggi uno storico organico alla vulgata resistenziale. Infatti non a caso si parla di tesi provocatoria che subito è stata condannata da molti esponenti della sua area politico-culturale.
Da educatore prima che da storico Oliva si è chiesto se il modo nel quale la storia del fascismo e della Resistenza è stato trasmesso ai giovani è quello giusto oppure se il mettere in luce solo le luci e dando poco peso alle ombre non sia all'origine di quanto è accaduto in Italia con il ventennio berlusconiano.
Ma allora va modificato il modo in cui la Resistenza viene ricordata e divulgata ai giovani? Se lo è chiesto Elena Cattaneo del Comitato Colle del Lys. L'intervento del senatore Luciano Manzi non ha lasciato spazio a ripensamenti: per quanto si è detto d'accordo con le tesi di Oliva, a suo avviso, non va modificato il modo con il quale da decenni viene raccontata la Resistenza ai giovanni. Oliva, forse timoroso di cadere in disgrazia presso l'ANPI e gli ambienti tradizionali di culto della Resistenza da cui proviene, ha risposto a Manzi che le sue tesi sono solo per gli addetti ai lavori, mentre va benissimo somministrare ai giovani la stessa minestra di sempre. Posso dire che mi sono cadute le braccia a sentirlo a affermare ciò?
In fondo è sempre la stessa storia. Anche qui a Collegno, quando non hanno potuto più nascondere i fatti del 1° Maggio 1945, li hanno ammessi, ma questo non ha modificato di una virgola i loro comportamenti in occasione delle varie celebrazioni. Silenzio c'era prima, silenzio ha continuato ad esserci anche dopo.
Tornando però al libro di Oliva, non è solo quanto da lui sostenuto che ha impedito di fare i conti all'Italia e agli italiani (tutti) con il passato fascista. A mio avviso c'è una mistificazione di fondo più grave.
Quando, per esempio, si parla dell'orrore delle leggi razziali del 1938, si dice sempre che si tratta di una delle più imperdonabili colpe del fascismo. E si dice la verità. Peccato che contemporaneamente si dà vita ad una gravissima rimozione. Chi addossa al fascismo la responsabilità di quelle leggi dice la verità, chi esprime una condanna  del fascismo senza appello per quella responsabilità fa bene. Peccato però che nel 1938 in Italia, a parte qualche sparutissima eccezione, erano tutti fascisti, compresi gli intellettuali, compresi quelli che poi scriveranno la gloriosa pagina resistenziale. Una pagina che sicuramente ha riscattato le colpe del fascismo, ma non le ha cancellate. I guasti sono rimasti. Quelle colpe le forze politiche del cosiddetto arco costituzionale le hanno sempre addossate ad un fascismo altro da sè e le hanno caricate solo sui nostalgici del fascismo. Le leggi razziali furono colpa dei cattivi, noi siamo i buoni, quindi ... 
La Resistenza e l'antifascismo post-bellico sono stati usati per cancellare colpe collettive e colpe individuali e per rifarsi tutti una verginità. Questo ha consentito di traghettare bellamente nel dopoguerra più o meno sottotraccia vent'anni di cultura e di consuetudini fasciste che avevano agito in profondità e che hanno continuato a produrre i loro frutti avvelenati, dal razzismo, alla corruzione, allo scarso senso della comunità, all'immoralità e al doppiogiochismo in politica come normalità da premiare...
Ecco perchè a mio avviso Oliva, e Manzi che si dice d'accordo con le sue tesi, vestali entrambi della Resistenza, sono arrivati ad avvertire che qualcosa non ha funzionato nella trasmissione dei suoi valori alle generazioni successive. Hanno cominciato a mettere  a fuoco la verità dal punto di vista storico, ma poi non sono conseguenti nei comportamenti concreti, non vanno fino in fondo. Posso capire che non è affatto facile, anche perchè dal punto di vista politico-culturale purtroppo è troppo tardi ormai. Eppure forse varrebbe la pena di provarci a fare i conti con il nostro passato una buona volta, senza i soliti piccoli calcoli di bottega.
Giovanni Lava

giovedì, ottobre 10, 2013

DOMANDE PER PRESIDENTE E SCRUTATORE DI SEGGIO ELETTORALE

LE DOMANDE VANNO PRESENTATE DAL 1° AL 31 OTTOBRE PER IL PRESIDENTE E DAL 1° OTTOBRE AL 30 NOVEMBRE PER GLI SCRUTATORI.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTARE IL SITO DEL COMUNE.

