mercoledì, marzo 16, 2016

L'ALLARGAMENTO DELLA EX STATALE 24.

L'ultima opera a scomputo a spese dell'Ikea.
Il progetto giace nei cassetti da un po' di anni, ma a quanto si dice dovrebbe a breve trovare attuazione. Si tratta dell'ampliamento dell'ex Statale 24 (oggi della Città Metropolitana) tra la grande rotonda all'altezza del ponte sulla Dora e dell'ingresso in tangenziale e quella che porta al Pip,  ai centri commerciali e a Savonera.
La spesa dovrebbe aggirarsi intorno al milione e 200 mila euro e a tirarli fuori sarà l'Ikea come ultima opera a scomputo degli oneri di urbanizzazione legati alla sua localizzazione a Collegno circa dieci anni fa.
L'ampliamento della ex statale prevede sostanzialmente che la corsia a ridosso dei vivai diventi un controviale e sul lato verso la Dora si costruisca una nuova corsia per 3/400 metri larga 4 metri. C'è chi dice che l'opera ruberà ben 11 metri al parco. In realtà si tratta di molto meno, almeno per quanto riguarda la strada. Se poi si considera che l'assessore Manfredi vorrebbe che si costruisse un'area panoramica attrezzata che guardi verso la Dora e che possa servire come porta di accesso al Parco con qualche panchina, fontanella e portabici, allora in quel punto potrebbe anche trattarsi di 11 metri.
L'aspetto negativo dell'opera non sta tanto nell'ampliamento verso la Dora - se si va a vedere si tratta di una fascia di terreno già ampiamente compromessa - quanto che non si sia prevista una pista ciclabile, anche se questa non risolverebbe il problema dell'attraversamento della grande rotonda, che resta una barriera pericolosissima per i ciclisti, ma anche per i pedoni. Una situazione, visto l'interesse che rappresenta comunque lo sviluppo commerciale dell'area, che va risolta in qualche modo. E non ci si venga a dire che c'è la pista nel parco, per favore.
Visto che il progetto non è ancora esecutivo, CIVICA chiede all'amministrazione di farla prevedere nel costruendo controviale. E' un delitto costruire nuove strade senza prevedere piste per i ciclisti.
Come dicevamo l'ampliamento visto sul posto non ci pare un danno al parco e comunque è poca cosa rispetto a quanto era previsto in origine (vedi foto sotto) quando il progetto prevedeva il cosiddetto "ricciolo", una bretella che avrebbe dovuto consentire di uscire alla destra della ex statale (direzione Torino) per poi girare e attraverso un sottopasso raggiungere l'Ikea.
In quel caso sì che l'opera avrebbe compromesso una bella fetta del parco.
Con quest'opera, come si diceva, si dovrebbe concludere la grande operazione Ikea che solo con le opere a scomputo ha speso circa 15 milioni di euro. Un'operazione che commercialmente deve essere stata molto vantaggiosa se è vero che il centro commerciale ha i parcheggi che scoppiano nei giorni di punta. Fino ad oggi il famigerato boschetto che allora fu imposto come opera "ecologica" è stato gestito dalla stessa Ikea. Ora dovrebbe farsene carico il Comune. E sarà meglio, visto che voci di corridoio parlano delle avance di Ikea per continuare a gestirlo in cambio di un bel parcheggio sotto il "boschetto", alla faccia della permeabilità del terreno e dell'ecologia.
Giovanni Lava

mercoledì, marzo 16, 2016

BASTA TRIVELLE ZONA OVEST

Costituito il Comitato per il referendum.
Sala piena all'Aurora di via Bendini lunedì scorso per la prima riunione del Comitato per il SI' referendum del prossimo 17 aprile. CIVICA era presente in massa,  numerosi anche i militanti di Legambiente a cui è stato affidato il coordinamento del Comitato, ma non mancavano rappresentanti di Sel, che ha dato la disponibilità della sala, dei Cinquestelle e anche Gianni Pesce del Pd.
La serata è stata molto operativa, si sono raccolti i soldi per stampare un numero congruo di volantini, si è deciso di formare un comitato allargato con Rivoli, Alpignano e Grugliasco, aperto anche ad altre realtà comunali.
Il comitato si è messo subito al lavoro è già ieri è stato diffuso il volantino (leggi) che tutti sono pregati di far girare. Nel volantino è indicato anche l'indirizzo email (bastatrivellezonaovest@gmail.com) a cui scrivere per aderire al comitato per dare la propria disponibilità e ricevere le informazioni sulle iniziative che seguiranno.

giovedì, marzo 10, 2016

REFERENDUM 17 APRILE: PER IL COMITATO SI CAMBIA DATA.

La convocazione del I° incontro è anticipata a lunedì 14 Marzo.
L'iniziativa di CIVICA per la costituzione di un comitato è stata accolta positivamente dagli altri soggetti invitati. Per dare ancora più respiro all'iniziativa Legambiente ha proposto di allargare l'invito agli altri suoi circoli dei comuni del circondario e di cambiare data, anticipando la data al giorno precedente di quello indicato e anche sede. Pertanto l'incontro per la costituzione del Comitato per il SI' al referendum sulle trivelle si terrà
LUNEDI ' 14 MARZO ALLE ORE 21
PRESSO IL CIRCOLO AURORA DI VIA BENDINI
AL SECONDO PIANO
Tutte le associazioni e i cittadini che vogliono partecipare  e dare una mano sono i benvenuti!

mercoledì, marzo 09, 2016

REFERENDUM 17 APRILE

Appello per la costituzione di un Comitato per il SI' a Collegno.
Manca poco più di un mese al 17 Aprile - la data scelta dal Governo per il Referendum per fermare le trivellazioni a mare - e pochi lo sanno. Mai silenzio è stato più assordante su di un appuntamento referendario. L'obiettivo evidente è quello di farlo passare in sordina in modo che i cittadini non ne siano informati e così non si raggiunga il quorum necessario. Collegno non fa eccezione in quanto ad informazione. Per questo come CIVICA pensiamo che sia non solo utile, ma necessario e indispensabile costituire al più presto un Comitato unitario che metta assieme tutte le forze politiche, associazioni e cittadini interessati alla vittoria del Sì per organizzare e coordinare iniziative di propaganda nel mese scarso che resta a disposizione per informare i collegnesi e motivarli a recarsi a seggi il 17 Aprile e votare per il SI'.
A tale scopo abbiamo inviato ai principali soggetti che sappiamo essere a favore del SI' un messaggio (leggi) con l'invito a partecipare all'incontro di martedì prossimo presso la Polisportiva Borgonuovo di piazzale Avis alle ore 21.
L'invito è rivolto anche a tutti quei cittadini che hanno a cuore la salvaguardia dell'ambiente e che vogliono dare una mano, perchè sarà un compito non da poco informare tutti i collegnesi. L'invito è rivolto in primo luogo ai militanti di quei partiti che ufficialmente non sono a favore del SI' ma che invece lo sono per loro convinzione personale, in particolare gli ecologisti del Pd.
Allora dài, rimbocchiamoci le maniche.
Giovanni Lava
P.S. Sono graditi adesioni e suggerimenti per la campagna referendaria.

