giovedì, luglio 28, 2011

Riceviamo da un cittadino pubblichiamo

La viabilità a rischio in via Trieste
Via Trieste: una viabilità da brivido
Sarebbe curioso sapere chi ha deciso la nuova viabilità nelle vie Trieste e Bendini e sarebbe altrettanto curioso sapere che tipo di ragionamento ha fatto, di quali dati ha tenuto conto, e quali cittadini ha sentito per prendere tali misure.
Sicuramente non ha avvisato nessuno delle variazioni che sono state messe in opera con discutibile tempismo (e solo il caso ha voluto che non vi siano stati incidenti nei primi giorni).
Abbiamo provato noi a vedere quali sono le ricadute di questa variazione e le elenchiamo qui di seguito.
Partiamo da alcuni dati certi:
- in via Trieste a partire da via Silvio Pellico sino al viale XXIV Maggio abitano 115 famiglie (circa 300 abitanti); in via Bendini nel medesimo tratto abitano 16 famiglie (circa 50 abitanti);
- in via Trieste al civico 17 (proprio all’angolo con via S.Pellico) vi è un garage che serve il condominio di via Trieste 9-11-13-15 e il condominio adiacente di viale Piemonte con 80 box auto;
- in via Trieste subito prima del civico 17 vi è un parcheggio con 11 posti auto;
- in via Bendini vi sono due parcheggi: uno con 44 posti auto (con uscita sia in via Bendini che in via Pellico) l’altro con 32 posti e uscita in via Bendini;
- il mercoledì si svolge il mercato tra via Bendini e C.so Francia.
Fatte queste premesse (che siamo certi sono a conoscenza di chi ha preso le decisioni sulla viabilità), vogliamo sottolineare le criticità che si sono evidenziate nel corso di questi mesi.
L’inversione del senso di marcia di via Trieste e la riduzione ad un solo senso in via Bendini provoca numerosi inconvenienti:
1) l’uscita dal garage di via Trieste 17 (che ha un flusso giornaliero che va da un minimo di 70 ad un possibile 140/160 uscite con altrettante entrate) è particolarmente disagiata, infatti chi esce dal garage non ha alcuna visibilità sui veicoli che arrivano da sinistra, gli autoveicoli parcheggiati sulla strada impediscono la visuale e le auto in arrivo da una strada molto larga che si immette in una strada al contrario molto stretta, arrivano in velocità. Il pericolo di questa situazione è evidente e un incidente è così probabile che si tratta solo di una questione di tempo. Il senso contrario, come negli anni passati, non ha mai dato problemi in quanto la visibilità è ottima;
2) il medesimo discorso vale per il parcheggio, con l’aggiunta che le auto che escono sono posizionate verso Torino e, dato il segnale di divieto sistemato proprio sull’angolo, sono costrette a compiere quasi un’inversione ad U per prendere la via;
3) il mercoledì con il mercato in via Silvio Pellico chi proviene da Torino può girare a sinistra, ma poi si trova bloccato in quanto non può proseguire in alcuna direzione ed è frequente vedere auto che fanno diverse manovre per invertire la marcia, mentre, spesso, chi non conosce la zona, gira a destra in via Bendini in quanto è l’unica strada possibile;
4) con la viabilità sono stati ridisegnati i parcheggi, che un po’ per la nuova direzione del traffico, ma ancor più per la stravaganza con cui sono stati disegnati, i posti auto sono diminuiti. A questo proposito come esempio si può rilevare come in un caso dove da sempre ci stavano due auto è stato disegnato un solo posto (vedi via Trieste), in altri casi (vedi via Francesco Crispi) dove vi era lo spazio per due auto sono state disegnati nuovi spazi in cui può stazionare una auto e mezza. E’ vero che se in due spazi dove vi stavano due auto ciascuno e quindi quattro in tutto ora ve ne sono due dove possono parcheggiare un’auto e mezza che sommate fanno tre si è perso un solo spazio auto. Rimane comunque sempre difficile convincere qualcuno a tagliare la propria auto in due per poterla parcheggiare come si deve. (La pretesa di togliere un giardino, abbattendone gli alberi, per fare qualche posto auto, si scontra con il modo miope in cui si è operato nel momento in cui si sono disegnati gli spazi).
Questi sono solo alcuni degli spunti che sicuramente potrebbero essere sviluppati ed allargati per capire ciò che significa questo tipo di soluzione adottata dal Comune a cui ci piacerebbe chiedere delucidazioni. Non è nostra intenzione rimanere soggetti passivi di fronte ad un’amministrazione che sembra non intenda ascoltare le richieste dei cittadini che in ogni caso l’hanno votata proprio perché fosse al servizio della cittadinanza.
Quello che più preoccupa chi scrive è la rilevante pericolosità della nuova viabilità; a fronte di una precedente situazione in cui per le vie Trieste e Bendini non vi erano che minime possibilità di incidente ora, specialmente per quanto riguarda via Trieste la pericolosità della via da minima è passata a massima e questo è un male. Chi si assume la responsabilità di aver procurato un possibile danno a cose e persone?
Sarebbe interessante poter avere un confronto franco con i responsabili del Comune; sarebbe bello che a fronte di un errore di valutazione e di fronte ad un evidente pericolo si accettasse di tornare indietro, i cittadini hanno provato la nuova viabilità e si sono resi conto che è più conveniente e meno pericoloso invertire i sensi di marcia.
Purtroppo così come non si informano i cittadini di ciò che verrà fatto nel loro quartiere, nella loro via, sul marciapiede dove abitano, pare che il Comune non intenda confrontarsi e ascoltare le proposte dei cittadini, così come sta facendo per il giardino sempre di via Trieste.
Ci sarebbero varie possibilità per sistemare tutta la viabilità e i parcheggi in tutta la zona (si pensi al parcheggio selvaggio nelle sere di venerdì e sabato nel centro di via Trieste prima di via Silvio Pellico) se si volesse sentire i cittadini che vi abitano e che con l’andare del tempo si sono fatti un’idea di come si potrebbero risolvere questi problemi, solo si avesse qualche volta la pazienza e l’umiltà di ascoltare.
Forse tutto ciò può non interessare il nostro Sindaco che ha ormai ottenuto il voto per due mandati, ma il partito che la sostiene è proprio sicuro che a forza di non ascoltare i propri elettori non possa arrivare anche qui, magari in altre forme, quel vento che ha portato Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli, è sicuro che sia corretto non ascoltare la volontà dei cittadini considerandoli sudditi e non partecipi del futuro della città?
Fulvio Grosso