mercoledì, ottobre 09, 2013

IL GIORNO DELLE SCUSE

Letta per Lampedusa e Grasso per il Vajont.
L'ultima trovata escogitata dai nostri politici per prendere per il sedere gli italiani è quella di chiedere pubblicamente scusa. Il presidente del consiglio Enrico Letta le ha chieste per i morti di Lampedusa, il presidente del senato Pietro Grasso si è spinto più in là, chiedendole addirittura per i morti del Vajont di cinquant'anni fa. Nessuno pare si sia ancora fatto avanti per chiedere scusa per i morti della Prima Guerra Mondiale, ma un po' di pazienza e qualcuno si farà avanti a chiedere scusa anche a loro. Ci troviamo di fronte all'ultima frontiera della politica italiana per risolvere i problemi con poca spesa: basterà dopo ogni disastro, annunciato o meno, chiedere scusa e ci si mette la coscienza a posto. Vedrete che in un crescendo di emulazione arriveranno a chiedere scusa anche per le tragedie che non sono ancora avvenute.
Il presidente Napolitano questa volta è stato superato dai suoi sodali più prossimi. Se sulle carceri, invece che il messaggio alle camere, avesse semplicemente chiesto scusa ai carcerati, se la cavava prima ed evitava tante polemiche e speculazionii.
Purtroppo se c'è qualcuno che deve chiedere scusa al mondo intero per la sua classe politica di peracottari è il popolo italiano.
Una classe politica quella italiana tanto imbelle quanto inaffondabile: più disastri combina e più sta a galla, così può presentarsi con la faccia di tolla di chi non ha mai alcuna responsabilità di quanto accade nel Belpaese.
Volete un esempio fresco di giornata? Un esempio che può essere preso a paradigma di tutti gli altri? Guardate, se non lo avete già fatto, l'intervento di Livia Turco a La7 (guarda il video). La veemenza contro i grillini, l'indignazione accorata verso le condizioni dei carcerati ... quanta faccia tosta mostra di avere l'inossidabile ex ministra. I grillini saranno pure dei cretini, ma ancora non sono stati ministri come la Turco o come Napolitano, per questo evidentemente sono all'origine di tutti i mali d'Italia. Invece chi ha da sempre avuto le mani in pasta, non ha mai alcuna responsabilità, l'unica cosa che riesce a fare, se proprio vi è costretto dalle circostanze, è quella di chiedere scusa. Quella di togliersi dai cabasisi, quella mai.
Giovanni Lava

martedì, ottobre 08, 2013

UN PARCO BUONO PER OGNI INFRAZIONE

Rispettare le regole? Al Dalla Chiesa non esiste proprio.
La settimana scorsa attraversavo il parco Dalla Chiesa in bici per recarmi negli uffici comunali, stavo superando un gruppetto che faceva jogging, quando in fondo al viale si è materializzata a tutta velocità un Multipla. Sia io che i corridori siamo stati costretti a ripararci ai bordi della strada per non essere investiti, visto che l'auto proseguiva alla stessa velocità senza dar ad intendere alcuna intenzione di rallentare. Sgommando l'auto ha girato poco dopo nel vialetto sterrato che costeggia Villa 5 e si è fermata davanti al cancello. Ne è scesa una donna con una bimba in braccio. Mi sono avvicinato per far presente alla signora che si trovava in un parco e non sulla pista di Monza e per di più che nel parco il traffico sarebbe proprio vietato. La signora in modo molto signorile mi ha mandato a quel paese, affermando che solo lei conosceva i problemi che gli creava la sua bambina e senza batter ciglio si è infilata nell'edificio.
Ora si dà il caso che Villa 5 ospita un asilo privato per bimbi da 1 a 6 anni di età chiamato Microtane. Sarebbe interessante sapere se i genitori dei piccoli ospiti godono di un permesso speciale per accedere nel parco con la loro auto e quindi si è trattato solo di un eccesso di velocità oppure si tratta di persone che approfittano del fatto che il divieto di accesso nel parco non venga rispettato a causa dei controlli inesistenti.
Divieti di cui si è fatto un baffo anche il proprietario della 500 Fiat rossa parcheggiata per tutto il pomeriggio proprio sul passaggio pedonale di accesso al parco come si vede nella foto che segue.

Anche il proprietario della 500 sa che può farlo, perchè nessuno controlla.
CIVICA presenterà l'ennesima interrogazione e vedremo cosa ci risponderanno questa volta, se e quando le autorità troveranno il tempo per farlo.
Giovanni Lava

lunedì, ottobre 07, 2013

IL PROGETTO MANDELLI


La presentazione in commissione urbanistica.
Per chi si fosse persa la commissione urbanistica del mese scorso in cui è stato presentato il progetto sull'area ex Mandelli siamo ore in grado di pubblicare la presentazione dell'architetto Picco (ora è stata pubblicato anche sul sito del Comune), così chi ne ha voglia potrà prenderne visione. Per vederla cliccare qui.
Invece chi si fosse perso il commento del consigliere di CIVICA per Collegno può cliccare qui.

mercoledì, ottobre 02, 2013

INCENERITORE E DISINFORMAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo video.
Termovalorizzatore o inceneritore? Parte già dal nome con cui lo si indica la disinformaione o la corretta informazione. L'incenerimento dei rifiuti è certamente una tecnica nuova per Torino, ma in via di estinzione nel resto dell'Europa. Quando poi il TGR Piemonte, che si sa brillare per la non puntualità e la superficialità con cui fa informazione, si occupa di inceneritore, il Comitato per i rifiuti zero non glie le manda a dire produce un video che rimette un po' d'ordine. Per vederlo cliccare qui.