venerdì, marzo 04, 2016

IL GROSSO,GRASSO MATRIMONIO TRA CIDIU E COVAR 14

La gara d'appalto per trovare il socio privato sarebbe alle ultime battute.
Che il matrimonio tra CIDIU e COVAR 14 (i soggetti che fino ad oggi si sono occupati della raccolta e smaltimento dei rifiuti della cintura Sud ed Ovest di Torino e non solo) sia grosso non ci sono dubbi: 36 i comuni interessati per un totale di 513 mila abitanti.
Che sia grasso poi lo dimostra il valore economico dell'operazione che si aggirerebbe intorno ai 120 milioni di euro tra il capitale sociale e il business annuale della raccolta rifiuti.
L'incontro del 2 marzo scorso nel municipio di Rivoli sembra quasi una risposta all'interrogazione presentata da CIVICA il 22 febbraio scorso (leggi). La fusione desaparecida tra Cidiu e Covar 14 è riemersa improvvisamente ma in modo circospetto dagli abissi nei quali ha  finora navigato lontano da occhi indiscreti.
Il percorso per dar vita ad un'unica società era partito nel lontano 2013. Ci sono voluti più di due anni per saperne qualcosa, ma  l'operazione non è ancora giunta al termine, perchè mercoledì sera ci è stato raccontato solo della prima fase, definita di prequalifica che ha selezionato i concorrenti (secretati) al ruolo di socio privato. Entro la prossima estate dovrebbe prendere il via la seconda fase che vedrà i prequalificati (il numero è stato tenuto segreto) concorrere per aggiudicarsi il 49% delle azioni della nuova società nata dalla fusione e la gestione dei servizi. I tempi biblici della prima fase sono stati giustificati dal presidente Cidiu Scolaro come necessari oltre che a selezionare i concorrenti anche a definire il valore delle due società di partenza. Cidiu e Covar 14 hanno assoldato ognuno il suo perito che ha valutato il valore della società di riferimento. Poi ai due periti di parte si è aggiunto un superadvisory che ha supervisionato le valutazioni di parte e, infine, tutti e tre i periti di concerto hanno licenziato una valutazione giurata, sulla base della quale è stato acclarato il valore della nuova società, una Newco srl, con un capitale sociale di 25 milioni di euro che fatturerà almeno 70 milioni di euro all'anno e le quote di Cidiu e Covar 14. Sulla base del valore dato alle due società l'apporto alla Newco srl sarà del 55,6% da parte del Cidiu e del 44,4% da parte di Covar 14. Il 49% di questa società sarà messo a gara e andrà ad un privato, mentre il rimanente 51% resterà nella società pubblica. E qui è stato detto qualcosa di per sè non molto comprensibile, almeno per chi è un amministratore pubblico dell'area Cidiu. Per far sì che il 51% delle azioni della società che resteranno in mano pubblica possano far capo in parti uguali al Cidiu e a Covar 14, il 49% delle azioni vendute al privato saranno prelevate in parti disuguali dal Cidiu e da Covar 14. Il primo concorrerà con il 30,1% di azioni e Covar 14 % con il 18,9%. Una ben bizzarra fusione. Come quei matrimoni dove un coniuge è ricco e l'altro è povero ma con la comunione dei beni diventano ricchi alla pari. I nostri amministratori targati Cidiu (a partire dai sindaci) prima o poi dovranno spiegare ai cittadini se si è fatto o meno un affare con questo matrimonio.
Volendo restare alle magnifiche sorti che ci aspettano, secondo quanto ci hanno raccontato l'altra sera, la fusione di Cidiu e Covar 14 insieme all'ingresso del socio privato porteranno significative economie di scala e il miglioramento dei servizi offerti. Tra gli obiettivi sono indicati il traguardo del 65% di raccolta differenziata - ma non era un obiettivo da raggiungere già nel 2012? -, l'avvio della tariffa puntuale dopo i primi due anni della nuova gestione da realizzarsi in tre anni (12 comuni all'anno), la ristrutturazione dell'impianto di Punto Ambiente di Druento con la costruzione del modulo anaerobico per il trattamento dell'organico, infine non meglio precisati impianti per la selezione, il recupero e la valorizzazione dei materiali della raccolta differenziata ...
La gara, detta a doppio oggetto, prevede da una parte il valore da assegnare alle azioni e quindi a quanto i privati che parteciperanno sono disposti a pagare per acquistare il 49% della nuova società, dall'altra le offerte tecniche ed economiche sui servizi, con un piano industriale della durata di 20 anni. Tra gli obblighi è indicata la tutela dell'occupazione, che ad oggi ammonta a 725 unità, ma è previsto anche  il blocco del turn-over che dovrebbe produrre una contrazione di almeno 56 addetti in dieci anni.
Al momento è difficile valutare se questa "ciclopica" impresa (così è apparsa dalle parole accorate dei relatori) sia o no una cosa buona per i cittadini. Certo di ciccia ce n'è, ma a pro di chi non si sa.
Non si sa poi se come era nei programmi iniziali questa è solo la prima delle fusioni dell'intera Città metropolitana per approdare alla fatidica Società Unica oppure sarà la prima e ultima. Abbiamo posto la domanda, ma non ci è stata data risposta.
Giovanni Lava

mercoledì, marzo 02, 2016

LA CORSIA CICLOPEDONALE SUL CAVALCAFERROVIA DI CORSO FRANCIA SI FARA' (FORSE).

Approvata all'unanimità la mozione di CIVICA.
Erano anni che come CIVICA proponevamo il superamento definitivo e in sicurezza della barriera per ciclisti e pedoni rappresentata dalla ferrovia tra Borgata Paradiso e il resto della città. CIVICA propone che la corsia di destra in direzione Torino di corso Francia sul cavalcaferrovia sia destinato al solo traffico ciclo-pedonale. Questa soluzione garantirebbe la sicurezza e non ostacolerebbe più di tanto il traffico automobilistico, visto che alla sommità del cavalca ferrovia le corsie da tre diventano due, costringendo gli automezzi ad un difficoltoso e anche pericoloso rientro. E' solo da qualche anno che esiste questo rientro a sinistra, da quando l'amministrazione Accossato con l'assessore Pirrello vollero così mettere in sicurezza nel momento in cui sbucavano su corso Francia i pedoni e i ciclisti che si arrampicavano su per le scale tra via Lombroso e via Torino per superare la ferrovia.
 Già allora avevamo suggerito di chiudere una corsia al traffico veicolare senza successo.
Sarà l'aria nuova che spira in consiglio comunale, sarà che la proposta e tutt'altro che peregrina, questa volta abbiamo avuto un voto unanime sulla nostra mozione, dopo che Civica ha accolto l'emendamento del Pd che proponeva di aggiungere all'impegno per l'amministrazione una preventiva verifica dell'esistenza o meno di ostacoli tecnici o economici.
Gli ostacoli se si vogliono trovare ovviamente si trovano, ma siamo fiduciosi che siano superabili, visto l'impegno del sindaco a verificare a partire da qui la fattibilità di un diverso uso di corso Francia anche alla luce del tavolo tecnico avviato recentemente con il Comune di Rivoli.
Questa sarà la volta buona per avere qualcosa che ci avvicini ai paesi europei più sensibili alla sicurezza dei ciclisti come appare nella foto sotto, dove si vede come uno dei ponti di Lione sia stato attrezzato per ogni tipo di utenza della strada: marciapiedi ampi per i pedoni, una corsia per i ciclisti, una per il traffico veicolare in una direzione e due nell'altra. Meditate amministratori, meditate. Se si vuole si può fare e anche in fretta.
Giovanni Lava

martedì, febbraio 16, 2016

LA SCOMMESSA DI CIVICA

Il voto favorevole alla delibera "Collegno Rigenera".
CIVICA per Collegno non si è tirata indietro e ha dato il suo voto favorevole ad una delibera che promette una riqualificazione della città senza più le colate indiscriminate di cemento del più o meno recente passato. CIVICA ha voluto prendere per buone le promesse del sindaco e scommettere sulla sua buona fede. Cosa non da poco se si considera che Francesco Casciano nel periodo più aggressivo verso il territorio collegnese ricopriva la carica di assessore. CIVICA ha votato a favore nonostante la nomina come consulente gestore di Collegno Rigenera dello stesso architetto a cui fanno capo gran parte dei progetti realizzati dalla famigerata Collegno 2000 srl negli anni della grande speculazione edilizia. Un vulnus che da solo avrebbe giustificato un voto contro se solo non avessimo voluto giudicare nel merito la delibera e apprezzarne le premesse e le promesse.
La volontà di non consumare altro terreno libero, di guardare più gli interessi generali della città che quelli degli operatori dell'edilizia a cui si chiede in sostanza di accontentarsi di un minimo guadagno, ci hanno convinti che questa potrebbe davvero essere la volta buona in cui a Collegno si realizza una svolta nelle politiche urbanistiche in senso ambientalista come chiediamo da sempre. E pazienza se la svolta avviene ad opera di Casciano!
Ci siamo anche convinti che le nuove generazioni di consiglieri del Pd abbiano una sensibilità nei confronti della salvaguardia dell'ambiente sconosciuta a molti di quelli che li hanno preceduti targati falce e cemento (vedasi le commistioni con le cosiddette cooperative rosse). Se poi addirittura l'ex sindaco Accossato riconosce pubblicamente che avevano ragione coloro che già 20 o 30 anni fa si opponevano alla cementificazione, per cui, anche se non lo dice, per contrasto avevano torto quelli che fino ad ieri l'hanno consentita, allora forse davvero qualcosa sta cambiando ... Anche se si tratta di una magra consolazione se si considera che i buoi sono ormai quasi tutti già scappati.
Il voto favorevole di CIVICA è stato reso più facile dal fatto che quella votata è solo una delibera di indirizzi al sindaco, alla giunta e agli uffici e quindi non è un vero e proprio strumento urbanistico. Gli strumenti urbanistici che ne discenderanno - dalla perimetrazione degli ambiti di intervento ai progetti veri e propri - dovranno tutti passare dal consiglio comunale, per cui se non ci convinceranno saremmo sempre in tempo a votare contro.
La delibera metterà in moto tutto il po' po' di interventi rappresentati dalle manifestazioni di interesse? Su questo ci sono molti dubbi. A quanto pare la proprietà della Sandretto a queste condizioni ha già sbattuto la porta. A detta di alcuni non ci sarebbero le condizioni economiche per muovere neppure un mattone. Noi non siamo così pessimisti e restiamo in ogni caso dell'idea che è meglio continuare ad avere un capannone vuoto che una schifezza realizzata al suo posto.
Va anche detto che la situazione urbanistica di Collegno e la necessità di difendere le aree ancora libere dalla cementificazione rendono urgente mettere mano al piano regolatore approvato definitivamente nel 2003 ma pensato alla fine degli anni Novanta, un secolo fa. Se è troppo complesso mettere in pista un piano regolatore ex novo, una variante strutturale a quello esistente si rende necessaria e urgente anche per non creare disparità tra chi è coinvolto nell'operazione Collegno Rigenera e il resto della città. Allora, dai sindaco Casciano e assessore Martina, mettetevi all'opera!
Giovanni Lava

