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mercoledì, ottobre 14, 2015

MIGRANTI: UNO SU MILLE.

Sono dieci e tutti africani quelli ospitati a Collegno.
Uno a mille. In uno a mille è calcolata la capacità di accoglienza di migranti nel nostro comune. Per cinquantamila abitanti cinquanta migranti. Al momento ne stiamo ospitando 10. Questi i numeri di quella che da molti è stata definita una vera e propria invasione, una riprova se ce ne fosse bisogno della malafede, ma anche dell'ignoranza dei dati reali di cui si nutre certa propaganda.
Dei migranti ospiti a Collegno se ne è parlato nella seconda commissione consiliare lunedì scorso. A descrivere la condizione umana di persone sospese nel limbo dell'attesa dell'esame per l'accoglienza o meno della richiesta di asilo politico è stato l'educatore della cooperativa Atypica che li segue. I dieci ospiti sono tutti maschi e per lo più di età compresa tra i 20 e i 30 anni di età. In questo momento sono tutti originari dell'Africa sub-sahariana. Sono ospitati presso il residence di Villa 5 nel parco Dalla Chiesa, una struttura tutta al femminile, motivo per cui avevano chiesto di ospitare delle donne. Il prefetto invece ha inviato tutti maschi. E' il prefetto, infatti, che assegna i migranti alle cooperative che hanno partecipato ad un bando pubblico, il comune non c'entra nulla. Come CIVICA vorremmo che si attivasse un po' di più visto che il Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegna l'amministrazione a dare il proprio contributo all'emergenza dell'accoglienza dei migranti. Ma L'assessore Maria Grazia De Nicola ha dato assicurazioni sul fatto che si stanno attivando per predisporre anche in collaborazione con parrocchie, privati ed associazioni un programma di accoglienza. Il tutto sempre coordinato dalla prefettura.
Tornado ai dieci profughi ospiti a Villa 5, tutti arrivati in Italia con i barconi della morte, la loro condizione è quanto mai difficile sia dal punto di vista economico che psicologico. Dopo aver percorso migliaia di chilometri in condizioni inenarrabili e subito violenze di ogni tipo, si ritrovano qui ad attendere un responso che si fa attendere anche per due anni, tanto ci mettono le commissioni territoriali che devono concedere o meno l'asilo politico. Un tempo infinito in cui tra l'altro non possono neppure cercare un lavoro per integrare i 2,50 euro al giorno che percepiscono per le piccole spese quotidiane. Cifra che alcuni di loro mettono da parte per spedirla alla famiglia in Africa dove con 40 euro si sfamano per un mese.
I famigerati 35 euro che lo Stato spende comprendono i 2,50 e tutte le spese di vitto, alloggio, vestiario, trasporti ecc. In ogni caso finora il Comune di Collegno non ha speso neppure un centesimo del proprio bilancio.
Molti consiglieri comunali hanno posto il problema di come come rendere "visibile" la presenza di queste dieci persone a Collegno, di come far uscire da una sorta di "clandestinità" la loro presenza. Si è parlato di incontri nelle scuole, di iniziative varie anche di festa per abbattere il muro di diffidenza o indifferenza che li circonda, ma anche semplicemente di non visibilità. Infatti è grazie alla mozione presentata da CIVICA sull'accoglienza che è saltata fuori la presenza a Collegno di questi profughi in attesa di asilo politico. Richiesta di asilo politico che alcuni di loro difficilmente vedranno accolta. E allora per loro si aprirà il dramma del previsto rimpatrio. Rimpatrio che nessuno di loro prende neppure in considerazione dopo la fatica e i pericoli per la loro stessa sopravvivenza per arrivare sin qui.
In ogni caso, a nostro modesto avviso,  è bene che i cittadini di Collegno conoscano le loro storie meglio e possibilmente un po' più da vicino.
Giovanni Lava

lunedì, giugno 22, 2015

UN MANIFESTO CONTRO LAVA E CIVICA

Nel mirino della Lega per la mozione sui migranti.
Fare il consigliere comunale di questi tempi a Collegno è cosa abbastanza frustrante vista la palude amministrativa in cui siamo immersi. Per fortuna però che c'è la Lega (Nord?) a dare qualche soddisfazione con il manifesto affisso per la città con il quale mi mette alla gogna per aver chiesto che anche la città di Collegno facesse la sua parte per far fronte all'emergenza e quindi ospitare dei migranti.
Ebbene essere messo alla gogna per questo, e dalla Lega poi, per il sottoscritto e per CIVICA è un onore.
Al di là dello stravolgimento dei fatti per cui ogni migrante diventa per la Lega necessariamente un clandestino, la mozione di CIVICA, emendata e approvata insieme a Pd, Sel e Centro democratico (leggi) nell'ultimo consiglio comunale, è stata un piccolo segnale di civiltà contro la barbarie a cui assistiamo quotidianamente.
Personalmente trovo vergognoso e indecente paragonare i nostri concittadini in difficoltà con quanto sta avvenendo nel Mediterraneo, sulle nostre coste e ai nostri confini.
Far credere alla gente che se hanno delle difficoltà economiche la colpa è dei naufraghi e che facendoli annegare i nostri problemi si risolvono è abominevole.
Nulla di nuovo sotto il sole. E' dalla notte dei tempi che si sono scaricate sulle minoranze (ebrei, rom, saracini, ecc.) o sui paesi limitrofi la colpa delle proprie crisi economiche. Peccato che persecuzioni e guerre non hanno mai risolto i problemi di chi le ha scatenate, caso mai sono solo servite ai detentori del potere per allontanare da sè le proprie responsabilità.
Quello che è terribile è che batti e ribatti lo schema funziona sempre. Nel nostro piccolo lo abbiamo verificato anche in questi giorni che siamo stati come CIVICA nei mercati. Sempre più gente è convinta che i suoi problemi veri o presunti sono causati da negri, zingari e mussulmani. Un clima sempre più pesante si respira ovunque. C'è di che essere sinceramente preoccupati. Non sarebbe la prima volta che la maggioranza del popolo si fa abbindolare dal demagogo di turno per cacciarsi in avventure reazionarie e totalitarie di cui poi avrà di che pentirsi amaramente.
La folle idea che nell'epoca della globalizzazione, delle merci e dei capitali che possono viaggiare e fare quello che vogliono in giro per il mondo, si possano tenere le persone dietro i muri oltre che un'idea razzista è anche una pura illusione. Non si può fermare chi è disposto a perdere tutto anche la vita pur di sfuggire al suo triste destino.
Allora i nostri eroi de "prima la nostra gente" devono avere anche il coraggio di dire che sono disposti a sparare addosso a questa umanità dolente che si accalca alle nostre porte fino a che avranno proiettili sufficienti a fermarli. In gioco se ne hanno il coraggio c'è solo questa opzione, Dire che bisogna aiutarli nei loro paesi è un'ipocrita panzana, visto che anche in questo momento l'Africa è il continente più derubato delle proprie risorse, risorse così necessarie allo sviluppo economico della nostra "civile" civiltà occidentale, e che le guerre da cui molti dei profughi fuggono sono state causate dall'Occidente, Italia compresa.
Si viaggia di mistificazione in mistificazione. Se il nostro paese soffre più di altri la crisi economica mondiale, il merito è solo e tutto nostro e di chi ci ha governato. Pensare di uscirne alzando muri è una pia illusione. Personalmente sono convinto che purtroppo quello a cui assistiamo oggi sia solo la punta di un iceberg e che il peggio debba ancora venire. Mi auguro di sbagliare.
Giovanni Lava