giovedì, febbraio 04, 2016

COLLEGNO RIGENERA E IL PASSATO CHE NON PASSA

Conclusa la prima fase del progetto di riqualificazione della città.
La prima fase del cammino di Collegno Rigenera sta per raggiungere la meta. Martedì scorso la commissione urbanistica ha licenziato la versione definitiva della delibera di indirizzi che sarà portata all'approvazione del consiglio comunale giovedì 11 febbraio (ore 21). Forti delle 42 manifestazioni di interesse da parte delle proprietà, delle 39 segnalazioni di associazioni, comitati di quartiere e cittadini, della benedizione della Regione e della Città Metropolitana, il sindaco Casciano e l'assessore Martina sono pronti a dare il là alla rigenerazione urbanistica di Collegno grazie all'applicazione su tutto il territorio comunale dell'articolo 14 della legge regionale n° 20 del 2009 in materia di snellimento delle procedure di edilizia ed urbanistica. L'obiettivo dichiarato in delibera è quello di avere una città più vivibile e bella con una forte caratterizzazione sociale e di tutela ambientale, una città a misura di pedone e di ciclista. Se aggiungiamo il superamento delle barriere fisiche e la riqualificazione energetica, si ottiene un programma di rigenerazione urbana ambizioso che farebbe tremare i polsi a chiunque, tanto più in una città che ha conosciuto una lunga stagione di cementificazione oltre ogni limite accettabile. E  grazie alle stesse forze politiche e personaggi che hanno governato la fase precedente. Un vero miracolo. Un miracolo possibile - noi ci vogliamo credere - grazie alla consapevolezza che l'emergenza ambientale e la crisi economica sono tali da non consentire altra scelta.
La chiave per promuovere la trasformazione dovrebbero essere le premialità in termine di cubatura (nel nostro caso si tratta di mq) che la legge consente con un tetto massimo del 35% di superficie lorda di pavimento. Le premialità non sono concesse automaticamente, ma vanno "conquistate" a certe condizioni: la necessità di bonifiche, l'insediamento di imprese ad alto valore economico finalizzate alla ricerca e all'innovazione, alloggi in affitto o lotti per edilizia popolare, etc.
 Esclusi da gran parte delle premialità i lotti che superano una SLP (superficie lorda di pavimento) di 10 mila mq (vedi la ex Sandretto e la ex Mandelli). Tutti gli edifici dovranno obbligatoriamente raggiungere un alto grado di efficienza energetica (Protocollo Itaca).
A seguito della delibera di indirizzi, dopo una fase di verifica delle reali adesioni e concertazione degli interventi con gli operatori privati sarà redatta la delibera  programmatica con la perimetrazione della rigenerazione urbana complessiva che passerà al vaglio del consiglio comunale. Sulla quella base saranno disposte le varianti urbanistiche che il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare in via definitiva una per una. Un percorso tutt'altro che semplice e veloce.
Indubbiamente siamo un po' al capovolgimento delle procedure seguite nel passato quando i progetti urbanistici venivano scodellati al consiglio comunale all'ultimo momento senza possibilità di entrare nel merito, prendere o lasciare. Il sindaco Casciano ha fortemente voluto seguire un metodo che coinvolgesse sia la città che le forze politiche di opposizione. Un esempio è l'accoglimento in delibera di due proposte di CIVICA, quella che specifica che la permeabilità del terreno per ogni intervento potrà essere solo superiore e mai inferiore a quel 20 per cento previsto dal piano regolatore (alla ex Elbi è stata del 4%) e l'inserimento tra gli elementi di qualificazione della città anche delle piste ciclopedonali.
Tutto bene dunque. Non proprio.
Ci sono due aspetti che come CIVICA ci preoccupano molto. Il primo è dato dall'incognita della effettiva partecipazione dei soggetti privati alla fase successiva. Quante delle 42 manifestazioni di interessi aderiranno al programma di rigenazione urbana? Quanti di coloro che aderiranno apriranno poi sul serio i cantieri? Il mancato incontro degli operatori con il consiglio comunale ci ha impedito di avere il polso della situazione. E i segnali di scontento arrivati a noi sono stati confermati anche dall'assessore Martina.
Il secondo aspetto è dato dall'aver affidato l'incarico per la progettazione urbanistica per la redazione dei programmi di rigenerazione urbana all'architetto Antonio Besso Marcheis. Sì ancora lui (per i precedenti leggere l'articolo "L'architetto pigliatutto" del 2012). L'incarico scadrà il 30 giugno 2016 e costerà al Comune 18.500 euro + Iva (totale euro 23.472,80). L'architetto Besso Marcheis sarà sicuramente un ottimo professionista, conoscerà anche bene Collegno (sarebbe ben strano il contrario dopo 20 anni di attività nella nostra città), ma tutto si può dire tranne che sia stato estraneo alla colata di cemento che si è abbattuta nella fase politica precedente sulla città ad opera di Collegno 2000 srl di cui era progettista e rappresentante. Una fase politico-urbanistica che con Collegno Rigenera tutti dicono di voler superare, il motivo per cui noi di CIVICA abbiamo espresso apprezzamento verso l'iniziativa.
Motivo per cui, se non altro per opportunità politica, non si capisce la ratio del conferimento di un incarico che getta un'ombra cupa su tutte le belle intenzioni sin qui sbandierate dall'amministrazione Casciano. L'incarico all'architetto Besso Marcheis che piaccia o no ha il retrogusto amaro di un passato che non passa mai.
Giovanni Lava


lunedì, gennaio 25, 2016

ASFALTO SELVAGGIO HA COLPITO ANCORA.

Una colata di asfalto e cemento presso la passerella di via Roma. Interrogazione di CIVICA.
E' il dettaglio che svela le vere intenzioni più di mille dichiarazioni di principio. Immaginate un marito che in ogni occasione si affanna ad affermare che a casa sua esiste la più assoluta parità di genere e che poi alla prima occasione  con piglio padronale ordina alla moglie trattata alla stregua di una serva di preparare il caffè per lui e per i suoi amici.
L'amministrazione e la maggioranza che governano Collegno non perdono occasione per affermare che i tempi son cambiati e che a Collegno non vi deve più essere consumo di suolo. Con grande enfasi lo si sostiene anche nella delibera di indirizzi relativa a Collegno Rigenera. E poi ecco il dettaglio che smentisce le buone intenzioni e che tra l'altro rappresenta una cementificazione assolutamente gratuita, neppure finalizzata a costruire qualcosa. E' quanto sta avvenendo tra lo stupore dei passanti in questi giorni  nei pressi della passerella ciclo-pedonale di via Roma lato via Colombo. Come si vede nella foto che segue si è pensato bene di asfaltare un tratto di terreno marginale permeabile tra la passerella e la ferrovia.
Intanto dall'altro lato si costruiscono aiuole di cemento con contorno di sassi e blocchi. Il tutto, dicono, per abbellire la zona. Ma non ci dicono ad ogni pie' sospinto che non ci sono soldi? Allora invece che cementificare perchè non asfaltano le strade ridotte a colabrodo o restaurano la passerella che sta andando letteralmente in pezzi sia nel pavimento che nei bordi come si può vedere nelle foto che seguono?


Ci piacerebbe proprio sapere lo scienziato che ha suggerito la cosa e quanto è costato lo scherzetto. Per abbellire la città non serve l'asfalto o il cemento. Basterebbe avere un po' di cura delle aree verdi e se non si è in grado di farlo piuttosto lasciare le cose come stanno, che ci pensa la natura a provvedere.
Pubblico una foto di come i francesi abbelliscono le loro città piccole e grandi senza usare il cemento.
In ogni caso a seguire pubblico l'interrogazione che non servirà purtroppo a far tornare il verde, ma almeno a farci sapere chi è responsabile dell'azione gratuita di cui sopra e quanto è costata.
Giovanni Lava


Interrogazione con risposta scritta e orale
 Al Sindaco di Collegno
Oggetto: Asfalto ingiustificato nei pressi della passerella ciclo-pedonale di via Roma.
A seguito della denuncia e della richiesta di diversi cittadini indignati per l’asfaltatura e cementificazione del terreno adiacente alla passerella ciclo-pedonale di via Roma dal versante di via Colombo;
Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e l’assessore competente per sapere:
1)     I motivi di questo ennesimo spreco di denaro pubblico per un’opera sostanzialmente inutile e dannosa;
2)     Se asfaltare anche solo una scarpata ferroviaria non rappresenti una contraddizioni rispetto al programma di governo che sostiene il divieto di ulteriore consumo di suolo;
3)     Se è a conoscenza dei Lavori Pubblici il fatto che l’asfalto impedisce la permeabilità del terreno;
4)     Chi ha richiesto un lavoro del genere e quanto è costato il tutto.

Collegno,  25 Gennaio 2016
Giovanni Lava


lunedì, gennaio 18, 2016

NUBI MINACCIOSE SUL CAMPO VOLO


La proprietà chiama in giudizio il Comune: chiede tre milioni di euro di risarcimento danni.
Il futuro del Campo Volo  volenti o nolenti torna al centro del dibattito politico collegnese. A riportarcelo è la chiamata in giudizio del Comune di Collegno davanti al Tribunale Civile di Torino da parte della società Sviluppo Comparto 8 Srl, braccio operativo del Banco Popolare di Lodi, titolare della proprietà dell'area. La proprietà del Campo Volo chiede un risarcimento di circa tre milioni di euro per il fatto di non aver potuto esercitare i suoi diritti edificatori sull'area a causa del vincolo posto dal Piano regolatore nel 2003, nonostante che nel corso del 2009 con ben due delibere di indirizzo del Consiglio Comunale fosse stato assegnato all'area un indice edificatorio compensativo di 0,05 mq su mq da trasferire sull'area di via De Amicis e di corso Marche.
L'area del Campo Volo ammonta a 841 mila metri quadri, perciò l'indice di 0,05 mq su mq secondo Sviluppo Comparto 8 Srl produrrebbe edificabilità per 42 mila mq di slp (superficie lorda di pavimento) per un valore complessivo di circa 27 milioni di euro. I soli interessi maturati a partire dal 2009 ammonterebbe appunto a circa tre milioni di euro richiesti. Un bel salasso per le casse comunali, un salasso che sarebbe causato dunque dalle improvvide quanto inutili delibere di indirizzo approvate a fine del primo mandato Accossato. Delibere che non hanno prodotto nulla di quanto si proponevano, visto che sono restate lettera morta. Il colmo sarebbe che l'unico effetto fosse quello di procurare al Comune e quindi ai cittadini collegnesi tre milioni di euro di danno.
Dopo che le diverse proposte presentate e le tante promesse ricevute nel corso dei dieci anni dal sindaco Accossato e dalla sua giunta siano tutte finite nel nulla, ora la proprietà con l'azione giudiziaria ha evidentemente deciso di puntare la canna della fucile alla nuca del sindaco Casciano con l'intento, io credo, più di spaventarlo e fargli calare le braghe piuttosto che davvero pensare di portare a casa i tre milioni di euro, visti anche i tempi e le procedure della giustizia italiana. In ogni caso non sarà facile condannare il Comune per una delibera di indirizzi che lascia il tempo che trova, visto che per fortuna, grazie anche alla dura opposizione di CIVICA e dei cittadini collegnesi, quegli indirizzi non si sono mai tradotti in una variante urbanistica. Inoltre il vincolo di area a servizi sul Campo Volo dal Piano regolatore appare più un vincolo conformativo e non espropriativo come sostiene la proprietà. Infatti da nessuna parte è scritto che il Comune aveva l'intenzione di espropriare.
Lo scopo della citazione in giudizio, se non intimidatorio, ma certo di forte pressione, ha l'obiettivo di indurre l'amministrazione collegnese a venire a patti con la proprietà, che è venuta in possesso dell'area grazie al fallimento dell'immobiliarista Zunino e quindi vorrebbe recuperare un po' del denaro che a costui era stato prestato e liberarsi dell'area una volta per tutte.
Il movimento di CIVICA e il sottoscritto consigliere comunale siamo stati sempre contrari al contenuto delle delibere di indirizzo del 2009 per un motivo molto semplice: se davvero quell'indice edificatorio dello 0,05 mq su mq produrrebbe 42 mila mq di slp – in merito ci sono forti dubbi – dove li si farebbero atterrare? Sull'area di via De Amicis e sul fantomatico corso Marche, quando si fa fatica a remunerare in termini di edificabilità quelle stesse aree? E poi chi li compra tutti quei mq?
C'è chi sostiene che il sacrificio consentirebbe al Comune di acquisire il Campo Volo per farci un parco pubblico e così scongiurare una volta per tutte le mire speculative che da sempre minacciano l'area. La nostra obiezione è: avete i soldi da investire per un parco pubblico da 800 mila mq, visto che piangete sempre miseria? Se si acquisisse grazie ad una grande colata di cemento e poi si fosse costretti a lasciarlo così com'è, tanto vale lasciarlo ai privati ridestinandolo ad area agricola. Non è vero che non si può fare, già molti comuni lo hanno fatto, riportando aree edificabili ad aree agricole. Il fatto di diventare proprietà del Comune non scongiurerebbe future speculazioni, soprattutto se restasse così com'è. Tra l'altro dal punto di vista paesaggistico ed estetico il Campo Volo a mio avviso è bellissimo proprio così come è ora.
Se proprio si decidesse che è più sicuro in mani pubbliche (ho parecchi dubbi in merito), sarebbe meglio comprarlo con un mutuo (la situazione finanziaria di Collegno lo permetterebbe), ovviamente non ai 27 milioni di cui parla la proprietà, che dovrebbe accontentarsi di molto molto meno se non vuole restare con un pugno di mosche in mano.
L'ipotesi di acquisirlo con una colata di cemento al di qua di viale Certosa deve farci porre la domanda: al netto di Collegno Rigenera, se va in porto, ma quante case si pensa che si possano ancora costruire a Collegno? Chi è ancora disposto a costruirle, e se costruite, chi le dovrebbe comprare?
CIVICA ritiene che questa volta nel pieno della cosiddetta partecipazione voluta dal sindaco le diverse opzioni non possono e non devono essere appannaggio solo del Palazzo, ma necessariamente discusse con la città.
In ogni caso CIVICA è disposta a prendere laicamente in esame le proposte diverse dalla sua che dovessero emergere dal dibattito pubblico che necessariamente prima o poi il sindaco dovrà aprire sul Campo Volo. Al momento quelle che circolano non ci sembrano molto convincenti. A meno che non si voglia davvero calare le braghe davanti al ricatto giudiziario.

Giovanni Lava

giovedì, gennaio 14, 2016

LA BONIFICA C'E', MA NON SI DEVE SAPERE.

Terminata nel silenzio la bonifica dell'area ex-Maggiora di via Trieste.
A Collegno accadono dei veri e propri miracoli. Là dove ti aspetteresti un inquinamento del terreno come nell'area di una fonderia come la Mandelli, lo studio di un geologo sostiene che non vi siano inquinanti e quindi che non servano bonifiche. Là dove c'era una fabbrica di biscotti come la Maggiora, non solo il terreno era inquinato, ma è stata necessaria una bonifica durata un po' di anni.
Grazie ad una interrogazione del M5S e la successiva risposta dell'assessore Manfredi, siamo venuti a sapere che è dal 2006 che la società Mosaico proprietaria del terreno aveva comunicato al Comune che l'area dove dovrebbe sorgere una scuola lungo via Trieste tra via Pellico e via Mameli necessitava di una bonifica a causa di un inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti. La bonifica con la supervisione dell'Arpa e della Provincia è stata effettuata come attesta il verbale della Conferenza dei servizi del 4 novembre 2015 tra Comune di Collegno, Città metropolitana, Arpa, Asl TO3 (assente), società Mosaico e Studio associato Planeta. Il terreno inquinato è stato asportato e ora i livelli di inquinamento residui risultano essere sotto la media di legge. Tutta l'area andrà "ritombata" cioè coperta con la costruzione dell'edificio scolastico e con terreno non contaminato nella parte che non sarà edificata. Nell'attesa di tutto ciò, l'Arpa ha richiesto la copertura con teli in geotessuto per evitare che i residui inquinanti a causa della pioggia potessero raggiungere la falda acquifera..
E' stata proprio la copertura con questi teli in geotessuto (come si vede nella foto) a far capire ai cittadini che lo scavo a cui avevano assistito fino ad allora non era in funzione della costruzione delle fondamenta dell'edificio scolastico, ma di qualcos'altro. Da qui l'allarme e l'interrogazione del M5S.
La domanda che tutti ci si è posti è stata se della bonifica non doveva essere avvisata la popolazione che potrebbe aver corso dei rischi nel momento in cui il terreno inquinato veniva rimosso. La risposta degli uffici è che non esiste una legge che obblighi i Comuni a rendere pubblici eventi come le bonifiche come si fa invece con qualsiasi costruzione edilizia.
Come CIVICA riteniamo che tale carenza sia probabilmente dovuta allo scopo di non provocare inutili allarmismi. Ciò non toglie che sia sbagliata perchè non è accettabile che si effettui una bonifica di inquinanti cancerogeni sotto il naso delle persone senza che queste ne siano informate.
E' a questo scopo che presentiamo la mozione che segue, che se approvata impegnerebbe il Comune in ogni caso a rendere pubblico ogni intervento di bonifica futuro. Ciò consentirebbe da una parte ai cittadini di cautelarsi per quanto possibile e dall'altra di essere informati sulle procedure, sui lavori e sui risultati della bonifica stessa. Si parla tanto di partecipazione e di trasparenza e poi se l'Arpa non avesse imposto nell'attesa dell'edificazione di coprire l'area, nessuno ne avrebbe saputo niente. Ci auguriamo che tutti i gruppi politici e la stessa amministrazione siano d'accordo con la nostra mozione.
Resta infine il quesito sul perchè un'area di una ex fabbrica di biscotti possa aver lasciato il terreno così inquinato. Da una piccola indagine che non vuole nè può avere certezza assoluta, il mistero potrebbe essere risolto dalla presenza in quella zona della fabbrica della centrale termoelettrica che scaldava e alimentava la fabbrica e da un distributore di carburate interno che serviva al rifornimento degli automezzi che trasportavano i biscotti per la distribuzione commerciale.
Rimane singolare, ma non troppo, che proprio quell'angolo dell'area dell'ex- Maggiora sia quello dismesso a favore del Comune affinchè ci costruisse una scuola!
Giovanni Lava


 MOZIONE
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Consiglio Comunale

Oggetto: Pubblicizzazione delle bonifiche che si effettuano sul territorio del Comune di Collegno
Considerato che:
·       a Collegno dal 2006 al 2015 si è proceduto alla bonifica dell’area ex-Maggiora da parte della società Mosaico S.p.A. senza che i cittadini e il consiglio comunale ne fossero informati;
·       non esiste norma di legge che obblighi il Comune ad informarli;

il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta, nel caso si dovesse presentare la necessità di effettuare altre bonifiche sul territorio comunale, ad informarne ufficialmente il consiglio comunale  e, attraverso l’apposizione di apposita cartellonistica, i cittadini in modo da consentire la partecipazione e la trasparenza di azioni così delicate per la salute dei cittadini stessi.

1.     
Collegno, 14 Gennaio 2016
Giovanni Lava

giovedì, dicembre 24, 2015

BUON NATALE DA CIVICA

Buon 2016, anche se i soldi della metro non ci sono.
Si chiude il 2015, l'anno delle promesse circa il prolungamento della metropolitana fino a Cascine Vica. Per i nostri amministratori era cosa fatta. Purtroppo nella Legge di Stabilità appena approvata i soldi promessi per la metropolitana non ci sono. Questa volta neppure gli emendamenti di Sant'Esposito sono stati sufficienti ad acchiappare per il rotto della cuffia i quattrini necessari ad avviare i cantieri. Secondo l'on. D'Ottavio non tutto è perduto per il 2016. Vedremo.
Ma neppure questa notizia poco incoraggiante ci impedisce di augurare a tutti unp splendido fine anno e un superbo inizio di quello nuovo.
AUGURI DA CIVICA

giovedì, dicembre 03, 2015

BILANCIO PARTECIPATO: LUCI E OMBRE.

160 mila euro calati dall'alto da gestire dal basso (forse).
Di bilancio partecipato a Collegno se ne parla da decenni. Le giunte che si sono succedute da almeno vent'anni in qua hanno declinato l'impegno con una formale presentazione nei quartieri delle decisioni prese nelle più o meno segrete stanze di partito. Poco più di una evocazione ideologica di quando si andava facendo in alcune realtà terzomondiste. Ora pare che la giunta Casciano voglia passare dalle parole ai fatti mettendo sul piatto 160 mila euro per il 2016, 20 mila per ognuno degli otto quartieri della città, da far gestire dal basso sulla base di progetti originali da scegliere entro il prossimo mese di Marzo. L'iniziativa che si avvale anche della collaborazione dell'Università di Torino è stata presentata dal sindaco e vicesindaco in pompa magna lunedì 30 novembre nella sala del consiglio comunale alla presenza dei due professori universitari che seguono il progetto, i professori Luigi Puddu e Christian Rainero, di numerosi cittadini e delle solite truppe cammellate mobilitate ogni volta che serve.
Ogni cittadino o gruppo di cittadini potrà scaricare dal sito del Comune una scheda progetto da compilare e consegnare entro il mese di gennaio 2016. Un'apposita commissione comunale selezionerà i progetti più interessanti e compatibili con il budget a disposizione entro febbraio. I progetti selezionati saranno pubblicati e votati entro il mese di marzo dai cittadini che lo vorranno purchè abbiano compiuto almeno 16 anni. Il progetto che in ogni quartiere sarà più votato (si potrà votare on-line o presso i centri civici) sarà finanziato e realizzato dall'amministrazione comunale.
Come CIVICA seguiamo con interesse l'iniziativa, se non altro perchè anche nel nostro programma era previsto che una quota (il 10% ) del bilancio fosse gestita dal basso dai cittadini sulla base delle diverse esigenze dei quartieri. Qui siamo di fronte ad un'iziativa più modesta ma non per questo meno significativa. 160 mila euro per una sperimentazione di questo genere non sono pochi per testare la fattibilità concreta di una gestione dal basso del denaro pubblico in un momento in cui le risorse non abbondano. Per valutare la bontà del progetto complessivo occorrerà però verificarne i risultati finali.
Detto ciò, pur condividendo l'iniziativa, non possiamo non segnalarne alcune incongruenze o sfasature. La prima ha a che fare con i criteri di selezione dei progetti che perverranno da parte della commissione che sarebbero i seguenti: a) fattibilità tecnica e giuridica; b) compatibilità rispetto al programma amministrativo di governo; c) budget economico finanziario; d) tempi di realizzazione; e) ricaduta sul territorio.
Il punto b) ci appare assolutamente fuori luogo e molto soggettivo, cosa che consentirebbe, volendo, di scartare in modo del tutto arbitrario i progetti che dovessero dispiacere per qualche motivo al Palazzo oppure che avessero più appeal di quello di qualche "fedele" del Palazzo stesso. Un punto a nostro avviso da cancellare, visto che la scelta del progetto alla fine dovrebbe spettare direttamente ai cittadini che parteciperanno con il loro voto alla selezione. La partecipazione dei cittadini e la loro libera scelta dovrebbero garantire di per sè la democraticità e ammissibilità dei progetti.
La sfasatura è data dal fatto che dal processo di elaborazione del progetto complessivo, a parte una striminzita comunicazione in una commissione, sia stato tenuto fuori il consiglio comunale. E' vero che ormai più del 90% delle decisioni è demandato alla giunta esecutiva, ma nel nostro caso, visto che si tratta di soldi, la competenza per il bilancio comunale è tutta del consiglio comunale. E visto che si tratta di bilanbio di previsione 2016 che non si sa se e quando sarà approvato dal consiglio comunale, ci appare un po' avventurosa la scelta di avviare un progetto di bilancio partecipato che prevede una spesa di 160 mila euro prima che questa sia deliberata. Che fine farebbe il progetto se nel corso dell'approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale nel pieno della propria autonomia dovesse decidere di spendere quel denaro per far fronte a qualche emergenza che si dovesse nel frattempo presentare?
Nella foga populista che a volte sembra avere la meglio anche nell'amministrazione di Collegno sempre più spesso si inciampa nell'umiliazione, consapevole o inconsapevole non importa, del ruolo di rappresentanti eletti dai cittadini che rivestono i consiglieri comunali, siano essi di maggioranza o di opposizione. Sempre più spesso si privilegiano e si consultano altri soggetti prima e più dei consiglieri comunali.
Per chiudere in bellezza, mi corre l'obbligo di segnalare quella che a mio avviso è stata una bella gaffe dell'assessore Cavallone che ogni tanto nella sua foga oratoria ci regala qualche sprazzo di verità. Nel rispondere al consigliere del centrodestra Boetti Villanis che aveva definito i 20 mila euro una mancia propagandistica e elettoralistica, Matteo Cavallone ha risposto che se fosse stata quella l'intenzione, i 160 mila euro li avrebbero destinati al suo assessorato che poi li avrebbe distribuiti alle associazioni e alle società sportive. Un'affermazione che ammette quanto da sempre sosteniamo come CIVICA e cioè che molti dei finanziamenti a questi soggetti hanno come scopo principe quello di foraggiare i grandi elettori del Pd, vere e proprie macchine da guerra nella raccolta delle preferenze. Non è un caso se l'assessore uscente che sovrintende ad associazioni e società sportive è anche quello che raccoglie più preferenze al momento del voto.
Ultimissima annotazione: anche nella presentazione di lunedì scorso la giunta si è avvalsa dell'apporto di una cooperativa. Ci domandiamo: possibile che non sia più possibile alcuna iniziativa comunale senza che ci si debba servire dell'ausilio di una qualche cooperativa?
Giovanni Lava

giovedì, novembre 26, 2015

LA CARTA DI PISA O DELL'IPOCRISIA.

Approvato a Collegno un codice etico contro mafie e corruzione. Fu vera gloria?
"Mafie e corruzione sono una minaccia seria, concreta e attuale per la democrazia italiana e per la sua economia". Esordisce così la presentazione che accompagna la Carta di Pisa, il codice etico per amministratori e consiglieri comunali elaborato da Avviso Pubblico e approvato dal consiglio comunale di Collegno giovedì scorso, il 19 novembre. Un'iniziativa voluta fortemente dalla giunta collegnese e dal suo assessore Matteo Cavallone, iniziativa da cui CIVICA si è dissociata,  perchè pur condividendone gli obiettivi di lotta alle mafie e alla corruzione dilagante riteniamo che lo strumento sia del tutto inadeguato al loro raggiungimento.
Calata dall'alto, non emendabile, la Carta di Pisa ci è apparsa un proposito tanto buono quanto inutile visto che di fatto non incide seriamente sul cancro della corruzione e non è pensabile che riesca là dove nulla han potuto finora le leggi e le pene da esse previste.
A nostro avviso la  Carta di Pisa è figlia di un'operazione ipocrita, perchè nel prevedere tutta una serie di obblighi e divieti, dimentica guarda caso di intervenire sul malcostume, molto diffuso purtroppo anche qui da noi, di riciclare sindaci e assessori nelle società partecipate pubbliche, il CIDIU in primis.
CIVICA si batte da anni per introdurre nei regolamenti comunali il divieto per sindaci, assessori e dirigenti di partito di essere nominati nelle partecipate prima che siano trascorsi almeno cinque anni dalla fine dell'incarico amministrativo o politico ricoperto. Una regola semplice e di buon senso per evitare che mentre si amministra la cosa pubblica si lavori per garantirsi una poltrona a fine incarico. O che da segretario di partito si giostri per garantirsi una poltrona in qualche società pubblica. Un divieto sempre bocciato dal Pd e dai suoi alleati.
La Carta di Pisa all'articolo 11 afferma che "l'amministratore che negli ultimi 5 anni ha esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto dell'amministrazione non può svolgere nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività". In soldoni si vieta per 5 anni di assumere incarichi presso i privati che hanno avuto rapporti con l'amministrazione e ci si dimentica che il malcostume da combattere più diffuso qui da noi non è tanto quello quanto il riciclaggio nei consigli di amministrazione delle partecipate comunali dei politici senza nè arte nè parte che non si è riusciti a promuovere in parlamento o in regione e perciò li si gratifica con una poltrona al CIDIU, alla SMAT o all'ATC.
D'altra parte se come presidente di Avviso Pubblico abbiamo il sindaco di Grugliasco Montà che insieme ai suoi colleghi sindaci di Collegno di queste spartizioni è uno degli attori principali della Zona Ovest, sarebbe stato ben strano che un divieto come quello voluto da CIVICA trovasse spazio nella Carta di Pisa. Il fatto poi che Avviso Pubblico sia nato da una costola di Libera, la nota associazione ispirata da don Ciotti, i cui meriti nella lotta alle mafie e alla corruzione sono indiscutibili, non è a nostro avviso sufficiente di per sè a rendere Avviso Pubblico necessariamente un soggetto molto diverso dalle tante lobby e cordate di potere che allignano in Italia sotto le sembianze di nobilissime iniziative.
La perspicacia con la quale il Pd ha perseguito l'approvazione della Carta di Pisa, respingendo obiezioni ed emendamenti e affermando l'importanza di non modificarla o rinviarla per il ruolo che avrebbe nella lotta alla mafia e alla corruzione, fa a pugni con i comportamenti concreti che lo stesso partito ha avuto nei casi in cui il malaffare ha sfiorato suoi iscritti o suoi alleati.
Vogliamo ricordare come nella scorsa consiliatura hanno tenuto per un anno la poltrona disponibile al loro assessore rinviato a giudizio per concussione, difendendolo in consiglio a spada tratta e con arroganza, spergiurando sulla sua innocenza, dimenticandosi poi a condanna avvenuta di proferire una sola parola di condanna o di semplice  presa di distanza?
Oppure nel recente caso in cui un loro alleato alle elezioni è stato condannato per voto di scambio, dove non solo non si sono accorti di nulla in campagna elettorale ma hanno dovuto aspettare le interrogazioni di CIVICA per pronunciare una timida dissociazione solo a condanna avvenuta, senza in ogni caso nessun mea culpa, visto che i voti come il denaro non hanno a quanto pare un cattivo odore.
Per CIVICA sono  solo i comportamenti concreti a poter rappresentare un argine contro la mala politica non certo codici etici formali che non incidono di una virgola, che fanno fine ma non impegnano. Proprio per questo CIVICA non ha partecipato al voto per non avvalorare questo trionfo dell'ipocrisia neppure con un voto contro.
Abbiamo in consiglio espresso anche la nostra disapprovazione per l'emendamento con il quale il M5S voleva introdurre l'obbligo per tutti, compresi i consiglieri comunali, di pubblicare online la propria fedina penale. La legge già prevede quali siano i casi di illegibilità o incandidabilità per chiunque si candidi. Esistono poi sacrosanti diritti alla privacy che sarebbero violati. Infine i fatti di cronaca dimostrano come non sia certo la fedina penale a garantire alcunché.
 Ancora una volta CIVICA con coerenza e senza calcoli politici ha preferito con coerenza assumere una posizione solitaria nel panorama asfittico della politichetta collegnese. Meglio soli che male accompagnati: in questo quadro è l'unica consolazione che ci resta.
Giovanni Lava

martedì, novembre 10, 2015

CHE FINE HA FATTO IL PROLUNGAMENTO DELLA METROPOLITANA?

I finanziamenti sono spariti dalla legge di stabilità.
Mentre il sindaco Casciano nel primo incontro della Consulta per l'Ambiente del 4 novembre scorso affermava con  certezza che "un importante cambiamento della città a favore della qualità dell’aria e delle promozioni degli spostamenti sostenibili sarà il prolungamento della linea 1 della Metropolitana", dei fondi per la sua realizzazione si è persa ogni traccia nella legge di stabilità in discussione in Parlamento. Ci si chiede se i nostri amministratori non abbiano venduto la pelle dell'orso prima di averlo catturato.
I timori della vigilia (leggi articolo del marzo scorso) si sono purtroppo concretizzati. Interpellato l'On. D'Ottavio ha assicurato che con i suoi colleghi piemontesi stanno seguendo la vicenda con grande attenzione sia al Senato che alla Camera. Ma dalle sue parole non traspare alcuna certezza. Si tratta ora di vedere se la lobby dei parlamentari torinesi riuscirà a portare a casa in Parlamento un qualche risultato che consenta di avviare le gare per la realizzazione del prolungamento della metropolitana fino a Rivoli.
Noi, nonostante avessimo messo in guardia dai troppo facili entusiasmi, facciamo il tifo per loro. Il mancato finanziamento del prolungamento della metropolitana avrebbe il sapore della beffa, dopo i fiumi di parole che la davano come cosa fatta, anche se D'Ottavio in più di un'occasione avesse consigliato prudenza e di non considerare la cosa come già fatta.
Giovanni Lava

giovedì, ottobre 22, 2015

LA CERTOSA REALE E L'ENTUSIASMO DEL SOTTOSEGRETARIO

La visita della Borletti Buitoni con il codazzo pidiessino al seguito.
Come non essere entusiasti dell'entusiasmo manifestato dal Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali on. Ilaria Borletti Buitoni dopo la visita alla nostra città. Siamo sinceramente orgogliosi del fatto che abbia così tanto apprezzato le due perle collegnesi: la Certosa Reale e il Villaggio Leumann. Apprezzati da una persona che di beni culturali se ne intende sul serio, essendo stata presidente del FAI. Ci auguriamo che tanto entusiasmo si concretizzi poi in uno stanziamento del governo, almeno sufficiente al restauro della Cappella dell'Annunziata che sta cadendo a pezzi.
Mentre non facciamo fatica a comprendere l'entusiasmo per le due perle cittadine, che solo l'incuria degli amministratori comunali che si sono succeduti nel tempo ha fatto sì che fino ad oggi non siano stati valorizzati e conosciuti come meriterebbero, non sappiamo bene cosa l'abbia così tanto entusiasmata degli amministratori collegnesi vecchi e nuovi che le hanno fatto da corona durante la visita. Ha detto che sarebbero un esempio di come si amministra con passione il patrimonio culturale di una città. Sarà frutto dell'abbaglio che deve averla colta dopo la sua recente adesione al Pd.
E noi che per anni abbiamo denunciato l'incuria in cui venivano lasciati e in parte continuano ad esserlo sia la Certosa che il Villaggio Leumann. Quanto siamo stati ciechi a non vedere tanta bontà nei vari D'Ottavio, Accossato e oggi Casciano.
La visita della sottosegretaria è stata sicuramente una buona iniziativa per pubblicizzare la nostra città e i suoi tesori architettonici. La speranza è che non sia stata solo un'occasione  per uno spot a buon mercato per i nostri amabili e indefessi amministratori. Che non faccia la fine di quell'altra passeggiata, quella con Vittorio Sgarbi, sponsorizzata da Boetti Villanis. E' vero che una passeggiata non la si nega a nessuno, ma aspettiamo con ansia di vedere fatti concreti altro che l'Art Bonus tanto citato dalla Borletti Buitoni.
Non abbiamo capito però se si è trattato di una visita ufficiale o una visita di partito, visto che dalle foto pubblicate sui social dai vari fortunati partecipanti si intravedono solo personaggi con la tessera del partito in tasca, il Pd ovviamente. Si tratterebbe, in tal caso,  di un altro esempio del clima da basso regime che ormai esiste a Collegno. Della visita della dott.ssa Borlotti non è stata data notizia alla città e meno che mai ai consiglieri comunali in generale nè alla commissione cultura in particolare. Questo non ha impedito invece di parteciparne l'arrivo agli esponenti locali del Pd che erano presenti in gran numero anche quelli che non sono nè onorevoli nè amministratori, nè tantomeno consiglieri comunali. Anche la visita di un sottosegretario è di fatto diventata un affare da consumarsi in famiglia. Nella grande famiglia Pd, ogni giorno più larga, dove tutti si amano e si vogliono un bene da pazzi.
Giovanni Lava

mercoledì, ottobre 14, 2015

MIGRANTI: UNO SU MILLE.

Sono dieci e tutti africani quelli ospitati a Collegno.
Uno a mille. In uno a mille è calcolata la capacità di accoglienza di migranti nel nostro comune. Per cinquantamila abitanti cinquanta migranti. Al momento ne stiamo ospitando 10. Questi i numeri di quella che da molti è stata definita una vera e propria invasione, una riprova se ce ne fosse bisogno della malafede, ma anche dell'ignoranza dei dati reali di cui si nutre certa propaganda.
Dei migranti ospiti a Collegno se ne è parlato nella seconda commissione consiliare lunedì scorso. A descrivere la condizione umana di persone sospese nel limbo dell'attesa dell'esame per l'accoglienza o meno della richiesta di asilo politico è stato l'educatore della cooperativa Atypica che li segue. I dieci ospiti sono tutti maschi e per lo più di età compresa tra i 20 e i 30 anni di età. In questo momento sono tutti originari dell'Africa sub-sahariana. Sono ospitati presso il residence di Villa 5 nel parco Dalla Chiesa, una struttura tutta al femminile, motivo per cui avevano chiesto di ospitare delle donne. Il prefetto invece ha inviato tutti maschi. E' il prefetto, infatti, che assegna i migranti alle cooperative che hanno partecipato ad un bando pubblico, il comune non c'entra nulla. Come CIVICA vorremmo che si attivasse un po' di più visto che il Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegna l'amministrazione a dare il proprio contributo all'emergenza dell'accoglienza dei migranti. Ma L'assessore Maria Grazia De Nicola ha dato assicurazioni sul fatto che si stanno attivando per predisporre anche in collaborazione con parrocchie, privati ed associazioni un programma di accoglienza. Il tutto sempre coordinato dalla prefettura.
Tornado ai dieci profughi ospiti a Villa 5, tutti arrivati in Italia con i barconi della morte, la loro condizione è quanto mai difficile sia dal punto di vista economico che psicologico. Dopo aver percorso migliaia di chilometri in condizioni inenarrabili e subito violenze di ogni tipo, si ritrovano qui ad attendere un responso che si fa attendere anche per due anni, tanto ci mettono le commissioni territoriali che devono concedere o meno l'asilo politico. Un tempo infinito in cui tra l'altro non possono neppure cercare un lavoro per integrare i 2,50 euro al giorno che percepiscono per le piccole spese quotidiane. Cifra che alcuni di loro mettono da parte per spedirla alla famiglia in Africa dove con 40 euro si sfamano per un mese.
I famigerati 35 euro che lo Stato spende comprendono i 2,50 e tutte le spese di vitto, alloggio, vestiario, trasporti ecc. In ogni caso finora il Comune di Collegno non ha speso neppure un centesimo del proprio bilancio.
Molti consiglieri comunali hanno posto il problema di come come rendere "visibile" la presenza di queste dieci persone a Collegno, di come far uscire da una sorta di "clandestinità" la loro presenza. Si è parlato di incontri nelle scuole, di iniziative varie anche di festa per abbattere il muro di diffidenza o indifferenza che li circonda, ma anche semplicemente di non visibilità. Infatti è grazie alla mozione presentata da CIVICA sull'accoglienza che è saltata fuori la presenza a Collegno di questi profughi in attesa di asilo politico. Richiesta di asilo politico che alcuni di loro difficilmente vedranno accolta. E allora per loro si aprirà il dramma del previsto rimpatrio. Rimpatrio che nessuno di loro prende neppure in considerazione dopo la fatica e i pericoli per la loro stessa sopravvivenza per arrivare sin qui.
In ogni caso, a nostro modesto avviso,  è bene che i cittadini di Collegno conoscano le loro storie meglio e possibilmente un po' più da vicino.
Giovanni Lava

sabato, ottobre 03, 2015

LA SIEPE E IL DECORO.

Quando è troppo, è troppo.
Come sempre consiglio comunale fiacco giovedì sera 1° Ottobre . La prima volta che CIVICA ha votato a favore di tutte le delibere all'ordine del giorno dato che si occupavano di modifiche di poco conto di regolamenti e convenzioni esistenti. Nonostante la banalità delle delibere, il consiglio è riuscito ancora una volta a consumare tutto il tempo a disposizione grazie al perenne e ormai stucchevole battibecco innescato a ripetizione dal mega consigliere del CentroDestraUnitiperCollegno Boetti Villanis e alimentato di rimando dal capogruppo del Pd Molinari. Il loro ego smisurato - due giganti in ogni senso - li induce a tener banco sul nulla o quasi, facendo strame dei lavori del consiglio. Sta di fatto che dall'inizio del mandato, pur dovendo affrontare poche delibere e spesso anche di poco conto, non si riesce a discutere più di una mozione, quando va bene. In questo modo siamo arrivati ad avere in elenco ben 47 mozioni da prendere in esame. Con questo ritmo non basterà il mandato per smaltirle tutte. Se poi si pensa che vi sono gruppi che continuano a sfornarne a ripetizione con il sistema del copia e incolla su argomenti i più vari e bizzarri, quasi mai attinenti alla città di Collegno se non in senso molto molto lato, non basteranno neppure i prossimi 10 mandati per discutere tutte le 47 e quelle che verranno.
In questo grigiore però non posso non segnalare come nota di colore la risposta (leggi) che gli assessori competenti hanno dato all'interrogazione di CIVICA sulla "potatura" della siepe del parco Dalla Chiesa lato corso Pastrengo.
Così ora sappiamo che i pifferai magici che amministrano Collegno eliminano i topi abbassando una siepe da tre metri a uno. Si tratterà dei famosi topi volanti.
Di solito quando si ha un'area come quella del parco così frequentata da cittadini di ogni età che amano la quiete, non dispiace che tra quell'area e un corso trafficato come quello di corso Pastrengo ci sia una barriera verde. Qui invece si è voluto dare visibilità, ma a chi o che cosa? Ma  ciò che fa più scompisciare dal ridere è quella di presentare il vandalismo effettuato in piena estate, e che estate, come un'opera finalizzata al decoro urbano.


Ebbene andate a vedere in che condizioni versa oggi quella siepe, coperta dalle erbacce e dai rovi quasi non la si vede più. Le foto che pubblichiamo danno solo una lontana immagine della realtà. In ogni caso cliccateci sopra per godere meglio del decoro voluto dagli assessori.














Altro che decoro.
Giovanni Lava

giovedì, ottobre 01, 2015

E COLLEGNO RIGENERA VA.


Tante le manifestazioni di interesse e siamo solo a metà del guado.

La  cautela è d'obbligo, conoscendo i nostri polli. Ma l'iniziativa dell'amministrazione comunale che va sotto il nome di Collegno Rigenera, dopo le criticità iniziali, pare aver imboccato la strada giusta.
Innanzitutto è stata prorogata la scadenza dal 15 settembre al 30 di ottobre. Poi hanno preso atto delle critiche venute soprattutto da CIVICA per un avvio che aveva lasciato di fatto fuori il consiglio comunale, l'organo che per legge dovrà accogliere o bocciare le proposte che arriveranno.
Giovedì scorso, infatti, in commissione urbanistica l'assessore Barbara Martina ha illustrato lo stato dell'arte del percorso e non sono mancate le sorprese. La più eclatante è quella che vede l'area di via Antonelli (Metropolis) e quella dell'ex Mandelli interessate a salire sul carro di Collegno Rigenera. Ma le due proprietà non si erano avvalse tre e due anni fa della legge 106? Che fine hanno fatto gli impegni allora sottoscritti con il Comune? Carta straccia. Con che credibilità oggi tornano a bussare alle porte del Comune? Forse è bene ricordare che contro la delibera Mandelli a votare da sola fu CIVICA. Fummo indicati al pubblico ludibrio. Etichettati come nemici del recupero di quell'area. Ora possiamo ben dire di aver avuto ragione di diffidare di un megaprogetto dall'evidente sapore preelettorale.
In ogni caso ad oggi le manifestazioni d'interesse pervenute sono quelle relative alle aree di seguito elencate: ex cinema Regina di via San Massimo; quella di Corso Francia tra via Cairoli e via Lamarmora (ex Parisienne e mobilificio l'Economica), l'area compresa tra la ferrovia, via S. Massimo e via Torino di proprietà delle Ferrovie dello Stato (ex sottostazione e residenze del personale delle ferrovie), l'area agricola lungo corso Sacco e Vanzetti nel Parco della Dora, l'area dell'ex deposito della Gtt su corso Francia; un area in via Pianezza, quella di via Antonelli (il palazzone di Metropolis); area ex Moreggia di via De Amicis.
L'elenco non finisce qui, perchè seppur ancora non formalizzate, incontri con l'amministrazione, preliminari alla formalizzazione di manifestazione d'interesse, ci sono stati tra i proprietari delle ex acciaierie Mandelli e Protex, della ex Sandretto di via Manzoni,  di Prima Industrie e il Comune di Torino per l'area dell'ex torre dell'acquedotto di via Catania.
Non bastasse tutta questa carne al fuoco, l'amministrazione intende mettere sul piatto una serie di aree di proprietà comunale che ritiene possano contribuire a "rigenerare" la città: aree  di corso Pastrengo vicine all'ex Mandelli, aree limitrofe al comparto dell'Area Centrale, i Laboratori di piazzale Avis, l'area di via Catania e l'area della ex stazione delle ferrovie di via Colombo.
A questo punto in attesa del termine del 30 ottobre, l'assessore Martina ha indicato le prossime fasi di percorso: la formalizzazione di un gruppo di lavoro che si occupi dell'istruttoria delle proposte e dei relativi progetti; una fase di partecipazione attraverso il coinvolgimento dei comitati di quartieri e dei cittadini con l'allestimento di chioschi informativi all'interno delle manifestazioni cittadine: una fase di concertazione che coinvolga i proponenti pubblici o privati, l'amministrazione e enti come la Città Metropolitana e la Regione.
Contemporaneamente proseguirà il lavoro di aggiornamento della commissione urbanistica (la prossima - è stato detto - si terrà subito dopo la conclusione del bando). A ciò si aggiungerà una Commissione cittadina che veda rappresentanti dei comitati di quartieri e del gruppo di lavoro di approfondimento. Infine, nelle intenzioni dell'amministrazione, vi è anche il proposito di coinvolgere nel processo giovani architetti iscritti all'Albo.
Il programma, dunque, è quanto mai ambizioso. Nelle intenzioni si vorrebbe rivoltare la città come un calzino e riqualificare tutto ciò che merita di essere riqualificato senza produrre nuovo consumo di territorio, anche se il premio del 35% di cubatura e la possibilità di ribaltare in altre zone della città questa cubatura suscita molte preoccupazioni.
Un altro rischio è quello che ogni intervento faccia storia a sè senza un disegno unitario che lo giustifichi. Trovare poi un equo interesse pubblico non sarà cosa da poco. Infine la scarsità delle risorse economiche sia pubbliche che private possono produrre progetti di massima che resteranno sulla carta. Così in una sorta di tela di Penelope si continuerà a progettare e riprogettare senza mai giungere ad una fine degna e a tempi accettabili di realizzazione.
Detto ciò come CIVICA, pur tenendo fermo il nostro atteggiamento critico da forza di opposizione responsabile, non possiamo non seguire e incoraggiare questo percorso di rigenerazione urbana che sta mettendo in gioco così tanti soggetti e si spera anche tanti cittadini. La nostra diffidenza è immutata rispetto alla genuinità delle scelte e dei percorsi, ma siamo pronti a fare la nostra parte.
In commissione urbanistica abbiamo proposto, una volta conclusa questa prima fase di ricognizione, di provare come consiglio comunale a individuare dei criteri di valutazione prima di arrivare a decidere quali proposte sono accoglibili e quali vanno rifiutate. Ci sembra di aver capito che da parte della maggioranza vi è la disponibilità a lavorare insieme. Avremo modo di verificarlo molto presto.
Giovanni Lava

martedì, settembre 22, 2015

CONSULTA PER L'AMBIENTE: MEGLIO TARDI CHE MAI.

Ci si può iscrivere fino al 30 settembre. E giovedì Collegno Rigenera.
Scade il 30 settembre la possibilità per i cittadini interessati di iscriversi alla Consulta per l'Ambiente.  I cittadini che fossero interessati possono iscriversi compilando il modulo da scaricare dal sito del Comune (leggi).
Con più di un anno di ritardo sul rinnovo dell'amministrazione comunale la giunta Casciano si è decisa a ripristinarla. i motivi di questo ritardo restano ignoti. Ad un'interrogazione di CIVICA risalente allo scorso gennaio, l'assessore Manfredi aveva risposto che stavano lavorando ad una modifica del regolamento. Di quali modifiche si trattasse e perchè non è dato sapere. E' per questo che CIVICA ha presentato una nuova interrogazione che pubblichiamo sotto.
Se è pur vero che la Consulta nel corso dell'amministrazione precedente non era stata entusiasmante, i lavori che si erano prodotti sulle principali tematiche ambientali della città hanno sicuramente influenzato i programmi di molte forze politiche cittadini e crediamo lo stesso assessorato.
Ciò che sconcerta è il fatto che nessuna delle associazioni ambientaliste ancora esistenti sul territorio nè nessuna delle altre forze politiche in questo anno e passa abbia sentito la necessità di chiederne il ripristino, per cui sembra quasi che l'esistenza o meno della consulta sia un cruccio solo di CIVICA e del sottoscritto.
Un altro fatto degno di nota in questo asfittico mondo politico collegnese è il prolungamento dell'iniziativa COLLEGNO RIGENERA alla fine del mese di ottobre dall'iniziale 15 settembre previsto.
Quando agli inizi di luglio sottolineammo il fatto che la data del 15 settembre fosse assolutamente impropria (leggi), visto che di mezzo c'era l'estate e le vacanze, ricevemmo la reprimenda del sindaco che invece sosteneva che fosse del tutto consona essendoci due mesi di tempo. La scadenza era tanto consona che lo stesso sindaco e la sua giunta hanno sentito la necessità di rinviarla alla fine di ottobre. Fa piacere che qulche volta si ascolti il nostro contributo critico fatto a fin di bene. in ogni caso che volesse saperne di più sullo stato dell'arte, può partecipare ai lavori della commissione urbanistica previsto per giovedì prossimo alle ore 18 presso la sala matrimoni (piano terra del municipio, sulla destra entrando) che ha come ordine del giorno il seguente: “AGGIORNAMENTO SUL PROGRAMMA DI RIGENERAZIONE URBANA, SOCIALE E ARCHITETTONICA".
Giovanni Lava



Interrogazione con risposta scritta e orale

 Al Sindaco di Collegno
Oggetto: La nuova Consulta per l’Ambiente
Considerato che:
·       da più di un anno, dall’avvento dell’amministrazione Casciano,  si attendeva la costituzione della nuova Consulta per l’Ambiente;
·       la Lista CIVICA per Collegno in data 14 Gennaio 2015 chiedeva conto all’assessore competente del ritardo;
·       nella risposta all’interrogazione, l’assessore Manfredi così rispondeva: “L'Amministrazione Comunale sta compiendo verifiche e valutazioni sul percorso fatto, al fine di proporre al Consiglio Comunale alcune modifiche da apportare al "Regolamento per il funzionamento della consulta per l'ambiente",  finalizzate a  migliorarne alcuni aspetti gestionali, tenendo conto anche  delle proposte emerse dagli stessi membri della Consulta in relazione all'esperienza maturata”;
·       dal sito del Comune ora si apprende che entro il 30 settembre prossimo è possibile per chi fosse interessato presentare la domanda per partecipare alla Consulta per l’Ambiente sulla base del vecchio regolamento;
 Il sottoscritto consigliere della lista “CIVICA Movimento democratico per Collegno” interroga il Sindaco e all’assessore competente per sapere:

1.    Visto che al Consiglio Comunale non risulta siano state presentate modifiche al regolamento, i motivi che hanno indotto l’amministrazione a ripristinare la Consulta per l’Ambiente con circa 15 mesi di ritardo;
2.    Che fine hanno fatto le modifiche migliorative di cui l’assessore parlava;
3.    Quale ruolo la Consulta, se si pensa ne debba avere uno, dovrebbe avere nei progetti dell’amministrazione.

Collegno, 14 Settembre 2015
Giovanni Lava  

INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE GIOVANNI LAVA DEL GRUPPO CONSILIARE CIVICA MOVIMENTO DEMOCRATICO PER COLLEGNO IN MERITO A LA NUOVA CONSULTA PER L'AMBIENTE. [iride]944558[/iride] [prot]2015/48961[/prot].